Emergenza fanghi in Toscana: il settore autospurgo plaude Rossi ed attende il governo

Il presidente Enrico Rossi firma l'ordinanza, adesso attesa risposta dal governo nazionale


Andrea Di Benedetto, Presidente CNA Toscana commenta “è una notizia che aspettavamo che trova in noi grande soddisfazione, ci auguriamo che con questo atto si possa gestire nel migliore dei modi lo stato di attuale emergenza che da oramai troppo tempo sta creando tanti problemi anche alle imprese di auto spurgo”.

“Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - continua Di Benedetto - con questo atto si è nuovamente assunto una grande responsabilità e per questi motivi ci sentiamo di ringraziarlo anche a nome delle imprese che rappresentiamo. Adesso ci auguriamo che il Governo Nazionale faccia la propria parte arrivando a definire finalmente un quadro normativo certo sul quale anche le nostre imprese possano trovare delle certezze”.

CNA Toscana prosegue “Il lavoro svolto dall’Assessore Federica Fratoni e gli impegni che si era assunta anche nei nostri confronti sono stati rispettati - interviene Giuseppe Brasini Presidente CNA Fita Toscana - dimostrando come con il dialogo e il confronto si possono raggiungere obiettivi comuni. CNA FITA TOSCANA, coerentemente con il percorso iniziato, sta dalla parte delle imprese, pronta per continuare a dare il proprio contributo, riconoscendo il giusto valore delle relazioni istituzionali, che come abbiamo visto sono state lo strumento per poter ottenere risultati concreti per le imprese”.

 Cna Fita era presente con la Regione al tavolo istituzionale "conosce dunque bene il percorso intrapreso per l'integrazione dell'ordinanza" spiegava poche ore prima l'assessore Federica Fratoni commentando l'ultimatum lanciato da Cna.

"Ricordo a Cna che a quel tavolo fu detto che stavamo lavorando alla nuova ordinanza per la quale sarebbero state necessarie due settimane – aggiunge Fratoni - . Tempo di per sé breve che è stato ulteriormente ridotto perché l'ordinanza è stata firmata stamani. Mi chiedo cosa sia successo nel frattempo. Per quanto riguarda il decreto Genova – continuava poi l'assessore – anch'io mi auguro serva qualcosa. Al momento è un documento incompleto che rattoppa un' inadempienza del ministro. Bisognerebbe che quest'ultimo, invece di provvedere con emendamenti in decreti di altra natura, firmasse l'atto che ha pronto sul tavolo da mesi e che riguarda la riforma integrale della disciplina di settore. Quella sì che dà certezze alle imprese. Non a caso nella commissione ambiente di ieri le Regioni hanno sottolineato aspetti che in quell'emendamento non sono contemplati e che rischiano di mettere in serio pericolo le aziende che dovessero intraprendere di nuovo la pratica dello spandimento senza chiarezza di norma".

Redazione Nove da Firenze