Elezioni regionali 2015: Stefano Mugnai

Il candidato di Forza Italia risponde alle nostre domande


Stefano Mugnai, 45 anni, nato a Firenze ma cresciuto in Valdarno e vive, con moglie e due bambini, a Montevarchi. Laureato nel 1993 in Scienze politiche alla Cesare Alfieri di Firenze è responsabile della posizione organizzativa giuridico-amministrativa della Direzione ufficio del Consiglio del Comune di Firenze. Ha iniziato a muovere i primi passi nella Democrazia Cristiana, candidato sindaco a Terranuova Bracciolini, ottiene il miglior risultato mai riportato dal centrodestra in comune. Nel 2006 è responsabile di Forza Italia per il Valdarno, nel 2008 entrata a far parte della giunta regionale del partito con delega alla formazione e nei coordinamenti regionale e provinciale di Arezzo di Forza Italia. Nel 2010 viene eletto in Consiglio regionale nella lista Pdl, ed in questi anni ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente della Commissione Sanità, 

"Perché votarmi? Perché il mio impegno continui. Per cambiare la Toscana e renderla migliore. So come farlo e insieme si può".

Sanità, un tema a lei noto, riorganizzazione del sistema e razionalizzazione della spesa. Come ridurre le liste di attesa? "Nel giugno scorso ho presentato una proposta di legge, ovviamente tradotta da Rossi in un annuncio spot senza attuazione, che punta ad ampliare l’orario di erogazione dei servizi di diagnostica in ospedali, case della salute e distretti sanitari in genere. Intendo dare gambe a questa idea, così da dimezzare i tempi d’attesa entro il primo anno di mandato per poi arrivare a pieno regime nel secondo anno, quando punto a ricollocare i tempi d’attesa entro il range previsto dalla normativa nazionale. Ma voglio dire: la proposta c’era. E’ mancata la volontà politica di concretizzarla. Perché? Perché le liste d’attesa, sospingendo di fatto il paziente verso la libera professione, sono convenienti alle aziende sanitarie che così guadagnano di più".

Lavoro, adesso la formazione delle risorse e la conseguente gestione dell'orientamento lavorativo, dalla ex Provincia passano in mano alla Regione. Cosa farà la Toscana per diminuire la disoccupazione? "La ‘mia’ Toscana metterà in campo un’azione di disboscamento di burocrazie e di oneri attraverso il quale le imprese torneranno a poter assumere. Il segmento di competenze regionali, in questo, non è amplissimo ma questo intendo farlo sicuramente fin da subito. Oggi il costo del lavoro è smisuratamente alto per la parte datoriale, mentre al lavoratore restano le briciole. E’ assurdo: va ribaltata la prospettiva per perseguire non solo occupazione in generale, ma buona occupazione".

Trasporto su ferro. La Regione Toscana ha multato le Ferrovie ed i pendolari hanno messo in risalto le lacune del servizio. Come si migliora il trasporto? "Qui mi tocca su un nervo scoperto, perché io vivendo a Montevarchi e lavorando in Palazzo Vecchio a Firenze, poi negli ultimi cinque anni in Consiglio regionale, prima l’Università.. sono più di vent’anni che faccio il pendolare. I disagi ci sono, e sono da paese non civilizzato: i ritardi sono consuetudine, le carrozze sono stipate, marmate d’inverno e roventi d’estate… non s’affronta, ogni giorno è un’odissea e l’azione regionale in questi anni è stata i-ne-si-sten-te. Punto. Basteranno nuovi convogli? Penso di no. Aiuteranno? Direi di sì se con essi si implementano le corse"
La Tav è un'opera strategica? "Certo che lo è: il nodo fiorentino sta frenando tutta Italia…"

Siamo pronti alla grande gara sulla mobilità? "Il nostro obiettivo è proprio quello di disegnare un servizio più semplice e accessibile per i cittadini attraverso un unico gestore di bus ed un biglietto unico regionale, una nuova rete dei servizi più efficiente, realmente integrata con il treno ed adeguata alle esigenze dei territori, senza rinunciare agli investimenti in nuovi bus". 

Aeroporti di Firenze e Pisa, come si conciliano aspettative e preoccupazioni dei comuni interessati? "Potenziando l’aeroporto di Firenze con una pista da 2400 metri, in modo da mantenerlo un city airport ma rendendolo sicuro. Con la pista così – che Rossi non ha voluto approvare con una autentica pantomima politica, sapendo benissimo che i 2000 metri non erano soluzione praticabile e che alla fine se vi sarà una nuova pista sarà da 2400 – le operazioni di rullaggio rendono possibile un impatto ambientale inferiore rispetto ad oggi. Non ci sono motivi, se non di preclusione pregiudiziale, per non mettere in sicurezza lo scalo di Peretola. Pisa invece continuerebbe a perseguire la propria vocazione di scalo internazionale, in regime integrato con Firenze attraverso collegamenti-navetta rapidi ed efficaci".

Turismo, passato l'Expo, cosa offre la Toscana? "Dipende: la Toscana di Rossi dopo l’Expo continuerà, suppongo, a offrire il nulla di questi anni. Lo dico con certa convinzione perché fin dall’era Martini il Pd ha predicato una Toscana slow. E a furia di rallentarla infatti la Toscana si è fermata. Oggi la Toscana si promuove sostanzialmente da sé, essendo uno scrigno di bellezze di ogni tipo. Ma sapete quanto incide il turismo sul Pil regionale? Il 20%? Il 30%? No: il 6,1%. Allora, è il segno che fin qui non si è fatto nulla, mi pare evidente. Serve una promozione strategica, dunque, che non si esaurisca nei portali internet come Rossi ha annunciato in una delle sue amene 25 proposte ma agisca attraverso un marketing territoriale multilivello: per la regione intera e per i territori singoli la cui varietà di caratteristiche è ricchezza per la Toscana ma va promossa in maniera ‘tipizzata’.

Dissesto idrogeologico come si rende funzionale il nuovo Piano? "Per me così: aumentando monitoraggio e controllo. Dati i livelli di partenza non mi pare difficile aumentare. Area apuana e Maremma sono lì a testimoniarlo".

Antonio Lenoci