Rubrica — Editoria Toscana

E' morto Luciano Locchi, storico direttore della biblioteca Thouar

Il cordoglio dell’assessore Sacchi


E' di oggi la notizia della prematura scomparsa di Luciano Locchi, storico direttore della biblioteca Thouar.

"Ho appreso con profonda tristezza della scomparsa di Luciano Locchi, storico direttore della biblioteca Thouar, uomo mite, sempre sorridente, lavoratore instancabile e pieno di dedizione”. Lo afferma l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi. “Non ho avuto la fortuna di incontrare Locchi di persona – spiega Sacchi – ma l’ho conosciuto attraverso i racconti pieni di entusiasmo e affetto dei tanti bibliotecari che hanno lavorato con lui e l’hanno apprezzato sia dal punto di vista professionale e umano. Aver insegnato a tanti giovani un mestiere così prezioso come quello del bibliotecario e aver regalato un sorriso ai tanti frequentatori della Thouar sono senza dubbio le più belle eredità che Luciano avrebbe potuto lasciare alla nostra città. Alla famiglia giungano le condoglianze mie personali e della città”. 

“A nome del gruppo pd di palazzo vecchio voglio esprimere il nostro cordoglio”. A dirlo è Mirco Rufilli, consigliere comunale Pd “Luciano è stato il volto e l’anima di quella biblioteca di quartiere che è stata, prima in santo spirito e poi in piazza tasso, un baluardo di cultura per molti cittadini dei Rioni Santo Spirito e San Frediano - ricorda il consigliere Mirco Rufilli - In un quartiere che ha sempre avuto fame di conoscenza, Luciano, con il suo modo schivo ma sempre sorridente e disponibile, è stato una figura fondamentale della biblioteca Thouar, accogliendo sempre tutti senza distinzione ma con affetto e dedizione. Solo da poche settimane aveva iniziato a godersi la meritata pensione dopo una vita spesa al servizio della collettività”. “L’amministrazione comunale deve tanto a lui e alle persone come lui, che nel silenzio ogni giorno, si impegnano e portano avanti le attività di questa città. Lo voglio ricordare calorosamente mandando un caro saluto a lui e a tutti i suoi cari”, conclude Rufilli.

Redazione Nove da Firenze