Delegazione di studenti laureati in medicina ricevuti in Palazzo Vecchio

In Commissione lavoro ed istruzione, Cosimo Guccione: “Il Comune segue con estrema attenzione tutta la vicenda e chiediamo un intervento urgente da parte del Governo per sanare questa situazione iniqua che rischia di creare delle forti diseguaglianze”


La Commissione lavoro ed istruzione del Comune di Firenze ha ricevuto, in audizione, una delegazione di giovani, appena laureati in medicina, che non possono esercitare la professione.

“Soltanto a Firenze sono circa 100 i giovani che stanno vivendo questo forte disagio, circa 2000 in tutta Italia. Sono i ragazzi – spiega il presidente della Commissione lavoro ed istruzione Cosimo Guccione – che hanno conseguito una laurea in medicina ma che non possono esercitare la professione perché il Governo si è dimenticato di emanare degli atti per armonizzare quello che, attualmente, il corso di laurea prevede: ovvero che bisogna effettuare un tirocinio abilitante e un esame scritto per diventare, un domani, dei medici”. A seguito dell’approvazione del D.M. del 9 maggio 2018 n. 58. del MIUR, regolamentante le nuove modalità di svolgimento degli esami di stato di abilitazione all'esercizio della professione medico-chirurgica, si sono verificate problematiche inerenti al suo espletamento. “Il Comune di Firenze segue con estrema attenzione tutta la vicenda – aggiunge il presidente Cosimo Guccione – e chiediamo un intervento urgente da parte del Governo per sanare questa situazione iniqua che rischia di creare delle forti diseguaglianze. Se non si pone rimedio con un'ordinanza ministeriale che regolamenti le modalità di svolgimento e le tempistiche dell’esame di stato a breve, questi laureati saranno costretti a ritardare il loro ingresso nel mondo del lavoro con conseguenti danni economici e con disagi verso il funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale stesso, andando a mancare infatti una buona quota di professionisti che già si aggiungerebbero alle notevoli carenze attuali nel settore. Invitiamo, dunque, il Governo ad attuare l’iter burocratico necessario al fine di produrre l’ordinanza ministeriale riportante le istruzioni riguardanti modalità e tempistiche d’esame e a far svolgere ai laureati delle ultime due sessioni di laurea lo stesso esame che hanno potuto svolgere i compagni di corso laureati nei mesi di Luglio-Ottobre dello stesso anno accademico e abilitati nella sessione d’ esame di stato di Febbraio 2019, impedendo che si venga così a creare un’ingiustizia e una disparità di trattamento inaccettabili”. 

Redazione Nove da Firenze