Nardella: "Vinciamo al primo turno", ma Bocci non ci sta

Stasera la chiusura della campagna elettorale. Il sindaco uscente: "Indispensabile completare il sistema tramviario". Il candidato del centrodestra: "L'alternativa è tra conservazione e cambiamento"


Una piazza gremita, non enorme ma gremita. Iscritti, simpatizzanti, curiosi e alcuni volti molto noti, come Luca Lotti, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio. La chiusura di campagna elettorale di Dario Nardella, sindaco uscente e candidato del PD e liste collegate, stasera in piazza Enrico Berlinguer, dietro il Mandela forum, non ha deluso chi è accorso da ogni parte della città. Tanta musica, cibo, gadget ed entusiasmo. Lui si è presentato alle 21,20. Quaranta minuti di discorso, ma partiamo dall'appello finale di Nardella: "L'obiettivo è chiudere la partita già domenica. Ce la possiamo fare. Questa piazza ha una energia meravigliosa, questa è la piazza decisiva per vincere domenica. Siamo 2500? Ecco, ciascuno convinca una persona a votare per noi. Stasera parte l'operazione adotta un amico indeciso. De Coubertin non conta questa volta, dobbiamo vincere per l'Italia, per le nuove generazioni. Viva Fiorenza, viva Firenze, la città che siamo, andiamo a vincere".

Politicamente, Nardella ha ribadito i punti chiavi della campagna elettorale, sottolineando l'importanza del sistema tramviario. "Grazie alle tramvie abbiamo abbattuto di 1400 tonnellate l'emissione di anidride carbonica. Vogliamo fare anche le altre linee del tram, è indispensabile finirle tutte, non si lascia una cosa a mezzo. E i nostri avversari non hanno proposto alternative credibili. E più facile dire no, come fa questo governo. Proprio le infrastrutture sono la nostra grande sfida. Noi, Firenze, siamo davvero un'alternativa all'immobilismo di questo governo. A proposito oggi a Bruxelles l'Italia non ha sbloccato i fondi per l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze".

"Il nostro - ha detto il sindaco uscente - è un esercito pacifico, solare, pieno di entusiasmo. Grazie a tutti. La politica ha bisogno di persone competenti. Stamani ero a Roma, dal Papa, per la celebrazione dei 600 anni dell'Istituto degli Innocenti. Da questa piazza solo applausi al Papa, che ha dedicato la sua vita all'aiuto dei deboli, degli ultimi. Lo ripeto, da questa piazza solo applausi a Papa Francesco". Un pensiero in particolare ai 318 operai della Bekaert, "licenziati semplicemente perché in un altro Paese l'azienda paga meno tasse".

Anche Ubaldo Bocci, candidato del centrodestra a Firenze, ha chiuso stasera la campagna elettorale, in piazza Strozzi. "Non sono - ha detto - elezioni normali. A Firenze queste elezioni sono un referendum. L'alternativa è tra la conservazione e il cambiamento. Io credo che quando un sistema di potere si protrae per troppo tempo, il suo unico interesse diventa quello di autorigenerarsi, perdendo di vista il bene comune".  Bocci si è detto certo di arrivare al ballottaggio contro il sindaco uscente, Dario Nardella: "Altrimenti non sarei qui". E ha ribadito l'importanza per la città di voltare pagina. "Democrazia - ha rilevato - è anche, e forse soprattutto, alternanza. Lo slogan del sindaco uscente è 'Firenze è la città che siamo". In questo è stato coerente: per loro la propria fazione e il proprio sistema sono la città. Io invece voglio restituire Firenze ai fiorentini, tutti". Al suo fianco sul palco di piazza Strozzi sono intervenuti anche i rappresentanti delle liste del centrodestra. Chi riscalda gli elettori in particolare è stato il sottosegretario agli Esteri, Guglielmo Picchi (Lega): "La città è degradata da anni di malgoverno. Nardella va mandato a casa - ha affermato -. Sta per iniziare il silenzio elettorale, nessuno però ci impedisce di continuare a diffondere nelle prossime ore la nostra voce sui social". Mentre il coordinatore degli azzurri, Marco Stella ha avvertito: "Ci manca pochissimo per andare al ballottaggio. Dal 10 giugno con Ubaldo Bocci cambieremo questa città".

Redazione Nove da Firenze