Dario Nardella sostiene la candidatura al Nobel di Daisaku Ikeda

Il sindaco favorevole al conferimento del Premio per la pace al leader della setta religiosa Soka Gakkai


Il sindaco Dario Nardella ha inviato una lettera al comitato per il Nobel per la pace per sostenere la candidatura di Daisaku Ikeda, presidente onorario della organizzazione religiosa Soka Gakkai. Nardella, nella lettera, sottolinea “gli sforzi di Ikeda per la promozione universale della pace e l’abolizione delle armi nucleari, per il rispetto della vita e dignità umane, per un continuo dialogo e mutua comprensione tra persone di differenti culture e religioni”. La municipalità di Firenze a Ikeda nel 1992 ha conferito il Fiorino d’oro e poi il Sigillo della Pace nel 2007. Nel 2016 Firenze gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

La Soka Gakkai nasce nel 1930 dalle idee di un pedagogo giapponese. Ikeda invece è un personaggio controverso, un misto di filosofia-esaltazione-lungimiranza-filantropia-culto della personalità, grandi capacità organizzative e fiuto finanziario. Gli autori del sito fiorentino www.noallasokagakkai.eu invitano ad esempio ad approfondire quello che loro considerano un movimento pieno di incongruenze che rispecchiano fedelmente le stesse incongruenze del personaggio Ikeda. Colpisce infatti la venerazione senza riserve tributatagli dagli adepti. Nei loro approfondimenti dottrinali passano gran parte del loro tempo a studiare solo due dei 28 capitoli del Sutra del Loto e a recitare un mantra trascritto dal sanscrito in cinese antico, ma pronunciato in giapponese. La vasta letteratura prodotta ha come autori quasi esclusivamente Daisaku Ikeda che grazie a continui riferimenti a Nichiren Daishonin produce un ripetersi ossessionante di aforismi, detti, enunciazioni.

La Toscana vanta una presenza molto significativa di associati alla Soka Gakkai: 5.000 nella sola Firenze, 16.000 in tutta la regione. Non sorprende allora la vicinanza di numerosi politici che si dichiarano seguaci di Ikeda e fanno capo a schieramenti di sinistra in netto contrasto con il posizionamento del leader religoso supremo, in Giappone considerato vicino a segmento xenofobo e di destra della politica nazionalista.

Un equivoco in cui Firenze non cade da sola, a giudicare dai riconoscimenti raccolti da Ikeda a livello internazionale, come il Premio per la pace delle Nazioni Unite (1983), il premio umanitario dell'Alto commissariato per i rifugiati (1989), la Medaglia di Grande Ufficiale delle Arti e Lettere del Ministero della Cultura Francese (1992). 

Redazione Nove da Firenze