Rubrica — Editoria Toscana

Dante, la parola di oggi è "cricchi"

Forse è la voce onomatopeica più antica attestata nell’italiano scritto


Una parola di Dante al giorno, per tutto il 2021. In occasione della ricorrenza dei settecento anni dalla morte del poeta, l'Accademia pubblicherà 365 schede dedicate alla sua opera: affacci essenziali sul lessico e sullo stile del poeta, con brevi note di accompagnamento. La parola di Dante fresca di giornata è un'occasione per ricordare, rileggere, ma anche scoprire e approfondire la grande eredità linguistica lasciata da Dante.

La parola di oggi 7 gennaio

cricchi

(Inferno, XXXII, 30)

[...] com' era quivi; che se Tambernicchi vi fosse sù caduto, o Pietrapana, non avria pur da l'orlo fatto cricchi.

Voce onomatopeica (forse la più antica attestata nell’italiano scritto), con cui Dante rende il rumore dello scricchiolio del ghiaccio che sta per rompersi, riferendosi al Cocito, il fiume ghiacciato infernale, che neppure i monti Tambernicchi e Pietrapana, cadendovi sopra, sarebbero riusciti a scalfire. 

Redazione Nove da Firenze