​Dal Trentuno al blackjack: storia di un gioco dal '400 a oggi

Il Trentuno e le similitudini proprio col blackjack, fu per molto tempo uno dei passatempi ludici più amati in assoluto, citato e descritto anche in diversi testi letterari


Amato e giocato nei casinò di tutto il mondo, ma anche all'interno di gruppi di amici appassionati di carte, il blackjack affonda le sue radici ai secoli passati, quando altri giochi, come il 31 prima e il 21 poi, allietavano le giornate dei cultori del genere già nel XV e XVI secolo. In questo articolo ripercorriamo la storia del blackjack e i suoi legami con il periodo rinascimentale.

Le origini del blackjack

Il blackjack così come lo conosciamo oggi è l'evoluzione di altri passatempi praticati in Europa nei secoli passati. Sebbene si faccia risalire la nascita del blackjack al XVIII secolo, in particolare da un'evoluzione del Vingt-et-Un (21), versione francese del Baccarat, in realtà le sue vere origini possono essere individuate in periodi ancora più lontani.

Lo stesso Vingt-et-Un infatti affonda le radici in altri giochi, che secondo alcuni studi già in epoca rinascimentale allietavano le giornate degli appassionati. Tra questi, per esempio, spicca soprattutto il Trentuno, un gioco che verso la metà del '400 risultava ampiamente praticato in molte fasce della popolazione, tanto da attirare le ire del monaco francescano Bernardino da Siena, che lo mise all'indice insieme ad altri giochi come il backgammon e i dadi.

Il Trentuno, del quale vedremo più avanti il funzionamento e le similitudini proprio col blackjack, fu per molto tempo uno dei passatempi ludici più amati in assoluto, citato e descritto anche in diversi testi letterari. Lo scrittore francese François Rabelais, per esempio, lo cita tra i cento giochi che uno dei protagonisti di Gargantua e Pantagruel pratica durante i suoi viaggi, così come Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte noto anche per la sua passione proprio per il gioco d'azzardo, lo inserisce in una novella su due bari sivigliani che proprio imbrogliando al Trentuno si guadagnano da vivere.

Sebbene non vi siano notizie certe che possano dimostrare il diretto legame tra Trente-Un e blackjack, in realtà le similitudini tra i due giochi lasciano pensare che in qualche modo il gioco di origine spagnola abbia avuto comunque delle importanti influenze dapprima sul 21 Vingt-et-Un e poi, ovviamente, anche sul blackjack, rappresentando dunque attualmente la base su cui questo noto gioco di casinò poggia le sue fondamenta.

Altre teorie immaginano collegamenti anche con il Sette e Mezzo italiano, che segue come schema i giochi sopra citati: l'impressione è proprio quella di una commistione tra le varie "usanze" ludiche, che dall'Italia alla Spagna, passando per la Francia, abbia dato vita a passatempi diversi ma fortemente accomunati tra loro.

Trentuno, come si gioca

Il gioco del Trentuno è piuttosto semplice e consiste nel raggiungere il punteggio di 31 con almeno tre carte. Com'è facile intuire, il funzionamento è molto simile a quello sia del Ventuno che del Blackjack, ma anche, come detto, al nostro Sette e Mezzo: a cambiare è soltanto il punteggio massimo da non sforare e altri piccoli dettagli che caratterizzano ciascuno di questi giochi.

Il Trentuno, in particolare, si basa su poche semplici regole, che proprio per la loro immediatezza rendono il gioco particolarmente apprezzato anche da chi lo pratica sporadicamente, in occasione di feste e ritrovi tra amici. Per potersi divertire al gioco del 31, basta in sostanza conoscere il valore delle carte e la regola di base, che è appunto quella di totalizzare il punteggio più alto senza sforare il totale di 31.

Le carte dal 2 al 7 hanno valore nominale, le figure valgono 10 e l'asso 11: data questa premessa, il gioco risulta facile e immediato. A ogni giocatore vengono date 3 carte e si procede con turno in senso orario; ciascuno dei presenti al tavolo, al momento del suo turno, può pescare e scartare e a fine giro vengono scoperte le carte. Il giocatore con il punteggio più basso viene eliminato.

Il punteggio di 31 è ovviamente il massimo totalizzabile e può essere ottenuto anche alla prima mano, tuttavia prima di scoprire le carte bisogna attendere sempre il turno, in quanto un eventuale altro 31 nei turni precedenti al proprio avrebbe la precedenza. Come è evidente, dal 31 al 21, e quindi al blackjack, il passo è breve.

Il blackjack nei casinò online

Il blackjack oggi risulta essere uno dei giochi più praticati anche online sui portali specializzati, che non si limitano a fornire solo uno spazio virtuale per sfidare gli altri utenti connessi, ma mettono a disposizione anche vere e proprie guide per apprendere i segreti di questo antico gioco, per esempio riguardo a come vincere con la puntata secondaria da blackjack 21 3 regole e altri trucchi riguardanti il calcolo probabilistico.

I dati degli ultimi anni parlano chiaro: il blackjack è infatti tra i giochi online più praticati anche in Europa, sebbene storicamente tale gioco riscontri un successo ampio soprattutto nel Nord America. Nel 2018 e nel 2019, infatti, è cresciuto fortemente il numero di utenti che si dedicano a questo gioco nel Vecchio Continente, al punto da raggiungere i livelli di altri passatempi molto forti, come poker e slot machines.

Il successo del blackjack online è probabilmente legato proprio alla velocità e alla contemporanea strategicità di questo gioco. In primo luogo, chi sceglie di giocare online, infatti, punta spesso sulla possibilità di poter concludere la sessione anche in pochi minuti, per esempio perché vi si dedica durante una breve pausa o un momento di attesa. Al tempo stesso, però, è altrettanto importante la dimensione della strategia, che rende il gioco più attivo e mantiene vivo il cervello nella ricerca della migliore scelta e nel calcolo delle probabilità.

Da questo punto di vista, che siano reali o virtuali, il blackjack e i suoi antenati rappresentano uno dei migliori esempi di combinazione tra divertimento e ragionamento, caratteristiche che hanno mantenuto questi passatempi vivi e amati nel corso dei secoli fino ad arrivare sui nostri smartphone e computer.

Redazione Nove da Firenze