Rubrica — Agroalimentare

Inaugurata oggi la 51ª edizione del Vinitaly

Da Verona la sfida alla prossima politica agricola comune. Remaschi: "Consolidare LA presenza toscana sui mercati internazionali"


FIRENZE– «Vinitaly ha segnato l’agenda di governo sull’agricoltura del Paese e continuerà a farlo. E come avevo fatto in passato proprio qui, da dove insieme ai vertici di Veronafiere e al mondo agricolo e del vino ci ponemmo il tema del Testo Unico del Vino, della dematerializzazione dei registri digitali, del piano sull’internazionalizzazione e dell’agenda digitale, oggi mi prendo l’impegno, annunciando che entro la fine di luglio avremo la prima bozza del testo del Codice agricolo unico». Così annuncia il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, inaugurando Vinitaly 2017, alla presenza del presidente di Veronafiere Maurizio Danese, del commissario europeo all’Agricoltura e allo sviluppo rurale Phil Hogan, del sindaco di Verona Flavio Tosi, del presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello, del presidente della Regione Luca Zaia e del presidente di ICE-Agenzia Michele Scannavini e Robert Yang, presidente e ad di 1919, il più grande operatore cinese della distribuzione online e offline in Cina.

Vinitaly si conferma così un appuntamento che va oltre la manifestazione fieristica, che pure è la prima al mondo per superficie espositiva e numero di visitatori, per essere uno dei momenti in cui si discute del futuro del vino e dell’agricoltura in ottica europea (ieri a OperaWine si sono celebrati i 60 anni dell’Europa Unita e la presenza del commissario Ue Hogan anche oggi va letta in questa direzione), di internazionalizzazione dei mercati, di innovazione e di crescita della qualità. Il filo conduttore rimane la qualità, anche per la Politica agricola comune (Pac) post-2020, sulla quale nelle scorse settimane si è aperto il dialogo fra i Paesi comunitari. «Ho avuto modo di parlare con il ministro Martina – dice il commissario Ue all’Agricoltura, Phil Hogan - e sulla Pac continueremo a porre la qualità del cibo e del vino al centro delle politiche future».

Vinitaly ha anche l’obiettivo di formare esperti che, di fatto, rappresentano una comunità di ambasciatori del vino made in Italy. E questo grazie a Vinitaly International Academy e a format originali come OperaWine, Wine2Wine, Enolitech, Vinitaly&TheCity, Vinitaly Wine Club, 5 star Wines “The Book”, Sol & Agrifood. Quest’anno, gli obiettivi principali dell’internazionalizzazione si concentrano su Stati Uniti e Cina, nell’ambito comunque di un incoming che nel 2016 ha visto a FIRENZE- Vinitaly la presenza di buyer da 140 Paesi. All’inaugurazione i produttori incassano una promessa da Robert Yang, presidente e ad di 1919: «Puntiamo a raggiungere grazie al commercio online e offline almeno 500 milioni di renmimbi per il vino italiano, con non meno di 2 milioni di bottiglie vendute, delle quali almeno un milione di vino di alta gamma». Nel 2016 Vinitaly aveva accreditato 50mila buyer esteri e quest’anno, grazie all’attività di incoming condotta insieme a ICE-Agenzia c’è stato un incremento sensibile di nuovi operatori esteri, per la prima volta presenti al Salone internazionale del vino e dei distillati di Verona. Vinitaly, Sol&Agrifood e Enolitech quest’anno vedono la presenza di 4.768 aziende. Vinitaly, da solo, conta 4.272 espositori da 30 Paesi, con un incremento del 4% sull’anno precedente e una crescente importanza di presenze estere.

"La Toscana è la prima regione ad avere iniziato il percorso per mettere in campo gli "strumenti finanziari" della 'Piattaforma di garanzia' gestita dal FEI, il Fondo europeo per gli investimenti, che consentirà di soddisfare le richieste di finanziamento provenienti dalle imprese agricole ed agroalimentari anche di piccole dimensioni". L'assessore regionale toscano a agricoltura e foreste Marco Remaschi, a Verona per l'inaugurazione della cinquantunesima edizione di Vinitaly, ribadisce l'importanza della firma del protocollo avvenuta ieri alla presenza del commissario europeo Phil Hogan e del ministro Maurizio Martina. "La nostra regione – afferma - ha voluto scommettere su questo strumento con 10 milioni di euro, che avranno un effetto-leva di 4-5 volte superiore rispetto alle disponibilità messe a disposizione dalla Bei, da Ismea, dalla Cassa Depositi e Prestiti spa, e dal Fei. La firma di ieri costituisce un passo importante verso la fase applicativa di una complessa procedura, che vuole dare risposte a tutti gli imprenditori che trovano difficoltà a rivolgersi al mercato tradizionale del credito e aiutare le imprese ad essere sempre più innovative e competitive e a pot er sviluppare le proprie idee progettuali". Stamani l'assessore regionale è intervenuto all'evento di apertura di Vinitaly nel corso del quale il ministro Martina ha insistito sui temi del rilancio e della semplificazione del settore vitivinicolo, cercando di portare l'attenzione sui mercati asiatici, e sugli acquisti on line e via web come nuovi strumenti di commercializzazione, sfruttando circuiti come il cinese "alibaba" e altri. Tra i vari temi affrontati quello della ripartizione delle risorse, rispetto al quale l'Italia ha ribadito la contrarietà al solo criterio della superficie, che non tiene conto degli sforzi produttivi e di tutela della biodiversità degli agricoltori italiani in particolare. Successivamente Remaschi si è recato agli stand dove sono raggruppati oltre 700 espositori toscani: "Una grande opportunità – ha detto - per rafforzare e consolidare la presenza toscana sui mercati internazionali. E questo si associa alle varie iniziative di promozione che la Toscana ha organizzato in questi mesi, come Buy Wine alla Fortezza da Basso a febbraio, o a cui ha partecipato – è il caso di ProWein in marzo a Duesseldorf – e parteciperà: Vinexpo a Bordeaux nel mese di giugno".

E' Stefano Barzagli il vincitore per la Toscana del premio Angelo Betti. L'importate riconoscimento, che proclama "Benemerito della vitivinicoltura italiana" l'agronomo che è stato a lungo funzionario regionale, con la responsabilità dal 2004 al 2015 del settore Produzioni agricole vegetali, gli è stato assegnato oggi pomeriggio, domenica 9 aprile, a Verona nell'ambito della cinquantunesima edizione di Vinitaly. Alla cerimonia di premiazione è intervenuto l'assessore regionale toscano a agricoltura e foreste Marco Remaschi che ha sottolineato quanto Barzagli abbia contribuito con il suo impegno, dedizione e competenza professionale a supportare il progresso qualitativo della produzione viticola e enologica della Toscana.

"E stato un punto di riferimento imprescindibile che ha promosso e valorizzato nella nostra regione la cultura del vino - ha detto Remaschi - con una attenzione speciale all'ammodernamento delle strutture agricole e alla qualità dei prodotti senza tralasciare i filoni della promozione dell'agriturismo e delle produzioni arboree, florovivaistiche e biologiche. Grande attenzione ha anche avuto nei confronti dell'associazionismo e degli accordi interprofessionali in materia di produzioni agricole. Né va dimenticato che Barzagli è stato il promotore di atti amministrativi importanti, come la crescita programmata dell'iscrizione delle superfici vitate agli albi delle indicazioni geografiche dei vini toscani sin dal 1997, prima regione in Italia. Un meccanismo, questo, che ha permesso una crescita armonica delle superfici vitate in Toscana, favorend o anche lo sviluppo della viticultura nelle aree marginali di montagna, alta collina e isole. Il premio Betti, istituito nel 1973, che vanta per la Toscana un parterre prestigioso, non poteva non andare quest'anno a Stefano Barzagli".

Redazione Nove da Firenze