Da Siria e Libia verso Firenze: tra accoglienza ed emergenza

​Sulla base del Piano nazionale di accoglienza dei migranti e richiedenti asilo, i Comuni della Città Metropolitana di Firenze dovranno accogliere 835 persone


Arrivano dalla Siria e dalla Libia: 100 a Firenze. Il Sindaco metropolitano Dario Nardella ne ha dato notizia e dalla Prefettura è arrivato l'invito a concordare con i Sindaci un piano di assorbimento. Poco meno dei richiedenti asilo sono già nel territorio e ospitati, per ora, da 27 dei 42 Comuni fiorentini.
"Invito tutti i Sindaci a impegnarsi per una organizzazione condivisa - ha detto Nardella - e perché ogni Comune faccia la propria parte in modo che non vi siano disparità".

Tra accoglienza ed emergenza. La città della perenne "Emergenza Casa" è costretta così ad inventarsi nuovi spazi, nuove soluzioni che sino ad ora non sono state trovate ed hanno anzi assistito ai recenti scontri tra occupanti e forze dell'ordine in virt§ di una negazione al diritto dell'abitare rivendicato dal Movimento attivo nel capoluogo fiorentino ed i cui esponenti sono arrivati ad occupare il consiglio regionale al fine di manifestare il proprio disagio esistenziale.

Il Sindaco metropolitano ha proposto quote che tengano conto della popolazione dei Comuni e della loro estensione territoriale. Chi ha già migranti accolti secondo la tipologia del Piano li vedrà già computati all'interno della quota di pertinenza: 100 persone per Firenze; di 30 per i Comuni più grandi; quindi fasce di 20, 10, 8, 7 e 5. Si tratta di "applicare un principio di mutualità e solidarietà tra tutti i Comuni della Città metropolitana: tutto diventa gestibile se ciascuno fa la propria parte". La Prefettura ha dato disponibilità per aiutare a individuare le strutture necessarie nei Comuni.

Tra la solidarietà ed i bilanci economici. La gestione dei migranti torna sotto i riflettori regionali dopo i recenti attentati, ma soprattutto dopo l'ennesimo scandalo che ha colpito l'Italia. "Con gli immigrati si guadagna più che con la droga" questa la frase intercettata durante una delle ultime inchieste giudiziarie che hanno scosso i palazzi ed è rimbalzata lungo le coste dove sono arrivate le telecamere per fare i conti in tasca alle associazioni che si occupano di gestire i migranti, fornire loro servizi, vitto ed alloggio.

"Il sindaco ci dice che i profughi verranno distribuiti tra i vari comuni dell' hinterland per spalmare l' onere dell'accoglienza - ha dichiarato il consigliere di Palazzo vecchio, Mario Razzanelli - visto che fino a due giorni fa in consiglio comunale quando sostenevo che per il nostro Paese i numeri degli arrivi sono insostenibili la maggioranza Pd e vari esponenti della minoranza si sono spellati le mani nell'enunciare numeri che dimostravano come non esisteva alcuna emergenza, a questo punto faccio una semplice e umile domanda: quanto influirà sui bilanci comunali, e in particolare nei piccoli comuni con voci di spesa ridotte ai servizi essenziali, il costo dell'accoglienza di questi profughi, fosse anche di poche unità? Un' accoglienza poi che non potrà andare oltre una dispendiosa e sterile sussistenza in cui, per forza di cose, si annidano i pericoli di tensioni sociali".

“Non possiamo permetterci di prendere altri profughi nella città metropolitana di Firenze, e in tutta la Toscana in generale. Faccio appello al presidente Rossi affinché come in passato aveva detto no ai Cie, ora dica no a far arrivare nuovi profughi - lo auspica il consigliere regionale Nicola Nascosti - non è un problema di accoglienza o non volontà di farlo, è solo che ormai il rischio sicurezza in Toscana ormai è alto e non possiamo più permetterci di accogliere tutti nonostante le emergenze umanitarie che stanno colpendo Siria e Libia. Bisogna ripensare a un diverso modello di gestione delle emergenze che superi l'attuale modalità di accoglienza, peraltro in strutture diffuse e obsolete. Ritengo che sia giunto il momento di cambiare prospettiva e di mettere al centro i cittadini toscani e il nostro tessuto economico e sociale, naturalmente non rinnegando la nostra capacità di accogliere che, come tengo a sottolineare – conclude Nascosti - negli anni è sempre stata maggiore rispetto a molte altre regioni d'Italia".

Redazione Nove da Firenze