Crisi di governo: l'aumento dell'Iva sarebbe disastroso

Zingaretti invita all'unità del PD e Di Maio riunisce i gruppi parlamentari. Casellati: "Senza unanimità decide l'Aula". Sorani (Confartigianato Firenze): “Siamo in recessione, serve aumentare i consumi, non contrarli”


Firenze, 12 agosto 2019- "Voglio fare un appello all'unità del partito democratico perché di fronte ai pericoli che ci sono per la democrazia, sarebbe davvero sbagliato in questo momento dividerci o dare segnali in questo senso", così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parlando al Nazareno. Mentre alla presenza di Luigi Di Maio si è riunita l'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari M5S alla Camera per un esame della situazione politica in vista del dibattito sulla sfiducia al governo.

Se la Conferenza dei capigruppo non arriverà a una decisione condivisa e unanime sui tempi del voto alle mozioni di sfiducia per il premier Giuseppe Conte e il ministro Matteo Salvini, la parola allora spetterà all'Aula. Questo l'avvertimento della presidente del Senato Elisabetta Casellati.

Intanto crescono i timori nel paese. C'è un problema che nessuno si nasconde e che, anzi, è stato portato alla ribalta fin dalle prime battute della crisi di Governo che si è aperta sul finire della scorsa settimana. La conseguenza principale della mancanza di un Governo in autunno, con possibili elezioni ad ottobre, sarebbe l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto.

“Sono molto preoccupato perché a volte, troppe volte, ho l'impressione che la politica guardi troppo al proprio ombelico e troppo poco agli interessi delle famiglie e delle imprese. Se non fosse così infatti avremmo un accordo unanime in Parlamento per bloccare i futuri aumenti dell'Iva che costeranno almeno 23 miliardi al Paese. Accordo che dovrebbe essere fatto subito a prescindere dall'esito dell'attuale crisi di Governo”. Così Alessandro Vittorio Sorani presidente di Confartigianato Imprese Firenze sulla situazione politicaLa crisi di Governo ha aperto la strada a incognite importanti come l'aumento dell'Iva che senza contromisure sarà una realtà a partire dal prossimo primo gennaio. Per scongiurare il rincaro servono 23,1 miliardi di euro, un'operazione che si preannunciava difficile anche con il Governo al lavoro. “E' evidente – aggiunge Sorani – che l'immediata conseguenza di un aumento dell'Iva sarebbe un indebolimento del potere di acquisto delle famiglie. Il Sole 24 Ore ha calcolato una media di 541 euro a testa di tasse indirette in più per il 2020. Questo vuol dire che in tanti il prossimo anno avranno in tasca meno soldi da spendere e questo indebolirà ulteriormente un sistema di imprese che già sta combattendo con la stagnazione economica ormai da più di un anno, tenendo presente che anche l'export sta calando a seguito della guerra dei dazi”. “Insomma – conclude il presidente di Confartigianato Firenze – pioverà sul bagnato col risultato che ci saranno aziende costrette a chiudere o a ridimensionare i propri investimenti, il che, purtroppo, porterà ad una ulteriore diminuzione dei posti di lavoro innestando un circolo vizioso devastante per tutto il nostro tessuto produttivo toscano”.

Redazione Nove da Firenze