​Criptovalute: addio a bitgrail ma il mercato si espande

Fallisce la prima piattaforma italiana, nata a Firenze e dedicata alle criptovalute. Dagli Emirati Arabi a Facebook: cosa sta succedendo nel mondo della moneta virtuale


In questo inizio di 2019 stiamo assistendo a una maggiore incidenza di notizie relative al settore delle criptovalute. L'argomento, fino a qualche tempo fa, appannaggio di pochi addetti ai lavori comincia a incuriosire e a interessare anche il grande pubblico.

E proprio tra le ultime news sulle criptovalute una riguarda da vicino Firenze: Bitgrail, la prima piattaforma italiana dedicata alle criptovalute nata per l'appunto nella nostra città, si avvia al fallimento. A decretarlo una doppia sentenza della Magistratura.

Come si usa dire in questi casi, si è passati dalle stelle alle stalle davvero in lasso di tempo molto ravvicinato. Per la società i problemi sono nati nel febbraio dello scorso anno a seguito di un presunto attacco hacker sul quale però in tanti hanno espresso dubbi. Nessun dubbio invece sulla fine della società dopo le sentenze di questi giorni. Nei giorni di gloria di Bitgrail, la sua criptovaluta era riuscita a diventare addirittura la settantasettesima più scambiata al mondo, un risultato decisamente sorprendente ma che purtroppo non è riuscita ad evitare l' epilogo negativo sia per la società sia per chi ci aveva investito anche somme importanti.

Non è certo il primo fallimento avvenuto in questo settore, anzi sulle testate specializzate internazionali tiene banco la notizia della bancarotta per un grande exchange di criptovalute in Canada, ed è difficile immaginare che la cosa non susciterà una reazione a catena esattamente come accade nella finanza tradizionale. D'altronde il settore nel suo insieme, dopo il boom ed il naturale sgonfiamento della bolla speculativa, è senza dubbio in buona salute come dimostrano le notizie provenienti da più parti del mondo.

L'Arabia Saudita ad esempio, esattamente come ha già fatto il Venezuela con il Petro , ha deciso di coniare la propria criptovaluta. In questo caso la moneta virtuale servirà soprattutto per transazioni con i confinanti Emirati Arabi Uniti, che stanno lavorando congiuntamente al progetto. Data la potenza economica di questi due Stati si può dunque facilmente comprendere l'importanza di una simile operazione, peraltro già in fase avanzata di sperimentazione. Il progetto pilota servirà proprio a testare l' impatto che tale criptovaluta potrà avere sugli scambi commerciali tra i due Stati e sulle rispettive politiche monetarie.

Dal Medio Oriente ci spostiamo poi in Europa, più precisamente in Germania. E' sempre di questi giorni la notizia che ll Gruppo Boerse Stuttgart, la seconda borsa più grande dell'intero paese, ha lanciato una nuova app chiamata Bison.

Bison, attualmente disponibile soltanto in Germania (ma l'intenzione è di renderla disponibile in tutta Europa entro la fine del 2019), consente di effettuare trading gratuito di quattro delle criptovalute più importanti del mercato più precisamente Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Litecoin (LTC) e Ripple (XRP). Attualmente la versione rilasciata non è ancora completa al 100% e gli sviluppatori promettono funzionalità aggiuntive e la possibilità di effettuare trading 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 quando il software sarà arrivato alla sua versione definitiva.

L'ultima indiscrezione, al momento soltanto un rumour, ma che potrebbe davvero cambiare il fenomeno delle criptovalute in modo rivoluzionario, riguarda il social più utilizzato in assoluto. Niente meno che Facebook starebbe lavorando ad una propria criptovaluta per abilitare quanto prima i pagamenti attraverso Whatsapp, applicazione di straordinaria popolarità a livello globale e che fa sempre parte del gruppo guidato da Mark Zuckerberg. Se tale intenzione venisse davvero confermata sarebbe la prima vera consacrazione della tecnologia blockchain. 

Redazione Nove da Firenze