Rubrica — Agroalimentare

"Covid nei visoni, stop agli allevamenti”

Al via online la campagna di sottoscrizioni per tutelare tutti gli animali. Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International: “Il Governo si assuma la sua responsabilità, siamo il fanalino di coda in Europa”


Roma, 19 novembre 2020 – “L’Italia può e deve essere parte della soluzione del problema. Permettendo l’allevamento di visoni, stiamo contribuendo all’immensa sofferenza di decine di migliaia di animali ogni anno e offrendo l’ambiente ideale per lo sviluppo e la diffusone di agenti patogeni virali”. E’ quanto afferma Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International (HSI), l’unica organizzazione attiva a livello locale e internazionale per proteggere tutti gli animali – in natura, nei laboratori, negli allevamenti e in ambiente domestico - con campagne globali e attività sul campo in più di 50 paesi.

A seguito della crisi sanitaria che ha travolto gli allevamenti di visoni da pelliccia in mezza Europa, a partire da Danimarca e Olanda, costrette ad abbattere migliaia di capi contagiati da Covid19, è allarme anche nel nostro Paese. “Dopo il primo caso accertato in Italia – prosegue Pluda - è ora che il Governo italiano si assuma la sua parte di responsabilità, nell’interesse degli animali e della salute pubblica. Siamo il fanalino di coda in Europa, mentre molti paesi come l’Austria, la Slovenia, il Regno Unito hanno vietato gli allevamenti di animali da pelliccia e molti altri, ad esempio la Germania, li stanno eliminando gradualmente”.

Ad evidenziare la gravità della situazione il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC): il nuovo rapporto Rapid Risk Assessment: Detection of new SARS-CoV-2 variants related to mink, evidenzia le potenziali implicazioni che l'evoluzione del virus nel visone comporta per la diagnosi, il trattamento e lo sviluppo di vaccini al Covid-19, nonché per l'efficacia di futuri vaccini. "La trasmissione continua di SARS-CoV-2 negli allevamenti di visoni – si legge nel rapporto - può eventualmente risultare in altre varianti preoccupanti".

“Non possiamo semplicemente aspettare che emerga la prossima pandemia. Di fronte a una situazione di avversione pubblica per le pellicce, quali prodotti non etici e anacronistici – sottolinea Joanna Swabe, Direttrice delle Relazioni Istituzionali per HSI Europe - i Paesi che permettono l’allevamento di animali da pelliccia non possono più giustificare un'industria che minaccia la salute pubblica e costa miliardi in fondi pubblici necessari per la gestione della biosicurezza e per risarcire gli allevatori a seguito degli abbattimenti dei loro animali. I Governi devono porre fine al crudele e pericoloso commercio di pellicce e sostenere gli allevatori nella transizione ad attività più umane, sicure ed economicamente sostenibili. Non ci sarebbe mai stato un lieto fine per i 60 milioni di visoni sfruttati ogni anno per la loro pelliccia; smettere di allevarli è il modo migliore per evitare loro future sofferenze”.

Per portare avanti questa e molte altre battaglie a favore di tutti gli animali HSI ha appena lanciato una nuova campagna di sottoscrizioni online, con l’hashtag #salviAmotuttiglianimali. Da questa settimana dal sito http://www.hsi-europe.org/it/natale/ è possibile effettuare sottoscrizioni mensili, donarle agli amici oppure scegliere regali di Natale sostenibili e solidali con il mondo animale.

Humane Society International, che riprende ed amplia l’esperienza di oltre 60 anni maturata da Humane Society of the United States, lavora in tutto il mondo per promuovere il rapporto uomo-animale, salvare e proteggere cani e gatti, migliorare il benessere degli animali da allevamento, salvaguardare la fauna selvatica, promuovere una ricerca senza animali, intervenire in caso di disastri naturali e combattere la crudeltà nei confronti degli animali in tutte le sue forme. Nel corso del 2020 la campagna europea Basta Animali in Lockdown, per prevenire lo sviluppo di future pandemie, ha ottenuto il supporto di migliaia di persone. Oltre 10mila gli animali salvati dal 2017 ad oggi grazie a numerose operazioni sul campo, ad esempio in occasione dei roghi che hanno coinvolto i koala in Australia tra 2019 e 2020 e a seguito della terribile esplosione che ha colpito Beirut lo scorso agosto. Solo nell’anno in corso HSI ha fatto chiudere due allevamenti di cani da carne in Corea del Sud, salvando oltre 240 cani e portando così il bilancio a 17 allevamenti chiusi negli ultimi anni. Dall’inizio dell’emergenza Covid HSI ha sostenuto diverse realtà impegnate sul territorio italiano, aiutando oltre 2500 cani e gatti randagi e nei rifugi, oltre a numerosi animali da fattoria e più di 50 famiglie con animali domestici in difficoltà a causa della pandemia. www.hsi.org

Redazione Nove da Firenze