Covid, la Toscana cambia colore? Si decide in queste ore

Da zona gialla potrebbe diventare arancione o addirittura rossa. Gli ospedali sono in difficoltà e molti sindaci spingono per l'inasprimento delle misure di contenimento del contagio. In corso riunione a Roma tra Governo e Cts. Gelli: “Non c'è più tempo da perdere, servono chiusure più decise per invertire la rotta”


Sono momenti importanti per il futuro prossimo della Toscana. La nostra regione, attualmente zona "gialla" cioè tra le aree considerate dal governo meno problematiche dal punto di vista della diffusione del virus, sta per diventare zona arancione o addirittura rossa?

In questo momento è in corso una riunione tra il Governo e il Comitato Tecnico scientifico che potrebbe decidere un inasprimento delle misure restrittive per alcune regioni: Campania, Veneto, Liguria, Umbria e appunto Toscana. Gli ultimi dati non sono stati incoraggianti e alcuni ospedale come quello di Empoli sono già in una situazione difficilissima tanto che alcuni malati sono stati dirottati su Firenze.

Molti sindaci stanno spingendo verso questa soluzione e hanno fatto rumore le esternazione di ieri di Nardella (Firenze) e Biffoni (Prato) che hanno chiesto ai cittadini maggiore attenzione nell'ottica del contenimento della diffusione virale.

Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, commentando l'attuale sitauzione epidemiologica afferma: "Non possiamo più aspettare. Le chiusure prese con l'ordinanza della scorsa settimana fanno riferimento a dati fermi alla fine di ottobre. La situazione sta quotidianamente e progressivamente peggiorando in tutta Italia. In molte Regioni le terapie intensive, così come i pronto soccorso ed i ricoveri di area medica hanno sfondato da tempo la soglia critica. Si rischia di non riuscire più a curare non solo i pazienti Covid, ma anche quelli affetti da altre patologie. Rischiamo così dover vedere nei prossimi mesi un picco di mortalità anche per altre patologie. Dobbiamo invertire subito la rotta. Servono chiusure ben più decise in tutto il Paese, non lasciamo inascoltato l'appello della FNOMCEO".

"Con questo ritmo di crescita dei contagi e dei ricoveri, - prosegue - non solo salterà totalmente il sistema di tracciamento, ma il nostro Servizio sanitario nazionale rischia a breve di non riuscire a reggere l'onda d'urto. Non possiamo permetterci di mandare in tilt gli ospedali. Servono immediatamente misure più rigorose che coinvolgano l'intero Paese, prima che sia troppo tardi", conclude Gelli.

Redazione Nove da Firenze