Covid 19: slittamento dei pagamenti per dare respiro a famiglie e imprese

Sulla Cassa in deroga, l'assessore regionale Grieco: "In Toscana domande dalla prossima settimana". Formata 'Unità di crisi' per affrontare l'emergenza Turismo. Affitti nelle attività commerciali: il credito di imposta non basta. Il Centro Fidi Confcommercio approva d'ufficio le richieste di sospensione fino a 12 mesi. Stella (FI): "Un decreto della Regione Toscana preveda contributi per aziende editoriali". Martedì a Prato si terrà il tavolo con il mondo del lavoro. Il Decreto “Cura Italia” si dimentica delle Associazioni di Promozione Sociale?


Slittamento di tutti i pagamenti, dalla Tari alla Cosap, per dare un po' di respiro a famiglie e imprese in questo momento di emergenza sanitaria ma non solo. In ottemperanza al Decreto Legge n. 18/2020, “Cura Italia”, vista l’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono sospesi i termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da ingiunzioni fiscali e avvisi di accertamento, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. I pagamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 (mese successivo il periodo di sospensione). Inoltre sospensione dal 09/03/20 al 15/04/20 di tutti i termini (compreso quello di impugnazione e le udienze) relativi al contenzioso civile e tributario. Nuova modalità di notifica delle raccomandate, degli atti giudiziari e dei verbali CdS, senza consegna diretta, per il periodo compreso dal 17/03/20 al 30/06/20, tramite immissione in cassetta della corrispondenza, senza raccogliere la firma del consegnatario, previo accertamento della presenza del destinatario o di persona abilitata al ritiro. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative, sia per i pagamenti, sia per la presentazione dei ricorsi, per il momento i termini sono sospesi in tutto il territorio nazionale dal 10 marzo 2020, sino al 3 aprile 2020, salvo ulteriori proroghe, come previsto dal decreto legge n. 9/2020. Pertanto, se il termine è iniziato a decorrere tra il 10 marzo e il 3 aprile, l’inizio della decorrenza va inteso prorogato al 3 aprile 2020 e da tale data decorrerà per intero il termine per effettuare il pagamento in misura ridotta o per proporre il ricorso; se, invece, il termine scadeva tra il 10 marzo e il 3 aprile 2020, la scadenza si intende prorogata al 3 aprile. Infine, se il termine è iniziato a decorre prima del 10 marzo 2020, questo si sospende in tale data e inizia nuovamente a decorrere per il periodo residuale dal 3 aprile 2020. Inoltre, il nuovo decreto legge (c.d. Cura Italia) n. 18/2020, in vigore dal 17 marzo 2020, consente di pagare le sanzioni per violazioni del codice della strada nella misura ridotta del 30% non più entro 5 giorni dalla notifica o dalla contestazione del verbale, come prevede l’articolo 202, comma 1, del codice del codice della strada, ma dal 17 marzo al 31 maggio, il pagamento agevolato può avvenire entro 30 giorni dalla notifica o dalla contestazione del verbale. Pertanto, se è stato notificato o contestato un verbale dal 17 marzo al 31 maggio 2020 e su questo è indicato che si può pagare la somma ridotta del 30% entro 5 giorni dalla notifica o dalla data di contestazione, questo termine è esteso a 30 giorni.

Dieci giorni fa ha avuto luogo un sit-in contingentato davanti alla Camera di Commercio a Carrara organizzato dalla delegazione toscana del gruppo Facebook delle partite iva: "Siamo a ribadire che nonostante possiamo capire gli sforzi del governo nonostante possiamo capire l'emergenza sanitaria in corso siamo preoccupati che tutto questo possa trasformarsi anche in una grande emergenza economica -affermano a nome Stefano Agnesini e Alfreda Pistone, coordinatori regionali della Toscana dell'Associazione Partite iva insieme per cambiare- Siamo chiusi in casa e per noi imprenditori è come essere leoni in gabbia siamo abituati a lavorare minimo 15/16 ore il giorno, il nostro problema è la nostra testa quella purtroppo non si spegne mai. In questa situazione non è possibile andare avanti e quindi siamo nuovamente a gridare di pensare anche a noi anche oggi abbiamo fatto girare in rete un hashtag #adottaunapartitaiva perchè ci sentiamo abbandonati totalmente".

L’entrata in vigore del DPCM dell’11 marzo ha previsto il blocco totale delle attività aperte al pubblico ad esclusione di quelle che operano nel settore dei beni di prima necessità. A questo proposito la Fiepet Confesercenti (Federazione Esercizi Pubblici e Turistici) chiede da subito un aiuto da parte dei comuni. A questo proposito, nei giorni scorsi, i vertici nazionali Confesercenti hanno scritto una lettera al presidente Anci Antonio De Caro per richiedere a tutti i sindaci d’Italia una presa di coscienza su questo tema. Anche a livello locale, attraverso il presidente regionale e provinciale della categoria Franco Brogi, è stato ribadito con forza quanto sia necessario un intervento mirato sul nostro territorio. “Il provvedimento pone senza dubbio le nostre imprese di fronte a diverse criticità. – dichiara Franco Brogi “Ci stiamo muovendo su più fronti e a vari livelli istituzionali ma adesso abbiamo bisogno di un supporto anche dal nostro territorio; per questo chiediamo a tutti i Sindaci una proroga del versamento della tassa per l’occupazione di suolo pubblico, almeno fino a quando non sarà terminata l’emergenza. Di fatto, ci troviamo a dovere corrispondere un tributo per qualcosa di cui non abbiamo usufruito. Alcune Amministrazioni sono già intervenute e quindi ci auspichiamo che questa misura possa essere intrapresa da tutti i Comuni della Città Metropolitana di Firenze. Ma chiediamo anche che in assenza di produzione di rifiuti si riducano proporzionalmente i prelievi in materia di TARSU, TARI, TARES, a seconda dei casi, in relazione al periodo di mancata utilizzazione dei suddetti spazi ed aree pubblici“C’è da considerare anche un ulteriore fattore: le nostre attività sono condotte prevalentemente a livello familiare e per questo ne rappresentano spesso l’unica entrata economica anche per la gestione domestica. – prosegue Brogi - In questa situazione la criticità più importante è la mancanza di liquidità in cassa, siamo pronti a ripartire, ma per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte le istituzioni”. “In merito al decreto Cura Italia approvato - conclude Brogi - avremmo preferito misure più incisive: gli interventi generalizzati rischiano di essere inefficaci. Troppi mini-rinvii, bisogna dare più tempo alle imprese. Senza sostegni adeguati molte imprese rischiano di non riaprire più dopo lo stop”.

L’ultimo DPCM prevede la possibilità di ristoro di una parte del canone di affitto per le attività commerciali interessate dalla chiusura. L’articolo 65, infatti, riconosce agli esercenti un credito di imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione del mese di marzo 2020. “Un primo segnale importante – commenta Marco Carpignani Presidente Confesercenti Empoli ma assolutamente insufficiente. Il credito di imposta è un meccanismo che intanto prevede il pagamento del mese in corso, e comunque i titolari ne potranno usufruire solo in un secondo momento.” In questo momento di difficoltà quello che manca è la liquidità, è impensabile anticipare importi, anche consistenti, quando le nostre entrate sono pari a zero. – prosegue Carpignani Ci aspettiamo un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni, non solo per il tema degli affitti. Vanno riviste le scadenze fiscali prorogando i termini di pagamento almeno per tutto il 2020. Stesso discorso per le utenze, completamente assenti in questa fase ma che speriamo vengano esaminate nei prossimi provvedimenti”. Anche secondo Gianluca D’Alessio – Responsabile Confesercenti Empolese-Valdelsa – c’è bisogno di un intervento importante : ” Le nostre aziende rientrano quasi sempre nella categoria delle micro-imprese, spesso a carattere familiare. Se non interveniamo tempestivamente rischiamo serie ripercussioni anche a livello sociale. Sul tema degli affitti Confesercenti è da subito disponibile per attivare un tavolo di lavoro con le istituzione e con tutti i soggetti interessati, compresi i proprietari degli immobili”.

Ci aspettavamo una ampia moratoria fiscale per le piccole e medie imprese, invece il decreto “Cura Italia” è solo un'aspirina. E' un vero e proprio SosImprese quello che lancia il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Se gli interventi a sostegno delle imprese saranno soltanto quelli del decreto, terminata l'emergenza sanitaria ci troveremo di fronte ad una emergenza economica senza precedenti e non avremo la forza di ripartire. E questa non è una previsione, ma una assoluta certezza”. “La stragrande maggioranza di imprese e attività commerciali non lavora da giorni e le prospettive anche per l'immediato sono purtroppo vaghe e indeterminate. Nessuno sa quando finirà l'emergenza sanitaria, sappiamo bene che la scadenza del 3 aprile è utopistica, ma già oggi siamo in grado di stimare una drastica riduzione dei consumi delle famiglie per il 2020. La perdita in termini di consumi sarà superiore ai 18 miliardi di euro e l'economia entrerà in piena recessione. Alberghi e ristoranti lasceranno sul campo oltre 13 miliardi mentre in Toscana, solo per fare un esempio, le imprese del settore turistico, oltre il 10% dell'economia regionale, sono completamente paralizzate con disdette fino al 100%. Siamo in guerra, per questo il Governo abbandoni il fioretto e impugni il bazooka per sostenere imprese e famiglie” - aggiunge con una precisa richiesta il direttore di Confcommercio: “Non è il momento dei bilancini o dei rinvii a qualche settimana o mese. L'una tantum da seicento euro è quasi offensiva. Niente sul fronte delle bollette. Per salvare dalla chiusura migliaia e migliaia di imprese e posti di lavoro occorre intanto che la riscossione di tasse, adempimenti e oneri vari sia rinviata direttamente al 2021, quando ci auguriamo che l'economia possa ricominciare a muovere i primi passi. E poi, un piano Marshall di investimenti quando sarà il momento di ricostruire. Altrimenti, ogni altro ogni sforzo risulterà inutile”. “Se in questi anni si fosse investito più in sanità, invece di ingrassare una burocrazia autoreferenziale, parassitaria, dannosa e spesso nemica per imprese e cittadini, chissà quanto tempo e denaro risparmiato e ora avremmo forse qualche preoccupazione in meno” – conclude Pieragnoli, invitando - “Governo Centrale, Regioni e Comuni, ciascuno secondo responsabilità e competenze, a fare per la propria parte”.

“In questo momento di pesantissima emergenza sanitaria - dice Francesco Viti, Presidente di CNA Federmoda Toscana Centro - la filiera contoterzista ha risposto compatta all’appello del Governo per reperire aziende che possano produrre o riconvertirsi nella fornitura di mascherine e dispositivi di sicurezza indispensabili sia al sistema sanitario sia ai lavoratori . Ormai da giorni infatti stiamo coordinando le disponibilità che piovono alla mail federmoda@cna.it attivata da Cna nazionale, molte delle quali provengono proprio da Prato. Se per i nostri imprenditori questo è un impegno doveroso e fondamentale per aiutare il Paese a uscire vincente dalla battaglia contro il virus, non si possono tuttavia sottovalutare le ripercussioni che questa situazione avrà sul comparto tessile, che mai come oggi ha davanti a sé l’amara prospettiva di perdere importanti pezzi di filiera e professionalità difficilmente recuperabili, quando l’emergenza sarà superata. Parlo di un rischio che, nell’area pratese, non nasce certo oggi, tant’è che da anni denunciamo e chiediamo interventi straordinari e mirati ad allentare le sempre crescenti difficoltà del sistema contoterzista, costretto a pagare sulla propria pelle la costante perdita di redditività dovuta al gioco al ribasso della committenza, come dimostrato anche dall’ultima mappatura del comparto realizzata dalla Camera di Commercio. In questi anni però i nostri allarmi sono caduti nel vuoto, e adesso questa situazione rischia di deflagrare ancora di più per gli effetti della crisi sanitaria sulla nostra economia. Ben vengano dunque gli appelli alla coesione, come quello lanciato dal Presidente del sistema moda di Confindustria Cavicchi, che ci trova più che disponibili, a patto che sia chiaro che, mai come ora, c’è bisogno di aprire una fase nuova fatta da un forte senso di unità e responsabilità, una cooperazione reale e non di facciata, un vero patto tra gentiluomini che ci aiuti a superare - tutti insieme e con consapevolezza - questa emergenza mondiale”.

Tempi brevi e semplificazione massima per la Cassa integrazione in deroga che, in Toscana, vedrà la presentazione delle domande partire già dalla prossima settimana. Lo hanno chiesto le Regioni, guidate dall'assessorea al lavoro Cristina Grieco nella sua veste di presidente della IX commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, incontrandosi oggi a Roma con la ministra del lavoro Nunzia Catalfo. Punto cardine della riunione, la definizione di modalità e tempi per l’emanazione del decreto interministeriale e della circolare INPS, necessari per poter presentare le domande Cassa integrazione in deroga da parte delle imprese in difficoltà a causa dell'emergenza coronavirus. Su questo aspetto la ministra si è impegnata a presentare entrambi i provvedimenti entro lunedì prossimo. La ministra ha accolto anche gran parte delle richieste effettuate dalle Regioni nel decreto “Cura Italia”, anche se le Regioni hanno individuato correttivi da proporre in sede di conversione.

"Se i tempi saranno rispettati, visto che la Regione Toscana ha già firmato l’accordo con le parti sociali - spiega l'assessora Grieco - saremo in grado di accogliere le domande già dai primi giorni della prossima settimana". "In particolare - ricorda l'assessora - sono state segnalate e sottolineate (raccogliendo le innumerevoli istanze dei territori) la necessità di avere entrambi i provvedimenti (decreto e circolare Inps) in tempi brevissimi, perché le imprese sono in ginocchio e non possono più aspettare. La conferma della massima semplificazione e della assenza del vincolo di esaurimento delle ferie per l’accesso all’ammortizzatore; l’eliminazione del bollo (che in questo momento costringerebbe molti imprenditori a doversi recare fuori azienda per il pagamento) e la sospensione di tutte le procedure di licenziamento in essere al 23 febbraio o successive". "Voglio mettere in luce anche il ruolo dei consiglieri regionali - afferma Grieco - che in questo momento così drammatico riescono a riportare alla giunta istanze e necessità dei territori, attraverso la costante attività di ascolto di imprese, famiglie e lavoratori".

Centro Fidi, l’organo creditizio del sistema Confcommercio, ha deliberato in data 18 marzo 2020, in concomitanza con la pubblicazione del Decreto Legge “Cura Italia”, l’approvazione d’ufficio di tutte le richieste di sospensione e allungamento fino a 12 mesi dei finanziamenti in essere. Gli imprenditori associati che ne faranno richiesta non dovranno istruire alcuna pratica speciale né attendere risposta né dovranno corrispondere alcun onere. La decisione è stata presa con l’obiettivo di sostenere il più possibile le piccole e medie aziende del territorio, alle prese con la grave crisi causata dall’emergenza sanitaria CoVID19. L’intervento sarà assolutamente gratuito senza alcun onere aggiuntivo per gli imprenditori.

“Ad oggi Centro Fidi garantisce diecimila imprese toscane e umbre, per un volume totale di finanziamenti pari a 200 milioni di euro”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, consigliere delegato di Centro Fidi, “per loro poter contare su dodici mesi di respiro è senz’altro importante, soprattutto in una fase in cui ancora è difficile prevedere la durata del periodo di emergenza e, di conseguenza, progettare bene la ripartenza”.

Sempre nell’ordine di sostenere gli imprenditori, nei giorni scorsi Centro Fidi-Confcommercio ha stretto un accordo con Banco Bpm dedicando un plafond di dieci milioni di euro a garanzia delle imprese toscane e umbre che devono far fronte alla diminuzione o assenza totale degli incassi di questo periodo. Centro Fidi garantirà nella misura dell’80% la somma erogata da Banco Bpm a ciascuna azienda. I finanziamenti sono concessi sotto forma di mutui chirografari ed avranno una durata di 24 mesi, con preammortamento tecnico di 6 mesi. Tra le finalità ammissibili ci sono l’acquisto delle scorte di magazzino, il pagamento dei fornitori e, in genere, esigenze di liquidità.

Si è riunito ieri in web conference il ‘Team crisis management’, il gruppo di lavoro per organizzare un rilancio del turismo in Toscana. Un tavolo di coordinamento tra Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana, Associazioni di categoria del turismo, Anci Toscana, Comune di Firenze, Toscana Aeroporti, Autorità portuale Tirreno Settentrionale, Irpet. Tutto il sistema del turismo, convocato dall'assessore al turismo Stefano Ciuoffo e da Toscana Promozione Turistica, è al lavoro per interventi immediati e per preparare il post crisi, dettato dall’emergenza sanitaria del Covid 19.

“Dobbiamo costruire e rendere forte – afferma Stefano Ciuoffo - la rete di operatori pubblici e privati del turismo per preparare la ripartenza con la riallocazione delle risorse utili per il più efficace rilancio del settore. Non sappiamo quando il mercato potrà ripartire e nemmeno come sarà cambiato, dobbiamo quindi fare squadra ed essere duttili al cambiamento mettendo a risorsa comune esperienze e capacità”.

Per Francesco Palumbo direttore di Toscana Promozione Turistica: “L’impatto della crisi sul turismo è tale che la ripartenza richiede, anche in termini di comunicazione, uno sforzo unitario, straordinario e massivo di tutta la comunità del turismo toscano: solo così una campagna di promozione crossmediale nazionale e internazionale potrà avere senso. Il coordinamento valuta e fornisce indirizzi per definire le strategie di intervento e, tramite il ‘Team crisis management’, è in contatto e raccordo costante con l’Agenzia nazionale del turismo (Enit) e le altre regioni italiane. Siamo di fronte a un cambiamento di proporzioni nuove: nessuno può immaginarne gli esiti, possiamo solo ipotizzare scenari, il fenomeno è globale e riguarda tutto il mondo, la nostra economia e gli stili di vita”.

Intanto la comunità del turismo si ritrova on line e prosegue il percorso di #TuscanyTogether. Circa 1.000 operatori ogni pomeriggio alle 15 seguono i 'Digital Labs': i laboratori digitali pensati come strumenti rivolti agli operatori e lavoratori del turismo che utilizzano questo periodo per formazione o cogliere spunti per future strategie. Molte registrazioni da tutta la Toscana ma anche dall’Italia e dall’estero per condividere la policy del sistema regionale, ottenere aggiornamenti con contenuti tecnici e dialogare con i vari interlocutori per una definizione degli obiettivi da raggiungere. Il programma è suddiviso in 5 moduli, uno per settimana, ciascuno focalizzato in un’area di lavoro specifica, ma tutti pensati per un interesse trasversale da parte dell’intera filiera del turismo. Le slides delle conferenze sono disponibili subito dopo la diretta online ed è attiva un’area contatti per formulare domande nella sezione team.toscanapromozione.it. I digital labs proseguono fino al 16 aprile, dal lunedì al giovedì alle ore 15, sono della durata di 60 o 90 minuti e sono gratuiti: per registrarsi basta collegarsi al sito www.toscanapromozione.it e cliccare sul banner in home page.

A Prato è già pronta la delibera che sarà adottata con il voto del consiglio comunale. Un consiglio che si terrà in teleconferenza, con un sistema che garantirà la validità di una seduta pubblica e durante il quale verrà portato al voto anche il bilancio preventivo del Comune, alle cui delibere stanno lavorando tutti gli uffici in telelavoro. La delibera garantirà ai contribuenti pratesi una dilazione delle scadenze dei prossimi mesi. In particolare il provvedimento allo studio prevede il differimento al 30 giugno dei termini relativi ai versamenti previsti tra il 31 marzo ed il 30 aprile ed in particolare del canone per l’installazione di mezzi pubblicitari, del canone di occupazione spazi ed aree pubbliche permanente e della TARI, nonché quelli per il riversamento e la dichiarazione dell'imposta di soggiorno. Saranno sospesi anche i pagamenti delle rate scadenti tra il 31 marzo ed il 31 maggio relativi a piani di rateizzazione già concessi relativi a debiti nei confronti del Comune di Prato. Continuo è inoltre il confronto tra l'Amministrazione e il sistema economico cittadino, per valutare quali siano gli interventi più incisivi da sollecitare al Governo alla luce dei decreti già emessi. Martedì alle 11 si terrà in videoconferenza il tavolo con i rappresentanti delle categorie economiche, degli ordini professionali e dei sindacati a cui parteciperà la regione con l'assessore Stefano Ciuoffo.

"Sappiamo bene che non saranno certo le dilazioni temporali a risolvere i problemi economici dei lavoratori, delle imprese del manifatturiero e dei servizi della nostra città, ma è il primo atto di un lavoro che ci dovrà vedere tutti impegnati a trovare soluzioni comuni, consapevoli delle difficoltà anche economiche che le famiglie e le imprese stanno affrontando - sottolinea l'assessore al Bilancio Benedetta Squittieri -. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con le categorie economiche perché dobbiamo essere pronti ad affrontare le conseguenze economiche oltre che sanitarie di questa emergenza, conseguenze che si vedranno sul medio e lungo periodo. E' fondamentale che intervenga l'Unione europea, oltre che il Governo, a supporto di tutto il sistema economico e produttivo. Per quanto possibile noi ci siamo, da subito, e lavoriamo su tutti i fronti per supportare il sistema economico del nostro territorio".

Con una nota inviata all’Amministratore Unico di Sepi Iacopo Cavallini, il Sindaco di Pisa Michele Conti ha disposto la sospensione dell’invio di qualsiasi atto di competenza SEPI all’utenza esterna. Il provvedimento fa seguito all’entrata in vigore del Decreto Legge 18/2020 dello scorso 17 marzo che prevede, oltre alle misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale, misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. SEPI dunque, su mandato del Sindaco di Pisa, sospenderà le intimazioni, le ingiunzioni, le rateazioni, i pagamenti relativi ai servizi scolastici, al suolo pubblico e alla pubblicità. E’ sospeso anche l’invio dei bollettini per la prima rata della Tari che sarebbero dovuti partire a giorni.

«In questa situazione di emergenza sanitaria – spiega il Sindaco di Pisa Michele Conti – che già sta provocando gravi ripercussioni di tipo economico su imprese e famiglie, ho ritenuto opportuno cercare di aiutare i cittadini pisani per quanto di mia competenza, sospendendo il pagamento dei tributi comunali in attesa di ricalcolarne le scadenze con la ragioneria e con Sepi che dovrà fare uno sforzo organizzativo notevole».

Martedì a Livorno l’assessore al Lavoro e Attività Produttive Gianfranco Simoncini insieme all’assessore al Turismo e Commercio Rocco Garufo ha incontrato, in parte in sala di Consiglio rispettando le distanze di sicurezza, in parte in videoconferenza, le categorie economiche e sindacali della città. Obiettivo, una prima analisi del decreto #CuraItalia che prevede una serie di misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese. Presenti all’incontro, il terzo sul tema del lavoro da quando è iniziata l’emergenza coronavirus anche in Toscana, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, USB, mentre connessi in videoconferenza Confindustria, CNA, Spedimar, CGIL e CISL.

“Siamo consapevoli che il momento è estremamente pesante per le piccole e medie imprese della città – ha evidenziato l’assessore Simoncini.“L’Amministrazione ha già fatto slittare i termini per il pagamento di Tosap e ICP nell’ottica di non privare di liquidità le aziende e i cittadini. Inoltre il Comune mette a disposizione i propri uffici per fornire informazioni utili sulle misure di sostegno economico del Governo, così come su quanto la Regione sta mettendo in campo, bandi e quant’altro, in un costante rapporto con le categorie e i sindacati”. Sempre Simoncini ha rilevato come oggi rappresenti un enorme problema la mancanza di DPI per chi lavora a contatto con il pubblico, in primo luogo nella sanità, ma anche nei supermercati e negozi di vendita di generi alimentari, e in generale tutti gli esercizi che possono rimanere aperti. “Per questo abbiamo seguito da vicino la vicenda delle lavoratrici licenziate da una ditta che svolge le pulizie nel presidio ospedaliero livornese perchè avevano denunciato la mancanza di dispositivi di sicurezza. E siamo contenti di apprendere che il licenziamento sarebbe stato ritirato”. Simoncini ha dato informazioni sulle modalità per accedere alla Cassa integrazione in deroga, che é stata estesa a tutti i settori economici e anche alle Microimprese. "Nei giorni scorsi avevo chiesto di sospendere i licenziamenti per attendere le norme governative, che oggi permettono a tutti i lavoratori dipendenti di mantenere l'occupazione, senza oneri per le imprese."

L’assessore Garufo ha ringraziato i presenti (sia intervenuti di persona che “a distanza”) per il monitoraggio costante che fanno sui loro settori, consentendo all’Amministrazione Comunale di avere un quadro completo. “La chiusura forzata di tantissimi esercizi rischia di danneggiare in maniera importante attività che non hanno “le spalle larghe” e anche la ripresa una volta finita l’emergenza coronavirus non sarà facile. Per questo ci auguriamo davvero che il decreto #CuraItalia sia solo il primo di una serie, perchè per quanto utili le misure varate in questi giorni non risolvono interamente le difficoltà delle ditte e non pongono un freno ai licenziamenti”.

"Trovo molto grave e preoccupante che il decreto 'Cura Italia' non preveda alcun intervento diretto a sostegno delle aziende editoriali, che già prima del Coronavirus attraversavano una crisi drammatica. Chiedo di sapere per quale motivo il governo Conte abbia detto di 'no' a un credito per gli acquisti di carta, alla reintroduzione dell'obbligo di pubblicare i bandi delle aste giudiziarie, all'IVA forfettaria, nonostante le richieste in tal senso degli editori. E' un fatto grave che va denunciato con forza". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). "Il fatto che questo sia il tempo dell'unità nazionale e del bando alle polemiche politiche - puntualizza Stella - non significa che debba passare sotto silenzio questa misura che che colpisce uno strumento imprescindibile di libertà e democrazia qual è il giornale. Mentre nulla viene fatto per i colossi del web, che nel 2018 hanno realizzato ricavi in Italia per 2,5 miliardi e pagato tasse per 64 milioni. I giganti dell'on line continueranno ad aumentare i loro ricavi grazie all'esplosione del commercio su internet, mentre il governo non muove un dito per andare incontro alle esigenze degli editori tradizionali. Chiediamo alla Regione Toscana di prevedere misure economiche significative per l'editoria".

SPORT

 In applicazione del DL 18/2020 "Cura Italia" è rinviato al 30 giugno anche il pagamento dei canoni concessori da parte dei gestori degli impianti sportivi comunali, i quali potranno pagare i canoni i cui termini di pagamento ricadono nel periodo tra l'entrata in vigore del decreto (17 marzo 2020) ed il 31 maggio 2020 o in un'unica soluzione al 30 giugno oppure in un massimo di 5 rate mensili a decorrere dal mese di giugno.

“Lo sport e la cultura non sono solo il calcio miliardario o le mega produzioni, non ci dimentichiamo che ci sono migliaia e migliaia di associazioni dal basso che oltre a formare i futuri campioni e artisti, tolgono i ragazzi dalla strada” ha dichiarato Gino Mauro Vitali Presidente provinciale ACSI Firenze- deluso e amareggiato dal provvedimento governativo – e aggiunge - Nonostante l’impegno sociale e ricreativo che le nostre Associazioni svolgono sul territorio sono le più penalizzate dal decreto. Mi auguro che presto ci siano dei correttivi a livello nazionale a sostegno delle APS, perché rappresentano un importante patrimonio per la nostra società a livello locale e nazionale. Le nostre Associazioni – chiude Vitali - sono per lo più circoli con dimensioni medio piccoli che svolgono attività a loro spese presso immobili in locazione da privati e mai da enti pubblici. Pertanto, per molti di loro stante alla cessazione di ogni attività dall'inizio di marzo che sicuramente si protrarrà almeno sino a giugno prossimo, sarà impossibile continuare l’attività”.

A margine dell’appello del presidente Vitali, arriva il parere legale dello studio fiorentino di Arialdo e Jacopo Corti che insieme alla consulente dott.ssa commercialista Federica Feci, hanno esaminato nello specifico le caratteristiche dei circoli penalizzati dal decreto: “La nostra analisi e il nostro parere fanno riferimento esclusivo a quelle piccole realtà che non possiedono partita iva ma semplicemente il codice fiscale e sono tenute ad una contabilità particolarmente semplificata e limitata alla prima nota. In sostanza si parla di tutte quelle attività che svolgono iniziative di aggregazione a servizio dei soci, composte al 100% da volontari che non sono tenuti, ovviamente, a contributi e ritenute particolari e svolgono l'attività presso immobili e/o locali ottenuti in locazione da privati e non da enti pubblici. Pertanto, considerato che le problematiche di tali circoli si riferiscono prevalentemente al pagamento dei suddetti canoni relativi ai contratti di locazione ed al pagamento delle utenze e degli altri oneri accessori, le esigenze dei circoli stessi attengono annullamento, sospensione e/o riduzione dei canoni di locazione e annullamento e/o sospensione del pagamento delle utenze.

Nel decreto esaminato, l'unico esplicito richiamo al Terzo Settore è costituito dall'art. 35 che però attiene solamente al differimento di adempimenti statutari/burocratici, ma non ad agevolazioni economiche. Le altre disposizioni non possono applicarsi ai Circoli Acsi in oggetto, neppure quelli di cui agli artt. 95 e 96 attinenti alle agevolazioni per i canoni di locazioni (ma solo per impianti pubblici) ed alle previsioni di indennità per i collaboratori. In buona sostanza qualora non venga, con successivi provvedimenti, presa in esame concretamente la situazione relativa alle APS predisponendo interventi significativi per consentire di superare la gravissima situazione economica creatasi a seguito dell'epidemia Coronavirus, che ha costretto alla conseguente chiusura di ogni attività, i circoli stessi sono necessariamente destinati alla cessazione di ogni attività con evidenti ripercussioni economiche, ivi comprese per i proprietari degli immobili concessi in locazione ai circoli”.

“In questo momento davvero difficile per il nostro Paese, in cui perdono la vita centinaia di persone, la paura regna sovrana e le imprese sono in difficoltà, ho letto con molta attenzione e senso di responsabilità il testo definitivo del decreto legge 'Cura Italia' e nonostante sia tangibile la molteplice esigenza di intervento in tutti i settori, mi sarebbe piaciuto – commenta il presidente della Commissione cultura e sport del Comune di Firenze Fabio Giorgetti – che nelle misure d'intervento relative allo sport fosse presente un capitolo più incisivo per le associazioni e le società sportive dilettantistiche. Penso che le società sportive rappresentino un tassello importante dell'educazione dei nostri figli al pari della scuola, rappresentino un'ancora di salvezza per tante famiglie da un punto di vista economico e rappresentano la migliore forme di integrazione sociale quindi mi sarei aspettato un intervento diverso”.

Redazione Nove da Firenze