Covid-19: prime riaperture industriali a Prato

Insediata in Prefettura la cabina di regia per il monitoraggio del disagio sociale ed economico di cittadini e categorie produttive nella fase della ripartenza. Il sindaco Biffoni: "Primo passo con il tessile, ma servono interventi per tutti i comparti"


Oggi la maggior parte delle imprese tessili del distretto pratese hanno riaperto grazie all'ordinanza regionale sia, per le aziende la cui produzione è per oltre il 51% destinata all'export, grazie a una nota interpretativa del ministero che le include tra le imprese strategiche. Un primo, importante passo per la città che vede nel tessile il suo comparto economico principale.

Si è riunita per la prima volta nella mattinata la cabina di regia istituita presso la Prefettura di Prato per il monitoraggio del disagio sociale ed economico di cittadini, artigiani, professionisti e imprenditori pratesi di ogni settore, come previsto da direttiva del Ministro dell'Interno del 10 aprile scorso.Con il Prefetto, insieme al Presidente della Provincia, al Sindaco di Prato ed al Presidente della Camera di Commercio, hanno fatto il punto della situazione i vertici degli uffici provinciali dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate, ai quali la decretazione d'urgenza dell'ultimo mese (il decreto "Cura Italia" e il decreto "Liquidità") ha affidato un ruolo fondamentale a supporto dell’economia, insieme con gli istituti di credito, rappresentati nella cabina di regia dal Segretario della Commissione Regionale ABI della Toscana.A riportare le esigenze di ogni settore produttivo sono state chiamate a far parte della cabina di regia le principali associazioni di categoria, da Confindustria, a Confcommercio, Confesercenti, C.N.A., Confartigianato, Coldiretti, Confcooperative, Federalberghi, nel tentativo di cogliere la sintesi delle problematiche locali emergenti, riassumibili nell'esigenza primaria di assicurare la liquidità necessaria, avvalendosi delle opportunità offerte dalle normative emergenziali in un clima di trasparenza, linearità, immediatezza.Notevole l’impegno, nelle ultime settimane, degli uffici dell'INPS per far fronte alla mole delle richieste di provvidenze; da parte di ABI è venuta nondimeno disponibilità, con gli istituti di credito aderenti, ad assecondare le esigenze delle aziende, assicurando una conoscenza capillare e completa di ogni opportunità esistente. Sullo sfondo, la consapevolezza che agevolare l'accesso alle facilitazioni e al credito legale e la sopravvivenza dell'imprenditoria sana del territorio significa togliere spazio ad ogni possibile infiltrazione della criminalità organizzata e ad ogni forma di illegalità.La cabina di regia tornerà successivamente a riunirsi per monitorare l’andamento delle misure di sostegno al bisogno di liquidità delle famiglie e delle imprese e per affrontare, in un'ottica collaborativa e di sintesi, le problematiche emergenti.

E da oggi inizia un'intensa settimana di lavoro per l'Amministrazione in vista della data del 4 maggio, quando ci sarà un primo allentamento del lockdown. In gran parte i provvedimenti nazionali che saranno in vigore dalla prossima settimana a Prato sono già realtà, come ad esempio la vendita per asporto di alimenti e bevande. Mentre su altri fronti resta la forte preoccupazione per indicazioni poco chiare date dal Governo e per l'esigenza di dover necessariamente garantire il divieto di assembramenti e l'osservanza del distanziamento sociale.

"La preoccupazione è forte: i cittadini devono avere chiaro che dal 4 maggio non si potrà uscire di casa e andare ovunque - spiega il sindaco Matteo Biffoni - Ci saranno regole ben precise per uscire, gli accessi anche nei luoghi aperti dovranno essere contingentati, si potrà andare a trovare i congiunti, ma non fare assembramenti. Altrimenti si rischia che la curva dei contagi torni di nuovo a salire e tutto sarà stato inutile".

Uno degli interventi più delicati riguarderà proprio le aree verdi: la responsabilità e il costo dell'apertura di parchi e giardini ricade interamente sul Comune, che dovrà trovare personale e modalità per contingentarne gli accessi come previsto nel dpcm. "Sono molto preoccupato per il modo in cui avverrà la cosiddetta fase 2. Sarà fondamentale e dirimente la responsabilità dei singoli cittadini, solo il loro comportamento corretto potrà permetterci di dare qualche libertà in più - sottolinea il sindaco Matteo Biffoni -. Vogliamo capire se è possibile lavorare a una riapertura dei cimiteri, per i quali nulla è stato deciso dal decreto, anche nel rispetto delle persone che non hanno potuto dare l'ultimo saluto ai loro cari in queste ultime settimane. Più complicata la regolamentazione dell'apertura dei giardini: ci confronteremo, possiamo ipotizzare delle fasce orarie, cercheremo di contingentare le entrate là dove è possibile, ma è impensabile poter riaprire tutto insieme anche i parchi cittadini. Resta poi il difficile tema dei bambini: dovranno essere i genitori, con il loro impegno e la loro attenzione, a dover valutare come mantenere quella distanza sociale che i più piccoli ovviamente non possono conoscere, consapevoli che questo significherà limitare i loro spostamenti nei parchi. Sono un genitore, capisco che dopo due mesi in casa sarà difficile frenare il loro entusiasmo, ma dovremo farlo". E sempre a proposito di bambini e ragazzi il sindaco interviene sul tema della scuola: "Ci sono due aspetti che il Governo ha sottovalutato: la valenza sociale e formativa della scuola e le necessità delle famiglie che con la ripresa del lavoro non possono lasciare i bambini. Non entro nel merito di una valutazione sulla possibilità di riprendere la didattica, ma certamente il Comune di Prato è pronto a fare la propria parte per valutare tutte le possibili soluzioni che anche nel periodo estivo offrano soluzioni per i bambini e ragazzi più piccoli in attesa della ripresa delle lezioni a settembre. Per fare qualunque cosa è però necessario che il Governo dia ai Comuni almeno delle linee guida, altrimenti sarà impossibile intervenire".

Resta poi la preoccupazione per il tema del lavoro. La data del 1° giugno per la ripresa di tutte le attività è lontana e mette a rischio la sopravvivenza di tante piccole imprese. "Credo il Governo debba aiutarci a sostenere economicamente, senza troppi intoppi burocratici, l'intero sistema economico cittadino - conclude Biffoni -. Devono essere indicate le misure di sostegno e le opportune precauzioni di riallestimento in particolare per gli ambiti che sono stati i primi a chiudere e che saranno gli ultimi a riaprire, come la ristorazione o la cura alla persona". Infine le modalità dello screening: "Chiedo al governo un chiarimento sulla mappatura dei contagi. A chi e come dovranno essere fatti i test sierologici, se e come ci sarà una ap. E' fondamentale saperlo, il Coronavirus non è sparito".

Redazione Nove da Firenze