Rubrica — La psicologa risponde

Covid-19: il babbo in RSA e il senso di colpa del figlio

La difficile decisione di ricovero del padre anziano, durante la pandemia da Coronavirus


Mio padre è anziano e vive solo, tutti mi dicono che è il momento di metterlo in una struttura e mi ero quasi convinto a farlo, ma in questi giorni a sentir parlare di “anziani non indispensabili” mi sento così in colpa e non so che fare…

Il momento in cui un genitore diventa non autosufficiente corrisponde ad una fase critica della famiglia: il figlio diventa a tutti gli effetti l'adulto responsabile di tre generazioni (di se stesso, dei propri genitori e dei propri figli)

Il passaggio all'inserimento in una residenza sanitaria assistita è sempre molto sofferto perché pone i figli davanti al senso di colpa dell'abbandono della generazione anziana. Spesso si ha in mente un paragone con ciò che i genitori hanno fatto con i nonni (e spesso se ne sono presi cura in prima persona) e non ci si sente a proprio agio nel valutare l'ipotesi di affidare il proprio anziano alla cura di estranei.

Per quanto sia legittimo provare sconforto e senso di colpa, mi sentirei di dirle che dovrà affrancarsi da questi sentimenti proprio perché "ADULTO RESPONSABILE". Le decisioni vanno prese guardando le proprie reali risorse, se suo padre necessita di assistenza fa il suo bene scegliendo una struttura dove possano fornirgliene e non ha senso sentirsi paragonato al politico che ha definito gli anziani "non indispensabili", quella è un'altra faccenda.

Se la qualità della vita di suo padre non è più buona nella propria abitazione, nemmeno con un' assistenza domestica, direi che sta valutando a ragion veduta un inserimento in struttura.

Certo in questo momento storico le RSA spaventano ancor di più perché il rischio covid19 rende più difficoltoso l'accesso al proprio caro che vi risiede. Provi a cercare risposte concrete per rassicurarsi.

Purtroppo non ho elementi per valutare insieme a lei la sua situazione specifica, usi se stesso come parametro di valutazione: nel momento in cui si sentirà tranquillo rispetto a questa scelta vedrà che riuscirà a trasmettere a suo padre la serenità che necessita per affrontare questo cambiamento.

La psicologa risponde — rubrica a cura di Paola Marangio

Paola Marangio

Paola Marangio — Psicologa, psicoterapeuta e mediatrice familiare. Referente del sito PsicologiaFirenze.it. Membro dello staff clinico e didattico dell’Istituto di Terapia Familiare di Siena, ha lavorato nell’equipe del Centro di Terapia Familiare della ASL 10 di Firenze e si è occupata delle valutazioni psico-ambientali delle commissioni medico legali INPS. Collabora con la cooperativa sociale Matrix onlus in ambito della disabilità e psichiatria. Per inviare quesiti scrivere a:

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