Covid-19: ritorno sui banchi di scuola in sicurezza

Al via il 7 gennaio lo screening tra gli studenti. Il Comitato Priorità alla Scuola di Firenze manifesta dinanzi al liceo Galileo. Assodislessia: “I turni nelle scuole danneggeranno i ragazzi con disturbi di apprendimento”


FIRENZE- Saranno le ragazze ed i ragazzi di terza media ad inaugurare lo screening con i test rapidi nelle scuole di Bagno a Ripoli. Il piano di monitoraggio promosso dal Comune grazie al contributo della Fondazione CR Firenze prenderà avvio giovedì 7 gennaio con l’obiettivo di ritornare sui banchi dopo le feste in piena sicurezza. Nel giro di alcune settimane saranno coinvolti circa 2.600 bambini dall’infanzia alle scuole secondarie di primo grado (oltre al personale scolastico e didattico) degli istituti comprensivi “Caponnetto”, “Mattei” e della scuola Santa Maria all’Antella, che su base volontaria e con il consenso dei genitori potranno sottoporsi ai tamponi rapidi: test indolori, veloci ed esaustivi, in grado di rilevare a presenza del virus in soli 30 minuti.

“Come promesso – spiega il sindaco Francesco Casini – grazie ai test rapidi, i nostri studenti potranno tornare in classe in piena sicurezza e voglio ringraziare la Fondazione CR Firenze e il Presidente Luigi Salvadori per il suo fondamentale contributo. Abbiamo deciso di partire con gli studenti più grandi delle medie, dove l’adesione è stata particolarmente alta. Dopo le terze, toccherà ai bambini delle seconde e delle prime. E nei giorni successivi, i test saranno effettuati nelle elementari e nelle scuole dell’infanzia. Contiamo di concludere lo screening in un paio di settimane. I test saranno indolori e saranno fatti dagli operatori delle associazioni, che sono bravissimi professionisti. Abbiamo un’arma in più per contrastare il virus e garantire la didattica in presenza, è uno strumento prezioso di prevenzione ed è importante che siano in tanti ad aderire”.

Ad effettuare i test saranno gli operatori della Croce Rossa Italiana di Bagno a Ripoli, della Fratellanza popolare di Grassina e della Misericordia di Antella, in luoghi protetti individuati all’interno di ogni singola scuola, partendo dalle terze classi delle medie “Redi” e “Granacci”. Il primo giorno saranno effettuati quasi 200 tamponi: le adesioni alle medie sono state particolarmente alte, circa il 95%. I test ai bambini della “Redi” saranno effettuati in due gazebo collocati all’esterno del plesso scolastico. Alla “Granacci” nei locali della palestra. Nel caso in cui il test rilevasse la positività di un alunno, questi sarà sottoposto anche al tampone molecolare per confermare il risultato e l’esito dello screening sarà comunicato all’Ufficio di Igiene pubblica della Asl per i provvedimenti di sua competenza.

Priorità alla scuola di Firenze da appuntamento a studenti, famiglie e docenti giovedì 7 gennaio davanti al Liceo Galileo, scelto simbolicamente perché vicino a Prefettura e Regione, per ribadire la convinzione che la scuola è in presenza. Docenti e studenti saranno davanti al liceo Galileo per collegarsi e fare lezioni in presenza.

“La possibile riapertura degli istituti scolastici l’11 gennaio con turni che prolungherebbero le lezioni al pomeriggio per buona parte degli studenti costituisce una scelta che renderebbe ancora più problematico il ritorno ad una ‘finta normalità’ per i circa 100 mila ragazzi con disturbi nell’apprendimento (Dsa) che frequentano le scuole superiori in Italia, circa 6.000 in Toscana”. È quanto si legge in una nota diffusa da Assodislessia “Impegnare parte del pomeriggio per le lezioni ordinarie a scuola equivarrebbe alla preclusione delle importanti attività extrascolastiche di sostegno per i Dsa, ad esempio sull’elaborazione delle mappe concettuali, sull’uso dei mezzi compensativi o di supporto psicologico – continua la nota. “Peraltro l’esperienza della didattica a distanza è positiva per i Dsa in quanto limita l’uso di scrittura e lettura tradizionali a vantaggio di strumenti multimediali visivi più idonei e flessibili, tra l’altro più in linea con le attitudini di generazioni digitali, nonché riduce l’ansia da prestazione nell’ambiente scolastico – tipica dei soggetti Dsa con bassa autostima - grazie al contesto casalingo più familiare. Non possiamo che apprezzare l’orientamento di alcuni governatori regionali nel prolungare l’utilizzo della didattica a distanza per qualche altra settimana, sperando che tale posizione venga recepita anche dalla ministra Azzolina”.

Redazione Nove da Firenze