Covid, in Toscana 337 nuovi casi ma su Scuola e Colori c'è bisogno di chiarezza

Giani anticipa il dato principale del 5 gennaio mentre ci si interroga su cosa succederà nei prossimi giorni. Quando parla Conte? Scaramelli: "Troppa approssimatezza"


"I nuovi casi positivi sono 337 su 7.923 tamponi molecolari e 6.359 test rapidi effettuati. Il programma di screening dei casi positivi tra i cittadini di Campo nell’Elba promosso da Regione Toscana è terminato con una grande partecipazione. L'attenzione rimane alta tracciando i contatti dei casi positivi. Grazie agli enti, alle associazioni e al personale sanitario che hanno fin da subito collaborato per la sicurezza e la salute dei cittadini elbani! #ToscanaSiCura". 

Lo scrive il presidente della Toscana Eugenio Giani sui social.

Ieri lo stesso Giani aveva detto che la scuola in Toscana sarebbe riaperta il 7 gennaio, con le Superiori al 50% come didattica in presenza, ma dal Consiglio dei ministri di ieri notte sembra che sia uscita qualche decisione diversa. Scuole italiane aperte da lunedì prossimo 11 gennaio? O dal 15? O ancora sine die?

In questo momento c'è un bisogno estremo di chiarezza, anche sui Colori Covid. Come sarà l'Italia dal 7 gennaio? Ancora tutta Rossa? Rossa solo nel week end? 

Tante domande, alle quali potrà rispondere tra poche ore il premier Giuseppe Conte. Quando parlerà agli italiani?

"Un'altra occasione persa. La decisione in notturna del Governo di rinviare, ancora, la riapertura delle Scuole superiori dimostra l'ennesimo paradosso di essere deciso nella perenne indecisione: ha speso milioni per i banchi a rotelle e non ha programmato trasporti e tracciamento per gli studenti". A dirlo Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, sul decreto legge varato ieri notte. "L'atto, ancora una volta, mette nero su bianco – spiega Scaramelli - valutazioni e misure fatte su livelli massimi di approssimatezza, in assenza di base scientifica. Non solo, incidendo direttamente sulla nuova generazione, sceglie di escludere le esigenze dei ragazzi, dei professori, di chi si era organizzato, in nome del compromesso e non del futuro dei giovani di questo Paese". E sulle nuove generazioni Scaramelli continua: "L'autorevolezza è un tratto essenziale della formazione e della cultura, al contrario la disinvoltura con cui vengono costantemente rinnegate le decisioni assunte, e già annunciate, è dissennatezza. Continuare a prorogare l'apertura delle scuole, non programmare i trasporti pubblici, i tamponi rapidi, è insostenibile. Spero che quella di ieri notte sia l'ultima decisione assunta da questo Governo. Conte ha scritto l'ennesima pagina di occasioni perse. Auspico di non leggerne altre. Occorre ricostruire il rapporto di fiducia con una generazione, quella degli adolescenti, che ha visto spendere 461 milioni di euro per acquistare banchi a rotelle, mai utilizzati, che si domanda perché non si possa fare un test rapido prima di entrare in classe. La scuola è una cosa seria e con altrettanta serietà dovrebbe essere gestita. Le aule ieri dovevano veder tornare i ragazzi in presenza il 7 gennaio, oggi l'11 gennaio. Domani quando?".

Redazione Nove da Firenze