Coronavirus: tre nuovi casi in Toscana

Situazione stabile per gli altri. Nuova ordinanza: test solo ai sospetti, ospedale risorsa estrema. Enrico Rossi: “Un grazie ai medici del territorio”. Lunedì la comunicazione della vice sindaca Cristina Giachi in merito alle azioni intraprese dalla Protezione Civile. Draghi (Fratelli d'Italia): “Sullo studente norvegese omertà totale dalle istituzioni. Chiediamo comunicazione ufficiale del sindaco nel Consiglio comunale di Firenze"


Sono tre i nuovi casi di positività al Coronavirus registrati tra ieri sera e stamani in Toscana. Tutti sono in attesa di validazione da parte dell’Istituto superiore di sanità, ma per loro sono scattate le misure di prevenzione. Nel primo caso si tratta di un settantenne di Albiano Magra (Aulla, Lunigiana), un musicista che si è recato per un concerto a Codogno. Dopo il suo rientro si è messo in autoisolamento domiciliare dove si trova tutt’ora. Il tampone effettuato su di lui è positivo. Al momento accusa uno stato febbrile, ma le sue condizioni sono buone.

Il secondo nuovo caso si è registrato a Carrara. Si tratta di una 65enne di Codogno arrivata nella città apuana dove possiede una seconda casa. La signora, giunta in auto, è sempre rimasta all’interno del proprio domicilio carrarino. Al momento ha tosse e un leggero stato febbrile, ma ieri sera il suo tampone è risultato positivo. E’ scattata la profilassi prevista, ma in questo caso, non avendo avuto ulteriori contatti con altri, non è necessario ampliare il raggio degli accertamenti.

Il terzo nuovo caso è quello di una giovane fiorentina che quattro giorni fa si è recata a Milano. Al rientro il suo tampone è risultato positivo. Attualmente è ricoverata nel reparto malattie infettive del presidio fiorentino di Ponte a Niccheri, dove verrà sopposta ad alcuni esami e ad una radiografia. Nel frattempo è scattata l’indagine epidemiologica tesa ad individuare i contatti che ha avuto in questi giorni.

E’ stabile la situazione relativa agli altri casi già accertati, a partire dal primissimo caso di positività in Toscana: le condizioni dell’imprenditore fiorentino ricoverato a Firenze nel presidio di Ponte a Niccheri, risultano infatti stazionarie.

Il suo vicino di casa, di origini brasiliane, è ricoverato a Careggi in isolamento nel reparto di malattie infettive. Sta bene, è asintomatico e anche per lui si è in attesa della validazione da parte dell’Istituto superiore di sanità ed è possibile un suo invio a breve al suo domicilio, dove continuerebbe ad essere assistito.

E’ sempre ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale S. Jacopo di Pistoia, il pesciatino, il primo paziente guarito. Viene comunque trattenuto in ospedale, a scopo precauzionale.

Stanno migliorando le condizioni dello studente 26enne norvegese ricoverato a Ponte a Niccheri.

Continua con l’isolamento domiciliare e non ha più febbre il 44enne di Torre del Lago rientrato con positività da Vò, in Veneto.

Nella Toscana del sud sono tre i soggetti positivi: il calciatore 23enne della Pianese (la squadra di Piancastagnaio) che è, stabile, in isolamento domiciliare. Poi c’è l’altro calciatore, che è invece ricoverato al Policlinico Le Scotte di Siena le cui condizioni sono stazionarie. Infine il sessantenne magazziniere della squadra che si trova ricoverato nello stesso reparto e le cui condizioni sono al momento buone e stabili.

Dal monitoraggio giornaliero risulta che in Toscana ci sono oggi 921 persone in isolamento domiciliare di cui 443 prese in carico attraverso i numeri dedicati attivati da ciascuna Asl. Si tratta di 202 casi nella Asl centro (Firenze – Empoli – Prato – Pistoia), di 120 casi nella Asl nord ovest (Lucca- Massa Carrara- Pisa – Livorno) e di 121 casi in quella sud est (Arezzo – Siena- Grosseto).

Il presidente della Regione Enrico Rossi ha emesso un'ordinanza quadro per disciplinare quanto è stato disposto finora in Toscana in materia di prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il testo è stato redatto seguendo le linee dettate dal Ministero della salute. Queste le principali prescrizioni contenute nell’ordinanza:

  • I cittadini, qualora manifestino sintomi come febbre, tosse o altri sintomi influenzali, devono rivolgersi sempre al proprio medico di famiglia, privilegiando il contatto telefonico dal proprio domicilio.
  • Se provengono da una zona rossa devono chiamare il numero verde dedicato o i numeri delle aziende sanitarie territoriali che indicheranno il percorso più adatto.
  • Il ricorso agli ospedali, sempre tramite percorsi dedicati, viene limitato solo ai casi più gravi.
  • I test diagnostici per la verifica della positività vengono effettuati solo ed esclusivamente sui casi sospetti, come definiti dalle disposizioni nazionali.
  • I casi positivi saranno sempre identificati con ordinanza del sindaco del comune di residenza, quale autorità sanitaria.
  • Sulla base delle indicazioni delle aziende sanitarie locali, sarà sempre il sindaco a emanare le eventuali ordinanze riguardanti la persona contagiata e le sue relazioni. Tra gli allegati dell'ordinanza ci sono infatti anche i modelli per la quarantena e per l'isolamento fiduciario.

Si ricorda che i casi sospetti sono solo coloro che presentano la doppia condizione: provenienza da una delle zone rosse e/o contatto stretto con persone portatrici di virus e sintomatologia febbrile e/o respiratoria in atto. L’ordinanza elenca e ricorda inoltre la serie di buone pratiche su igiene e sanità pubbliche che sono tenuti a attuare i sindaci, come l’affissione delle informazioni sulle misure di prevenzione rese note dal Ministero della salute nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni. Sindaci e associazioni di categoria devono provvedere alla diffusione e alla promozione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali. Le aziende di trasporto pubblico, da parte loro, devono adottare interventi straordinari di pulizia dei mezzi. L’ordinanza ricorda infine che vengono sospesi fino al 15 marzo i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

“Ringrazio tutti i circa 4.000 medici di medicina generale, i pediatri e i medici della continuità assistenziale per la serietà e la professionalità con le quali hanno rispettato i contenuti dell’ordinanza regionale che riguarda le norme di comportamento da tenere nel trattamento dei cittadini di fronte al timore del Coronavirus”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ci tiene a far pervenire la sua gratitudine nei confronti di tutti i componenti del Sistema sanitario regionale ed in particolare verso i medici di base. “E’ grazie alla loro disponibilità – precisa infatti Rossi – manifestata con la reperibilità telefonica tutti i giorni dalle 8 alle 20 compresi i fine settimana, che è stato possibile ridurre notevolmente gli accessi di cittadini preoccupati nei Pronto soccorso della Toscana. Insomma il lavoro dei medici di famiglia si sta rivelando preziosissimo, tanto che nei prossimi giorni incontreremo le loro organizzazioni sindacali per definire termini e modalità di una eventuale prosecuzione dell’indispensabile rapporto di collaborazione positivamente sperimentato”. Il presidente Rossi ha poi parlato di due soli casi di medici inadempienti, sottolineando come la competente Azienda sanitaria ha già iniziato le procedure di verifica con successiva contestazione dei comportamenti scorretti, per l’apertura di eventuali provvedimenti disciplinari e la segnalazione alla Procura della Repubblica, perché sarebbe intollerabile se l’ordinanza fosse stata disattesa riguardo agli orari e alla corretta presa in carico dei pazienti. Il presidente si è infine scusato per non essere stati in grado, a causa di ingiustificati accaparramenti, di garantire a tutti gli operatori sanitari le mascherine protettive. Ha però sottolineato con soddisfazione che, dopo la richiesta avanzata alla Protezione civile nazionale, già da lunedì dovrebbero arrivare in Toscana in un buon quantitativo, che sarà prontamente distribuito in tutti i presidi ospedalieri e agli stessi medici di famiglia.

Il Consiglio comunale di Firenze, presieduto da Luca Milani, è convocato per lunedì 2 marzo alle 14,15 nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. In apertura l'ora dedicata ai Question Time. Dopo le comunicazioni e le domande d'attualità dei consiglieri si terrà la comunicazione della Vice Sindaca Cristina Giachi in merito alle azioni intraprese dalla Protezione Civile comunale nell'ambito della gestione della problematica del COVID-19 (Nuovo Coronavirus). Seguirà dibattito.

“Mercoledì scorso si sparge la notizia che un giovane di 26 anni, studente norvegese, è positivo al Coronavirus ed è solito frequentare il plesso di Santa Teresa, in via della Mattonaia, essendo iscritto al corso “International course in architectural design”, corso frequentato da tanti stranieri: si tratta dunque del primo caso nell'ateneo fiorentino e in Italia. La notizia – sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia in Palazzo Vecchio Alessandro Draghi – è arrivata dall'ospedale di Ponte a Niccheri dove era ricoverato e subito è partito un tam tam attraverso le chat degli studenti che cominciano autonomamente a chiedersi chi di loro fosse stato in contatto diretto col giovane studente. Non sono qua a chiedere la chiusura della facoltà – dichiara ancora Draghi – ma le scuse delle amministrazioni (Comune e Regione) che non hanno fornito o addirittura hanno omesso le notizie indispensabili per i 54 frequentanti il corso: come mai nessun organo ufficiale di stampa (rete civica del Comune di Firenze, Met della Città Metropolitana e Ufficio stampa della Regione) ha dato avvisi e disposizioni alcune? Tutti i giorni siamo bombardati da ordinanze e mail con avvisi e disposizioni di ogni genere; non avrebbero avuto diritto i frequentanti di S. Teresa, studenti, docenti e lavoratori a saperlo prima? Non è doveroso avvisare di quello che accaduto a coloro che potevano aver toccato gli oggetti già entrati in contatto col contagiato? Forse gli enti locali dimenticano che Santa Teresa non è in mezzo ad un prateria ma è situato in Sant'Ambrogio dove ogni giorno passano a piedi migliaia di persone. Non mi risulta che si crei allarmismo se si racconta la verità – conclude Draghi – e spero che lunedì, in Consiglio comunale, si ottengano risposte ai nostri quesiti dopo una settimana che chiediamo una comunicazione ufficiale da parte del sindaco, che ha il dovere e la responsabilità della salute pubblica in città”.

Redazione Nove da Firenze