Coronavirus: negativa al test la neonata cinese ricoverata al Santo Stefano di Prato

Per la seconda volta l’Asl ha applicato la procedura di emergenza per la gestione del caso in tempi rapidi ed efficaci. Ll Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti denuncia: «Sul contagio serve massima informazione, e invece la direzione generale vuole cortina cinese di silenzio»


Prato- E’ accaduto ieri sera a Prato: una famiglia di nazionalità cinese, rientrata da 9 giorni dalla città di Wuhan, la zona in cui ha avuto origine il Nuovo Coronavirus, si è recata al pronto soccorso dell’Ospedale Santo Stefano preoccupata per la salute della loro piccola di nove mesi. La neonata accusava alcuni sintomi, tra cui febbre alta, che rientrano nei criteri clinici di soggetto a rischio contagio oltre ad essere positiva al criterio epidemiologico. E’ stata immediatamente presa in carico dal personale sanitario in pronto soccorso ed attivato il percorso di gestione per caso sospetto di infezione da Nuovo Coronavirus che prevede il ricovero in isolamento in attesa del riscontro diagnostico. Il campione biologico è stato inviato al Policlinico di Siena e in poche ore è arrivato il risultato negativo. La piccola è ancora oggi ricoverata in ospedale con sintomi febbrili, ma non si trova più in isolamento.

E’ la seconda volta che l’Asl ha applicato con successo la procedura di emergenza per la gestione di un caso sospetto. Il primo caso è accaduto la settimana scorsa per una donna di 59 anni di nazionalità italiana residente a Prato che ha soggiornato nell’hotel di Roma dove è stata ospite la coppia di cinesi ricoverati all’Ospedale Spallanzani e risultati positivi al Nuovo coronavirus. Anche il questo caso il test ha dato esito negativo.

Per l’azienda sanitaria è positivo il fatto che per la prima volta, da quando è scattata l’emergenza, una famiglia di nazionalità cinese si sia rivolta volontariamente al servizio sanitario, anche se la procedura corretta prevede che il primo contatto sia con la centrale operativa 118.

“E’ importante ricordare a tutti i soggetti che rientrano nel criterio epidemiologico e con presenza di un quadro clinico a rischio di contattare il 118 e non recarsi direttamente in pronto soccorso - spiega Renzo Berti, direttore Dipartimento Prevenzione- La centrale operativa prenderà in carico la segnalazione ed attiverà i percorsi necessari all’assistenza e alla verifica diagnostica

Ringraziamo tutto il personale sanitario coinvolto per la grande professionalità ed efficienza dimostrata nella gestione del caso–afferma Daniela Matarrese, direttore del Santo Stefano.“

«Coronavirus: tutti zitti. Questo l’ordine impartito dalla direzione della Asl Toscana Centro a tutti i propri dipendenti, quindi compresi anche medici infettivologi e virologi specialisti, cui è stato vietato di rilasciare dichiarazioni. Così, su una materia nella quale è indispensabile massima informazione e trasparenza per consentire ai cittadini di proteggersi, invece la Asl nel cui territorio tra l’altro ricade Prato fa calare una cortina di silenzio di stampo cinese. Il divieto di parola è una misura grave»: la notizia della circolare è data dal Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Toscana Maurizio Marchetti. «Si tratta di una circolare firmata dalla direzione aziendale emanata alle 10.57 del 29 gennaio scorso – riferisce Marchetti – tramite un’email avente oggetto “! Comunicazione a tutto il personale: Indicazioni per interviste e/o dichiarazioni su Coronavirus”. L’indicazione è semplice: stare tutti zitti. “Si comunica”, scrive l’Azienda Usl Toscana Centro, il divieto di rilasciare interviste sull’argomento Coronavirus”. C’è un solo abilitato a parlare, per la Asl di Firenze, Prato e Pistoia – prosegue Marchetti – e l’Azienda lo indica con chiarezza. “Il portavoce dell’Azienda”, è stato scritto al personale, “è esclusivamente”, con la parola in grassetto, “il Dr. Renzo Berti, Direttore del Dipartimento della Prevenzione”. La circolare chiude ringraziando per la collaborazione e rivolgendo cordiali saluti». Marchetti chiarisce: «Non è certo mia intenzione provocare allarmismi, ma trovo l’atteggiamento dell’Azienda Centro contestabile. Qui il ciaone è dato alla trasparenza e all’informazione chiara a cui i cittadini hanno diritto proprio per sentirsi seguiti, sicuri e al sicuro. Per di più nella Asl il cui territorio ospita la comunità cinese tra le più grandi d’Italia, ovvero quella che insiste tra Prato e l’hinterland fiorentino. A virus cinese, cortina di silenzio cinese? Noi non ci stiamo».

Redazione Nove da Firenze