Coronavirus, Nardella: "Battaglia comune con la comunità cinese"

Videomessaggio del Sindaco sui social: "Seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. Inaccettabile terrorismo psicologico e sciacallaggio come scusa per odio ed esclusione". Appello ai tassisti: no all'isteria e alla sinofobia. Dai ministeri indicazioni alle scuole per chi torna dalle aree colpite. "In questa fase si deve solo continuare a vigilare sulla eventuale presenza di nuovi casi e sui soggetti eventualmente esposti ai due casi segnalati in Italia senza creare un allarme non motivato”, sottolinea Marcello Tavio, Presidente SIMIT


VIDEO — Il sindaco Dario Nardella, sui social, ha lanciato l'hashtag #AbbracciaUnCinese, per esprimere solidarietà alla comunità cinese e contrastare sciacallaggio e terrorismo psicologico: "E' giusto avere attenzione e precauzione e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie per il coronavirus, ma quello che non è accettabile è il terrorismo psicologico e lo sciacallaggio che alcuni fanno per trovare soltanto una scusa per l'odio e l'esclusione. Invece noi siamo vicini alla comunità cinese in questa battaglia comune".

Il ministero della Salute ha diramato, di concerto con il ministero dell'Istruzione, una circolare con "Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina". La circolare, pubblicata sul sito del Ministero dell'istruzione, sarà diffusa lunedì alle direzioni scolastiche e alle Università anche della Toscana. La circolare dispone che gli studenti universitari, così come gli alunni delle scuole, da quelle dell'infanzia alle superiori, che sono rientrati dalla Cina nelle ultime due settimane, possano essere ammessi a scuola nel caso in cui non presentino i sintomi caratteristici del virus. Per gli studenti rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane, si dispone, in particolare, che venga monitorata l'eventuale insorgenza di sintomi quali tosse, febbre, difficoltà respiratorie. In caso si manifestino questi sintomi, sarà necessario chiamare il numero 1500 o rivolgersi alle strutture individuate nella pagina speciale del sito della Regione Toscana, proteggere le vie aeree con la mascherina, evitare contatti stretti "fino alla definizione della situazione sanitaria da parte del personale sanitario". Per gli studenti che hanno viaggiato o coabitato con un paziente affetto da coronavisrus sarà necessario telefonare tempestivamente al 1500 o rivolgersi alle strutture regionali di riferimento individuate sul sito, per le misure di sorveglianza, ove non siano state gia' adottate dall'autorita' sanitaria. A sollecitare i ministeri a fornire indicazioni in tempi rapidi in modo da dare alle scuole regole certe e univoche era stata nelle ultime ore anche la Regione Toscana.

La psicosi Coronavirus ha mille sfaccettature. Tra le più inquietanti e pericolose quella di fomentare odio, pregiudizio e diffidenza verso le persone di minore età. Tra le esortazioni di istituzioni e società civile a non creare falsi allarmismi e cavalcare fake news, è quasi assente l’appello a tutelare i più deboli: bambine e bambini, ragazze e ragazzi che nella marea di notizie, articoli, post social e caccia alle maschere protettive rimangono indietro.

“Non dimentichiamoci di loro. Non scordiamo il nostro ruolo di adulti, spieghiamo loro che quel falso pregiudizio di essere riconosciuti origine e causa del virus non ha senso. Siamo più forti delle nostre stesse paure”. È l’appello che lancia la garante per l’Infanzia e l’adolescenza, Camilla Bianchi, rispondendo così anche all’invito di Massimiliano Martigli Jiang , cinese di nascita, italiano di adozione che sul profilo social dell’Unione giovani italo-cinesi ha chiaramente osservato “l’odio fa più paura”. “Quanto scritto da Massimiliano fa scuola. A volte sono i ragazzi, gli adolescenti, le bambine e i bambini che nella loro schietta trasparenza insegnano a noi adulti come stare al mondo. Impariamo da loro, accettiamo questa lezione con umiltà e ricordiamoci sempre che l’intolleranza divide e uccide”. “Ci siamo appena lasciati alle spalle la Giornata della Memoria, ci apprestiamo a celebrare il Giorno del ricordo. Ogni monito contro l’indifferenza e l’intolleranza sarà vano se oggi non ascoltiamo un giovane ragazzo che chiede di non essere trattato come un virus” prosegue Bianchi.

«Stando a quello che ci dicono gli esperti, l’isteria da Coronavirus non poggia su basi razionali. Se le Autorità hanno in questi casi un dovere di sopravvalutazione del fenomeno, la scienza ci richiama al raziocinio. Il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, così come altri noti immunologi, affermano che “il rischio di avere ulteriori casi di trasmissione uomo-uomo in Ue è da basso a molto basso”. Ogni anno nella sola Italia – afferma il presidente nazionale Uritaxi, il fiorentino Claudio Giudici – abbiamo ottomila decessi per influenza, e nel caso del coronavirus stiamo parlando di numeri infinitamente più piccoli». «E’ ammirevole – prosegue Giudici – questo tentativo di riportare le persone ad una gestione razionale del proprio quotidiano, prima che il panico continui, tra crollo delle borse, stop ad import/export e prenotazioni turistiche, a fare i danni reali e immediati che già sta facendo». «Un ringraziamento – sottolinea – va a Federfarma ed ai farmacisti italiani, che in questo momento attraverso le loro strutture stanno diffondendo le comunque necessarie precauzioni per questi casi, dimostrando ancora una volta l’efficienza del modello amministrato rimesso alla piccola imprenditoria nazionale. Queste sono le medesime valide per l’influenza: ovvero lavarsi le mani, in assenza di acqua usare gel alcolici;

  1. coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, usare il fazzoletto di carta e gettarlo nel cestino;
  2. se possibile, rimanere in casa in presenza di malattie respiratorie febbrili, specialmente nella fase iniziale;
  3. evitare di toccarsi occhi, naso o bocca; i virus possono diffondersi quando vengono toccate superfici contaminate.

Ai tassisti italiani – fa appello il presidente Uritaxivista la consueta esposizione data dal nostro lavoro, ribadendo di rifuggire da qualsiasi forma di irrazionale e disumana sinofobia, raccomandiamo, oltre a quanto sopra, come sempre, di areare con frequenza l’abitacolo e non viaggiare sistematicamente col ricircolo dell’aria inserito».

Due casi di nuovo Coronavirus anche in Italia: cosa cambia?

Il nuovo Coronavirus si è manifestato anche nel nostro Paese nel modo più prevedibile, ovvero trasportato da persone che provenivano dalla zona di epidemia, la città cinese di Wuhan, e hanno sviluppato una specifica sintomatologia - sottolinea Marcello Tavio, Presidente SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, e Direttore dell'Unità Operativa di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona - Nello stesso giorno, anche se in modo indipendente, con la dichiarazione dello stato di “emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale”, l’OMS ha deciso di passare dallo stato di massima allerta all’allarme globale. E’ importante precisare che una pandemia propriamente detta ancora non c’è; i dati resi disponibili dalle Autorità cinesi e dall’OMS ci dicono che:

1. C’è un’importante focolaio epidemico in atto (non si sa quanto controllato) nella regione di Wuhan;

2. Ci sono alcuni focolai endemici (costituiti da un certo numero di casi più o meno collegati fra di loro) in altre parti della Cina;

3. Ci sono casi sporadici (non più di 100, per ora) nel resto del mondo, quasi tutti di importazione (in particolare in Europa).

E allora cosa cambia davvero per il cittadino italiano, alla luce di questi due elementi di forte novità?

Cambia molto per il Sistema Sanitario Nazionale nelle sue articolazioni regionali e nei sui meccanismi di coordinamento a livello centrale; infatti, da questo momento in poi tutte le Nazioni devono dimostrare di poter rispondere in maniera immediata e appropriata ad eventuali focolai epidemici scoppiati al loro interno. E su questo punto l’Italia ha le carte in regola: sia il Sistema Sanitario Nazionale che quelli Regionali hanno sviluppato specifici protocolli operativi sotto la regia e con il supporto del Ministero della Salute e dell’ISS. In questa fase si deve solo continuare a vigilare sulla eventuale presenza di nuovi casi e sui soggetti eventualmente esposti ai due casi segnalati in Italia senza creare un allarme non motivato. In particolare, ogni tentativo di protezione individuale dall’infezione da nuovo Coronavirus basato sulla discriminazione della comunità cinese e sul ripudio della civile convivenza, non solo è eticamente inaccettabile, ma anche irrazionale.

Redazione Nove da Firenze