Coronavirus e negozi: qualcuno vorrebbe chiudere per un po'

Fotografie di Alessandro Zani

Strade quasi deserte, stamani a Empoli un gruppo di commercianti ha discusso e sono emerse opinioni diverse. Orari regolari e merce disponibile nei Coop.Fi. Cgil-Cisl-Uil Toscana di categoria chiedono alle aziende di prendere immediate misure precauzionali a tutela di lavoratori e clienti. Ci saranno controlli negli esercizi per il rispetto del mantenimento della distanza minima tra le persone


Il DPCM del 9 marzo 2020 prevede la possibilità di uscire di casa per motivi strettamente legati al lavoro, alla salute e alle normali necessità, quali, per esempio, recarsi a fare la spesa. In particolare il DPCM di ieri sera, precisa Palazzo Chigi che: “Non è prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari, che anzi rientrano tra le categorie che possono sempre restare aperte. Non è necessario e soprattutto è contrario alle motivazioni del decreto, legate alla tutela della salute e a una maggiore protezione dalla diffusione del Covid-19, affollarsi e correre ad acquistare generi alimentari o altri beni di prima necessità che potranno in ogni caso essere acquistati nei prossimi giorni. Non c’è alcuna ragione di affrettarsi perché sarà garantito regolarmente l’approvvigionamento alimentare».

A giro per le strade d'Italia c'è pochissima gente e molti commercianti fanno incassi magrissimi. Senza contare che l'indicazione governativa di stare a casa, da più persone è seguita più si rende efficace. Di questa situazione commercianti e negozianti parlano di continuo. Oggi ad esempio a Empoli un gruppo di negozianti si sono riuniti in una strada del centro per decidere se chiudere una settimana, o no. La discussione non ha trovato tutti d'accordo, la situazione è troppo particolare.

Gli 11 sindaci dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa proprio ieri hanno chiesto ufficialmente alle associazioni di categoria di area di «avviare da subito la chiusura totale delle attività per almeno una settimana». Queste le parole usate da Brenda Barnini, sindaco di Empoli e delegato per l’Unione allo sviluppo economico, che ha convocato nel pomeriggio, gli assessori delegati di tutti i Comuni del Circondario e i rappresentanti delle quattro associazioni di categoria del territorio: CNA (Fabrizio Fallani), Confartigianato, Confcommercio (Chiara Mazzotta) e Confesercenti (Gianluca D’Alessio). Presenti Rosanna Gallerini per Capraia e Limite, Jacopo Masini per Certaldo, Valentina Russoniello per Fucecchio e Luca Belcari vicesindaco di Montaione, oltre all’assessore Antonio Ponzo Pellegrini per Empoli. Il sindaco Barnini era collegata via web dalla propria abitazione privata in quanto attualmente si trova in auto isolamento precauzionale.

«A nome di tutti i Sindaci dell'Empolese Valdelsa ho chiesto ai rappresentanti dei commercianti e degli esercizi pubblici – ha spiegato al termine della riunione avvenuta nella sala del Consiglio Comunale di Empoli – di anticipare la necessità di un nuovo decreto con misure più restrittive e avviare da subito almeno una settimana di chiusura totale delle attività. Generi alimentari e medicinali sono gli unici che a nostro parere dovrebbero rimanere aperti. Tutti gli altri si dovrebbero fermare perché solo così possiamo riuscire davvero a contenere la diffusione del contagio. Non dobbiamo aspettare di ritrovarci nella situazione della Lombardia per arrivare a prendere decisioni drastiche. Iniziamo oggi volontariamente a tutelare la nostra salute pubblica. Fermarsi prima e tutti vuol dire ripartire prima. Le associazioni di categoria si sono prese l'impegno di riflettere su questa proposta. Io mi sento comunque di fare un appello direttamente a tutte le attività commerciali ad abbassare la saracinesca per una settimana di propria iniziativa. Nel frattempo sarete ovviamente chiamati a rispettare le disposizioni normative vigenti sulle distanze tra le persone e la polizia municipale sarà impegnata a controllare tutto il territorio dell'unione dei comuni e tutte le attività commerciali».

Da parte degli assessori presenti è stata sottolineata l’importanza della richiesta, è stato fatto presente che alcuni commercianti si sono detti già disponibili alla chiusura ed è stata confermata la necessità di adottare un provvedimento drastico di questo tipo in una fase come quella che stiamo vivendo in questi giorni di picco epidemiologico. Il provvedimento dovrebbe allargarsi anche ai mercati settimanali, quindi ai commercianti ambulanti.

I punti vendita di Unicoop Firenze invece sono aperti regolarmente e la spesa sarà garantita per tutti i soci e clienti della Cooperativa. Unicoop Firenze fa sapere che, come da indicazioni del Governo, continuerà a svolgere il proprio servizio: i 104 punti di vendita in 7 province della Toscana resteranno aperti con i consueti orari. Non ci sono inoltre in questo momento problemi di approvvigionamento da parte della Cooperativa ed è assicurata la disponibilità dei prodottiUnicoop Firenze, che già ieri ha introdotto nuove disposizioni e strumenti idonei ad evitare assembramenti di persone in osservanza del DPCM del 9 marzo, anche in questa nuova fase dell'emergenza invita soci e clienti a tenere comportamenti responsabili anche nella spesa, ad evitare accaparramenti e corse agli acquisti che in questo momento possono solo rappresentare un rischio maggiore rispetto alla necessità di non affollare i luoghi pubblici.

In una lettera inviata alle controparti e alle associazioni di categoria (Confcommercio Toscana, Confesercenti Toscana, Confartigianato Toscana, CNA Toscana, Unioncamere Toscana, Confapi Toscana, Confindustria Toscana, Lega Cooperative Toscana, A.N.C.C., Federdistribuzione, Carrefour, Esselunga, Coin, Conbipel, Ikea, Leroy Merlin, Metro, Oviesse, Pam Panorama, Penny Market, Rinascente, Zara), i sindacati Filcams Cgil Toscana, Fisascat Cisl Toscana e Uiltucs Toscana - viste le ulteriori misure previste dal Governo sulla questione Coronavirus ed in relazione alla situazione dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione -, al fine di contenere il contagio e salvaguardare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, particolarmente esposti a causa dell'affollamento della clientela, chiedono che vengano prese immediate misure precauzionali al fine garantire i lavoratori e i clienti:

• esporre all’ingresso dei punti vendita il decalogo del Ministero della Salute;

• esporre all’interno dei punti vendita una speciale cartellonistica, indirizzata alla clientela, che sensibilizzi il cliente, rispetto alle misure igieniche previste e alle distanze da tenere verso i lavoratori;

• Dotare i lavoratori di guanti usa e getta e gel alcolico per il lavaggio delle mani;

• Mettere a disposizione dei clienti nel punti vendita dispenser con gel alcolico per il lavaggio delle mani;

• Eseguire interventi di pulizia e sanificazione straordinaria dei punti vendita e per tutta la durata dell’emergenza, rendere strutturali tali interventi;

• Prevedere in caso di afflussi importanti di clienti nel punto vendita, modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei punti vendita, tali da garantire ai frequentatori il rispetto della distanza di almeno 1 metro;

• Coinvolgere i Rappresentanti dei Lavoratori alla sicurezza, le RSU/RSA e le OO.SS territoriali sulle eventuali misure in materia prese dalle aziende, fermo restando l'avvio di un ulteriore confronto in caso di nuovi sviluppi o nuove modalitá da adottare che si rendessero necessarie in futuro.

Redazione Nove da Firenze