Coronavirus: 141.816 mascherine distribuite nelle ultime 24 ore

Ad oggi sono complessivamente 630 i tamponi risultati positivi al test in Toscana, con i nuovi 160 casi odierni di Covid-19. Sono 164 le confezioni di farmaco Tocilizumab richieste dagli ospedali. Agriturismi a disposizione della Regione per chi non può fare isolamento domiciliare. Da Cia le prime 10 strutture


Sono 141.816 le mascherine distribuite nelle ultime 24 ore alle strutture sanitarie del SSR dalla Regione Toscana. Di queste 39.500 sono “Made in Tuscany” e 102.316 provenienti dalla Protezione Civile nazionale. A questi numeri si aggiungono 5.330 protezioni facciali, sempre provenienti dalla Protezione Civile. Tutto il materiale distribuito è idoneo. Di seguito la distribuzione, struttura per struttura, delle mascherine e delle protezioni facciali.

Mascherine “Made in Tuscany”
(mascherine di tipologia chirurgica testate dal Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze)

In totale nella giornata di oggi sono state distribuite 39.500 mascherine “Made in Tuscany”. Mascherine “Protezione Civile nazionale” (chirurgiche, FFP2, FFP3) (mascherine di tipologia chirurgica validate da struttura commissariale)

In totale nella giornata di ieri sono state distribuite 95.300 mascherine chirurgiche standard, 6.036 mascherine FFP2, 980 mascherine FFP3; oltre a 5.330 protezioni facciali.

Ad oggi sono complessivamente 630 i tamponi risultati positivi e sono in tutto 160 i nuovi casi positivi al test per il Coronavirus in Toscana rispetto al monitoraggio di ieri, venerdì 13 marzo. Sono emersi dalle analisi condotte nei laboratori di virologia dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi (53), in quella di Pisa (43) e in quella di Siena (64).

Si tratta dei dati comunicati oggi alle ore 16.30 dagli uffici dell'assessorato al diritto alla salute, che verranno trasmessi al Ministero della salute, e rilanciati ufficialmente dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli nella consueta conferenza stampa quotidiana delle ore 18. E' possibile che più avanti nel corso del pomeriggio le aziende sanitarie possano trasmettere dati differenti essendo stati rilevati più avanti nel pomeriggio o nella serata.

Questa la suddivisione per provincia di segnalazione: 132 Firenze, 96 Lucca, 88 Massa Carrara, 63 Pistoia, 62 Pisa, 58 Siena, 40 Livorno, 33 Prato , 31 Grosseto,27 Arezzo. Il che porta ad un totale per la Asl centro di 228, per la Asl nord ovest di 286 e per la Asl sud est di 116.

Ad oggi sono 6 le guarigioni virali (casi negativizzati), 5 le guarigioni cliniche e 630 i casi attualmente positivi. Nove i decessi. Sono 8 uomini e una donna di età compresa tra i 70 e i 98 anni e tutti affetti da patologie concomitanti già possedute. Tre risiedevano in provincia di Lucca, tre in provincia di Massa Carrara, uno ciascuno in quelle di Pistoia, Pisa e Livorno.

Dal 1° febbraio ad oggi, sono in tutto 4.595 i tamponi eseguiti nei tre laboratori.

Dal monitoraggio giornaliero sono 6.880 le persone in isolamento domiciliare, di cui 3.502 prese in carico attraverso i numeri dedicati, attivati da ciascuna Asl. Sono 2.163 persone nella Asl centro (Firenze - Empoli - Prato - Pistoia), 1.188 persone nella Asl nord ovest (Lucca - Massa Carrara - Pisa - Livorno) e 151 nella sud est (Arezzo - Siena – Grosseto).

Da giovedì scorso sono iniziate le richieste del farmaco Tocilizumab per trattare pazienti gravi affetti da Covid-19. Come si ricorderà, il produttore Roche aveva nei giorni scorsi dichiarato la propria disponibilità a fornire gratuitamente il farmaco alle Regioni italiane e questa offerta era stata accettata anche dalla Toscana. Le confezioni richieste in Toscana sono al momento 164 e i casi autorizzati all’impiego sono i 61 seguenti: Ospedale San Donato (Arezzo) 7; Ospedale San Luca (Lucca) 5; Spedali Riuniti Livorno 5; AOU Careggi 13; Aou Pisa 12; Ospedale di Grosseto 2; Ospedale di Empoli 10; AOU Siena 7. La procedura definita con il produttore prevede un contatto diretto tra il clinico richiedente e la Direzione medica dell'industria per definire le modalità di impiego sulla base dei parametri clinici del singolo paziente. Si tratta, come noto, di un farmaco che è ad oggi autorizzato per la cura dell’artrite reumatoide e trova impiego in ambito oncologico. Occorre quindi ribadire l’impiego a livello compassionevole del farmaco dato il livello attuale delle conoscenze sulla reale utilità in questa patologia infettiva.

Sono stati messi a disposizione della Regione Toscana i primi dieci agriturismi della Cia Agricoltori della Toscana che saranno destinati ad ospitare persone affette da Coronavirus poco sintomatici o in via di guarigione. Grazie all’accordo stretto tra la Regione Toscana e le associazioni di categoria – ricorda la Cia regionale – gli agriturismi saranno in grado di garantire isolamento e cure in una situazione confortevole ma controllata; liberando posti letto negli ospedali senza far tornare nelle proprie abitazioni i pazienti prima della totale negativizzazione.

«Al momento – spiega il direttore di Cia Toscana, Giordano Pascucci – abbiamo comunicato alla Regione, la disponibilità di dieci strutture agrituristiche dislocate nelle province di Siena, Grosseto, Pisa, Arezzo e Livorno. Come Cia e singole aziende agricole in tutta la Toscana, facciamo il possibile per dare un contributo importante in questa fase di emergenza sanitaria; con gli agricoltori che non si fermano mai per garantire la produzione di alimenti e materie prime, ed adesso con la disponibilità delle strutture. Tutti insieme ce la dobbiamo fare».

In totale saranno almeno duemila i posti letto, distribuiti in varie zone della Toscana e ricavati dall’utilizzo di hotel, residence ed agriturismi attualmente vuoti, fa sapere una nota della Regione. Grazie a questo accordo sono stati definiti un contratto tipo e dei compensi standard per l’uso esclusivo da parte della Regione delle strutture ricettive per la gestione dell’emergenza Covid-19.

Le associazioni hanno verificato la disponibilità dei loro associati e la risposta del settore è stata positiva: le prime liste con i nominativi delle strutture pronte a mettersi a disposizione saranno trasmesse in serata alle Aziende sanitarie, che progressivamente prenderanno contatti con gli alberghi ritenuti più idonei (per numero di posti, localizzazione, tipologia di struttura) alle effettive necessità.

I pazienti ospitati nelle strutture recettive riconvertite saranno essenzialmente di tre tipi: 1) persone in isolamento che non hanno, in casa, la possibilità di mantenere effettive distanze dai familiari conviventi; 2) positivi al Coronavirus che non hanno sintomi o hanno sintomatologie non gravi; 3) persone guarite dal Coronavirus che escono dal percorso ospedaliero ma non hanno ancora raggiunto la completa negativizzazione e dunque la guarigione virale. Le strutture recettive destinate ad ospitare i malati di Coronavirus dovranno avere almeno 50 posti letto. Saranno utilizzate esclusivamente ed in toto dalla Regione fino alla fine dell’emergenza e sarà completamente evitata la promiscuità tra i pazienti ospitati e i normali villeggianti.

Redazione Nove da Firenze