Rubrica — Spettacolo

Sospesi gli spettacoli fino al 24 novembre

Piero Pelù sostiene l'appello al Ministro Franceschini per il ristoro alle imprese e ai lavoratori del settore musica e cultura. Dpcm CNA Cinema e Audiovisivo: “Riaprire le sale cinematografiche e tutte le attività legate alla cultura. Sono a prova di virus. E lo hanno dimostrato”. Federico Bussolin (Lega): “Aiutiamo il settore dello spettacolo, il Governo non sa quello che fa”


Il DPCM emanato il 24 ottobre 2020, ha sospeso gli spettacoli aperti al pubblico fino al 24 novembre 2020.

Piero Pelu’ a fianco dell’Appello al Ministro Franceschini per il Ristoro immediato a favore delle imprese e dei lavoratori della Musica, Arti, Cultura e Spettacolo dal Vivo promosso da StaGe!, Fed.It.Art,, Siedas e Forum dell’Educazione Musicale che ha gia’ ricevuto l’adesione di oltre 500 operatori del settore indipendente ed emergente.

“A dicembre sarei dovuto tornare in tour insieme a voi, chiaramente in totale sicurezza, così come sono stati organizzati in sicurezza tutti gli eventi musicali autorizzati degli ultimi mesi” dichiara Piero Pelu’ . “Ma a quanto pare chi ci governa non pensa che musica e cultura siano utili e debbano essere tutelati, se prima era chiaro ora è evidente. È vero che stiamo affrontando una situazione senza precedenti, ma è anche vero che cultura, spettacolo, musica nutrono la nostra anima, e forse mai come in questo momento ce ne sarebbe bisogno. Ma questi nuovi provvedimenti rischiano di portare un intero sistema al punto di non ritorno. Vedo locali e teatri che chiudono perché non riescono più a sopravvivere. Cosa succederà tra qualche mese? Cosa succederà quando avremo meno posti dove fare cultura, meno professionisti al lavoro, perché si saranno dovuti reinventare facendo altro, meno persone affamate di cultura? La cultura è quello che ci tiene lontani dalla barbarie, dall’ignoranza e dalla violenza di cui abbiamo sempre più esempi davanti. Noi dello spettacolo siamo stati tra i più controllati, distanziati e responsabili in F1, F2 ed F3, lo dicono i numeri. Vista l’innegabile importanza sociale della Cultura contro la violenza che esplode sempre più nelle strade e nelle piazze chiediamo a gran voce di riaprire cinema e teatri per salvare il Paese dalla barbarie e per far lavorare la categoria dello spettacolo senza gravare ulteriormente sulle casse dello Stato”

“Riaprire le sale cinematografiche. Sono a prova di virus. E lo hanno dimostrato”. Parla Emanuele Nespeca, portavoce di CNA Cinema e Audiovisivo Toscana Centro, che ritiene ingiustificata la chiusura delle sale cinematografiche, seppur motivata dalla priorità di garantire la sicurezza. Si tratta, infatti, di luoghi che hanno assicurato nei mesi scorsi la fruizione. Investendo in misura importante per adeguare gli standard di sicurezza nei propri spazi, in misuratori di temperatura, nella drastica riduzione dei posti a disposizione, in riallestimenti onerosi ed ingegnosi. Poi garantendo tutte le norme di sicurezza igienico sanitarie, dal tracciamento dei posti alla sanificazione, al distanziamento, al ricambio dell’aria, al controllo della temperatura e all’uso della mascherina obbligatoria”. “L’esercizio cinematografico e tutto il mondo della produzione audiovisiva sono i primi indispensabili creatori della catena del valore di tutta la filiera del cinema. Nel periodo dal 15 giugno al 10 ottobre 2020 si sono tenuti nel nostro Paese 2.782 spettacoli con 347.262 spettatori e solo un contagio certificato. Secondo dati Mibact ci sono in Italia 1.250 cinema per un totale di 4mila schermi. Chiudere i cinema, i teatri e tutti gli eventi culturali, non significa solo rendere endemica la crisi dell’esercizio cinematografico in senso lato. Ma anche far fronte ad un prevedibile prossimo e duro impatto su tutta la filiera della produzione di contenuti. Dai produttori ai distributori passando per le industrie tecniche, i fornitori, gli autori, le maestranze, le attività legate alla promozione e al marketing. Il pubblico si sta abituando a cercare e trovare gli stessi contenuti altrove e non sarà facile riportarlo in sala. E penso anche ai Festival che proprio qui in Toscana si stavano preparando ad andare in scena e che adesso devono interrompere la loro attività o programmarla nuovamente.”

“Nell’ennesimo e delirante DPCM – dichiara il Capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio Federico Bussolin – a firma Giuseppe Conte, con l’audace supporto di PD e Cinque Stelle, si colpisce uno dei settori più tartassati nell’emergenza Covid: quello della cultura. L’ingiustificata chiusura di teatri e sale cinematografiche è un atto di cui questo Governo dovrà rispondere. Questi si sono dimostrati luoghi sicuri e che, nel tempo, hanno investito per accogliere al meglio e rispettando ogni accorgimento”. “Il settore dello spettacolo – continua Bussolin – vive grazie a centinaia di migliaia di professionisti che, dopo esser stati costretti alla Cassa Integrazione (neanche arrivata a tutti), si ritrovano un’altra volta senza lavoro. Sono contento che l’Assessore Tommaso Sacchi, insieme ai suoi corrispettivi delle grandi città abbia scritto al Governo contro questa assurdità mentre resto sconcertato dalle dichiarazioni del Ministro Franceschini. Questo Governo – conclude Bussolin – è fuori dalla realtà”.

Redazione Nove da Firenze