Commercio ambulante: commissione dà via libera a modifiche del codice

Licenziata a maggioranza, con due astenuti, la proposta di legge di iniziativa consiliare. Primo firmatario il presidente Gianni Anselmi, che rileva come la Toscana sia la prima regione a colmare vuoto normativo e dare garanzie ad un settore per anni sottoposto ad incertezze che ne hanno impedito sviluppo e investimenti. Stella (FI): "Bene il rinnovo tacito delle licenze, ma è un errore il divieto per gli ambulanti di affittare i banchi. Durante la votazione in Aula la sinistra elimini questo obbrobrio giuridico"


Firenze, 2 aprile 2019- Tacito rinnovo delle concessioni per 12 anni purché l’impresa sia iscritta al registro della Camera di commercio e sia attiva; criteri di onorabilità e professionalità; nuovi parametri di assegnazione, con premialità per i giovani under 35. Questi alcuni dei punti fondamentali della proposta di legge “Nuove disposizioni in materia di commercio su aree pubbliche” di iniziativa consiliare, primo firmatario Gianni Anselmi.

La proposta di legge, licenziata a maggioranza, questa mattina, in commissione Sviluppo economico, presieduta dallo stesso Anselmi, modifica il codice del commercio (legge regionale 23 novembre 2018, n. 62) adeguandolo a quanto disposto dal bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, in particolare, all’articolo 1, comma 686). L’articolo cambia il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, di attuazione della cosiddetta Bolkestein (direttiva n. 2006/123/CE) su servizi nel mercato interno, escludendo dal campo di applicazione di tale decreto le attività di commercio al dettaglio sulle aree pubbliche. Il presidente ha ribadito come la Toscana sia la prima regione che si propone di declinare il settore del commercio ambulante, cercando di riempire il vuoto normativo generatosi dopo l’approvazione della finanziaria. L’obiettivo della pdl, già oggetto di confronto con le associazioni di categoria e con i sindacati in sede di consultazioni consiliari, è quello di dare certezza agli operatori e garanzie ad un settore che per anni è stato sottoposto ad incertezze che ne hanno impedito sviluppo e investimenti. Il provvedimento di legge ruota attorno ad una norma cardine che propone il tacito rinnovo delle concessioni per 12 anni alla sola condizione che l’impresa sia iscritta al registro della Camera di Commercio e sia attiva, salvo gravi e comprovate cause di impossibilità. Come precisa Anselmi, l’unica condizione per avere il rinnovo dodecennale è quella che l’impresa lavori. Si chiarisce anche che il rinnovo dodecennale è valido anche per le attività di somministrazione di alimenti e bevande e vendita di giornali. Si inseriscono poi, nuovi criteri di assegnazione per i posti vacanti, aprendo ai giovani; si offre, infatti, ai Comuni la facoltà di assegnarli prioritariamente ad imprese il cui titolare – o società in cui la maggioranza dei soci – abbia un’età inferiore a 35 anni. Si reintroducono, nel codice del commercio i requisiti, venuti meno con le norme statali, di onorabilità e professionalità per i venditori ambulanti nel rispetto del principio di uguaglianza e tutela del consumatore. Vengono qualificati i mercati nei centri storici.

Riguardo alla parte sanzionatoria era necessario un intervento correttivo. Nella versione del ‘vecchio codice del commercio’ (l.r. 62/2018) si prevedeva la decadenza delle concessioni anche nel caso di lievi violazioni; adesso, la concessione decade se un soggetto si cancella dal registro delle imprese. Ai Comuni si dà la possibilità di rinnovare tacitamente le concessioni dal 1 gennaio 2021 (tutte le concessioni sono prorogate fino a fine 2020) anche a soggetti che non sono più attivi (iscritti al registro delle imprese e che risultano ancora titolari di concessioni) fino alla fine del 2024, questo per consentire loro di non interrompere bruscamente un rapporto contrattuale, una sorta di moratoria per far sì che dal 2025 il mercato sia in ordine e composto solo da operatori attivi. La proposta di legge passa all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale per l’approvazione.

"Da un lato siamo contenti che non ci sia più la Bolkestein per gli ambulanti, e che la nuova legge regionale toscana preveda il rinnovo tacito delle licenze e delle concessioni per 12 anni. Dall'altro, riteniamo assurdo proibire l'affitto dei banchi, è indice di una mentalità statalista e dirigista: il nuovo codice regionale del commercio rischia di contenere limitazioni non previste neppure dal codice civile. Così facendo si rischia di affossare un'intera categoria". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), in merito alla proposta di legge della Regione Toscana sulla riorganizzazione del commercio, licenziata a maggioranza, oggi, in Seconda Commissione. "Non è giustificabile penalizzare le attività commerciali ambulanti - sottolinea Stella -. Un conto è cercare di scoraggiare e punire gli abusi che vengono fatti in alcuni casi, un altro è danneggiare chi svolge onestamente il proprio lavoro. Chiediamo alla maggioranza di sinistra che governa la Toscana di fare marcia indietro su questo divieto assurdo e dirigista, che 'macchia' una legge altrimenti positiva, che ha il merito di tutelare le imprese del settore, quasi 13.500 in Toscana, alle quali finalmente restituisce un po' di serenità e certezza del futuro, escludendole dalla Bolkestein. L'auspicio è che durante la votazione in Aula si elimini questo obbrobrio giuridico".

Redazione Nove da Firenze