Cocollini (Lega): "App Coronavirus, mostruosità etica e giuridica"

Il vicepresidente del Consiglio Comunale di Firenze in una lettera sul 25 Aprile al collega e presidente Milani esprime tutto il suo sgomento: "Abbiamo il dovere morale e politico di opporci. Il sacrosanto diritto alla salute non può esistere senza il primario diritto alla libertà"


In una lettera sul 25 Aprile indirizzata al collega e presidente Luca Milani, il vicepresidente del Consiglio Comunale di Firenze Emanuele Cocollini (Lega) effettua alcune considerazioni di rilievo anche su altri aspetti, innanzitutto sulla ventilata diffusione  a livello nazionale di una app di controllo legata al Coronavirus. Questa la lettera di Cocollini a Milani.

Egregio Presidente,

come lei sa è tradizione del Centrodestra fiorentino celebrare il 25 Aprile – anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo – al Cimitero Militare Americano dei Falciani, onde onorare la memoria di quei soldati caduti per la nostra libertà. Ma quest’anno non sarà possibile farlo, a causa delle limitazioni imposte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Limitazioni che, se da un lato sono necessarie al contenimento del Coronavirus, dall’altro lato creano crescenti preoccupazioni. Anche perché esse, col susseguirsi dei decreti e dei giorni, sono andate a ledere fondamentali libertà garantite proprio dalla Costituzione nata attraverso la Resistenza. Stiamo infatti assistendo, con animo sempre più sgomento, alla nascita di una sorta di Stato totalitario che, in violazione di ogni diritto costituzionale, intende predisporre un controllo completo sulla vita degli individui, progettando addirittura apposite App (e perché no dei microchip, giacché ci siamo?!) per monitorare i movimenti dei cittadini. Una mostruosità etica e giuridica alla quale abbiamo il dovere - morale e politico - di opporci. E l’ANPI (che considera la data del 25 Aprile di sua proprietà) farebbe bene a preoccuparsi di questa deriva totalitaria anziché riproporre meccanicamente una retorica Resistenza al ritorno di un peraltro inesistente fascismo. Oggi i valori della Resistenza, cui rendiamo omaggio, dovrebbero semmai portarci a riaffermare il senso e la lettera dei diritti costituzionali degli Italiani. Il sacrosanto diritto alla salute non può esistere senza il primario diritto alla libertà, il cui rispetto fonda il patto costituzionale della Repubblica. La Resistenza, oggi, è - e deve essere - Resistenza al nascente Stato totalitario.

Redazione Nove da Firenze