Rubrica — Agroalimentare

Certosa del Galluzzo, 700 olivi in uno scenario d'incanto

Il complesso è noto per fede ed arte, meno noto per i valori agricoli


La Certosa del Galluzzo, o di Firenze se volete, è un piccolo grande miracolo di fede, di arte e di natura. 

Il super generale, come si direbbe oggi, Niccolò Acciaioli la fece costruire a partire dal 1341 spendendo la fortuna di una vita. Lungo i secoli centinaia di monaci hanno vissuto nelle caratteristiche celle e pregato per l'umanità. 

Nel complesso sono custodite decine di considerevoli opere d'arte tra cui alcuni straordinari affreschi del Pontormo. L'attività culturale in questo tipo di ambiente si presta ad essere fervida, anche se questo periodo di emergenza sanitaria rende tutto problematico. 

Forse meno conosciuto, ma ugualmente importante, è il valore "agricolo" della Certosa. Attorno al monastero ci sono oltre 700 olivi, che ogni anno danno una quantità notevole di ottimo olio toscanissimo. C'è un bosco, ci sono le api, ci sono tante piante anche rare, esotiche, ai margini della campagna ex certosina ci scorre la Greve, ricco torrente proveniente dalla zona del Chianti... Un piccolo Paradiso in terra da scoprire e riscoprire. Dove nascono tante erbe con cui si fanno i caratteristici liquori che da secoli sono molto conosciuti nella zona del Galluzzo e non solo. A Siena, ad esempio, ricordano vecchie generazioni di galluzzini, il Certosino prodotto nel monastero fondato dall' Acciaioli era detto "il verdone del Galluzzo" e tanti senesi amavano accompagnare i loro prelibati dolci, specialmente il panforte, proprio con questo liquore. Adesso si fa ancora il Certosino, molto buono ma non è quello dei monaci che lasciarono la Certosa del Galluzzo una sessantina di anni fa, esattamente nel 1958. Sostituiti dai cistercensi e ora dalla Comunità di San Leolino. 

Il tutto in uno scenario d'incanto: dalla collina della Certosa, il "Monte Aguto" scelto dall'Acciaioli, si ammirano da un lato Arcetri e i monti oltre Firenze, dall'altro Giogoli e la parte verso Scandicci, dall'altro ancora Tavarnuzze e l'inizio del Chianti. Tutti panorami mozzafiato, rispetto ai quali è impossibile annoiarsi. 

Stamani sulla pagina Facebook della Certosa viene specificato che attualmente, dopo il famoso Dpcm, le visite sono sospese ma la Messa è confermata ed è arrivato l'olio nuovo. 

AVVISO

Avvisiamo tutti i gentili visitatori che, in ottemperanza al DPCM del 3 novembre 2020, le visite alla Certosa, alla Pinacoteca e alla Mostra del Bronzino sono sospese fino al prossimo 3 dicembre, salvo nuove disposizioni ministeriali.La Santa Messa verrà celebrata, come di consueto, la domenica alle ore 11.00.

Il negozio della Certosa rimarrà aperto nei giorni di sabato e domenica con orario 9.45-12.30 e 14.45-17.00; il resto della settimana, nelle modalità che troverete specificate al vostro arrivo, saremo reperibili e disponibili per i vostri acquisti. A proposito, avete già provato l'olio nuovo della Certosa? Bontà appena franta dai nostri oltre 700 ulivi! 😍 

#riapriremopresto #certosadifirenze #oliodellacertosa"

Agroalimentare — rubrica a cura di Antonio Patruno

Antonio Patruno

Antonio Patruno — Giornalista professionista. Ha lavorato a La Nazione e poi alla redazione del Giornale della Toscana. Ha studiato Lettere classiche all'Università degli Studi di Firenze

E-mail: nove@nove.firenze.it