Centro storico mangia e bevi: guerra ai furbetti del trasferimento e dell'ampliamento

​ Ecco le principali modifiche al regolamento per la tutela del centro storico che hanno avuto il via libera della giunta di Palazzo Vecchio


 Stop ai 'bagarini' davanti ai musei, risciò consentiti solo in alcune zone del centro e nuova stretta contro i ‘furbetti’ del trasferimento e dell’ampliamento delle attività alimentari in area Unesco

 “Abbiamo introdotto alcune modifiche per migliorare ulteriormente uno strumento di tutela già molto efficace – ha detto l’assessore Del Re – Uno strumento che ha dato risultati importanti con il blocco delle nuove aperture di attività di vendita e somministrazione alimentare in centro, aumentate invece fuori dall’area Unesco alleggerendo la pressione sul nostro centro storico e favorendo lo sviluppo degli altri quartieri della città. Con queste modifiche – ha spiegato l’assessore - i trasferimenti di attività in centro storico rimarranno ovviamente consentiti, ma nei locali lasciati liberi da queste attività non potranno più aprire ristoranti, bar o altre attività che prevedano la vendita di cibo. Un intervento per garantire che il saldo tra le attività alimentari trasferite e quelle nuove sia zero”.

Dall’entrata in vigore del regolamento per la tutela del centro storico Unesco si sono registrate 55 nuove aperture di attività artigianali nei settori dell'arredo, moda, edilizia, manifatturiero, servizi, benessere e artistico. Nei primi sei mesi del 2018, fuori dall’area Unesco hanno aperto 39 nuovi esercizi tra bar e ristoranti a fronte delle 43 nuove aperture registratesi in tutto il 2017.

Per quanto riguarda i cosiddetti ‘bagarini’, viene inserita nel regolamento una norma che vieta (in aggiunta alla vendita, già vietata), anche la mera offerta di pacchetti turistici su suolo pubblico. “La vendita di pacchetti turistici su suolo pubblico è già vietata non solo dalla legge regionale sul turismo ma anche dal nostro regolamento di polizia urbana – ha spiegato l’assessore Del Re – : il divieto veniva però aggirato dalle agenzie di viaggio che concludevano la transazione in locali affittati nei pressi dei grandi musei. Per questo, siamo intervenuti vietando anche la mera offerta dei pacchetti”.

Viene prevista invece la possibilità di stipulare convenzioni tra l’Amministrazione comunale e i musei per permettere che personale del museo (dipendente o tramite appalto a terzi) possa su suolo pubblico e in un’area circoscritta, informare e indirizzare il turista: rimane comunque vietata la vendita. “Una funzione di informazione turistica – ha spiegato l’assessore - fatta da personale abilitato che potrà quindi aiutare non solo a gestire la coda ma anche a orientare su prezzi, orari e modalità. Questo sarà utile al turista, ma potrà rappresentare anche un’occasione di lavoro per agenzie di viaggio e accompagnatori turistici, sempre tramite accordi con il Comune”.

Infine, viene introdotta una regolamentazione per i cosiddetti ‘risciò’, in modo da consentire ai mezzi con più di due ruote utilizzati a fini turistici di entrare e circolare solo in alcune zone dell’area Unesco, che saranno individuate dall’Amministrazione comunale con la Sovrintendenza per contribuire a delocalizzare i flussi turistici e promuovere altre aree della città attraverso percorsi espressamente autorizzati. 

Redazione Nove da Firenze