Carceri, Corleone: sui problemi aperti in Toscana primi riscontri positivi grazie al digiuno

Il garante dei detenuti : “Il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria mi ha annunciato risposte ufficiali in occasione della presentazione del bilancio di fine mandato della prossima settimana”. Il resoconto dell’attività del Garante e la presentazione della ricerca sull’impatto della legge sulle droghe nelle carceri toscane sono in programma martedì 22 ottobre a partire dalle 9,30 nella sala Gonfalone del palazzo del Pegaso. Al Cinema La Compagnia proiezione del film documentario “Viaggio in Italia: la Corte costituzionale nelle carceri”. Completata la prima area abitativa della Rems di Empoli.


Firenze – “Dopo tre giorni di digiuno che, com’è stato per quello a cui mi sono sottoposto nel luglio scorso, ha il senso di richiamare l’attenzione di tutti sulla assoluta mancanza di prospettiva sui molti problemi irrisolti nelle carceri toscane, posso dire che l’obiettivo è in dirittura d’arrivo”. Lo dichiara il Garante dei detenuti della Toscana, Franco Corleone, che motiva la sua “previsione ottimistica” sulla base dei riscontri positivi ottenuti nel corso dell’audizione svolta dalla commissione regionale Sanità sulla vicenda del carcere di San Gimignano e sulla base dei contatti informali con il Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Antonio Fullone, “che, pregandomi di sospendere lo sciopero della fame, mi ha preannunciato risposte definitive sui problemi aperti per martedì prossimo, in occasione dell’appuntamento pubblico in cui presenterò il bilancio di fine mandato”.

Corleone, il cui mandato iniziato nel 2013 scadrà il 26 ottobre prossimo, presenterà il resoconto dell’attività martedì 22 ottobre alle 9,30 nella sala Gonfalone del palazzo del Pegaso. I saluti iniziali saranno portati dal Difensore civico della Toscana, Sandro Vannini, e dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Camilla Bianchi. Nella stessa mattinata sarà presentata anche una ricerca, curata dalla Fondazione Michelucci, dal titolo “Impatto della legge sulle droghe nelle carceri toscane”. A introdurre questa parte dei lavori sarà il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani.

“Quello di martedì – spiega Corleone – sarà un appuntamento a cui prenderanno parte anche il Provveditore regionale, gli operatori del sistema carcerario e le associazioni. In considerazione della situazione del mondo del carcere, della quale non può farsi carico solo la mia persona o chi prenderà il mio posto, chiederò a tutti questi attori un impegno straordinario per portare a soluzione i problemi aperti”. Nello specifico, i temi aperti sono i seguenti: i lavori non ancora conclusi per la sezione femminile di Pisa; la seconda cucina per la sezione penale del carcere di Sollicciano; i lavori propedeutici per il Teatro del carcere di Volterra; altri interventi vari nel penitenziario di Volterra; la cucina per la sezione di Alta sicurezza del carcere di Livorno; la definizione del ruolo del direttore a San Gimignano; le infiltrazioni di acqua nel carcere di Massa; l’approvazione di cambio di destinazione del Gozzini, che potrebbe in futuro ospitare la sezione femminile di Firenze; la sezione trattamentale a Lucca; la chiusura ancora da definire del carcere di Grosseto; l’apertura della sede per la semilibertà a Pistoia; la Casa della semilibertà a Firenze e il progetto Icam per le detenute con figli. Rispetto alla soluzione di questi punti il Garante dei detenuti della Toscana prevede “ancora tre mesi di lavoro intenso”, mentre nel giro di poche settimane dovrebbe essere nominato il nuovo Provveditore regionale, chiudendo così l’incerta fase di proroga dell’attuale Provveditore.

“Ciò che sta succedendo nelle carceri è vicino al punto di non sostenibilità – afferma Corleone – e per far sì che tutti, detenuti e operatori, vivano meglio è necessario riaffermare l’esperienza dei valori costituzionali e dei diritti e della dignità umana. Il mio digiuno, che valuterò se interrompere dopo la giornata di martedì prossimo, muove proprio da queste necessità e mi fa piacere aver ricevuto solidarietà e apprezzamento dal segretario di un importante sindacato degli operatori penitenziari. Non serve la demagogia. Del resto, nel vangelo si legge ‘visitate i carcerati’ e io mi attengo a questo dettato”.

La spersonalizzazione e l’alienazione nella condizione detentiva, la rieducazione del condannato, il reinserimento nella società una volta che è stata scontata la pena. Una riflessione sulla questione carceraria è al centro di un’iniziativa dell’Ateneo fiorentino dal titolo “Bisogna aver visto” declinata in due appuntamenti. Si comincia martedì 22 ottobre, presso il Cinema La Compagnia (Via Cavour, 50/R a Firenze – ore 21), con la proiezione del film documentario “Viaggio in Italia: la Corte costituzionale nelle carceri”, diretto da Fabio Cavalli, che vuole essere una testimonianza di un incontro tra sette giudici della Consulta e i detenuti di altrettanti istituti penitenziari (Via Cavour, 50/R a Firenze – ore 21). Introdurranno l’evento il direttore del Cinema La Compagnia, il rettore Luigi Dei e il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Grossi (foto in allegato). L’ingresso è libero. Lunedì 11 novembre, presso il Campus delle Scienze sociali, è in programma, invece, una tavola rotonda dal titolo “Meriti e limiti della pena carceraria” (Edificio D6, Aula 018 – Via delle Pandette, 9 – ore 10.30). Dopo il saluto del rettore Luigi Dei, terranno una relazione Emilio Dolcini, professore emerito di Diritto penale dell’Università di Milano, Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Francesco Palazzo, professore emerito di Diritto penale dell’Università di Firenze. A seguire interverranno il presidente della Camera penale di Firenze Luca Bisori e il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze Marcello Bortolato. I lavori saranno presieduti dal presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi a cui sono affidate anche le conclusioni. “Bisogna aver visto” è la citazione del titolo di un articolo di Pietro Calamandrei che, nel 1948, sulla rivista Il Ponte denunciò con forza la condizione disumana delle carceri. In questo senso, i due appuntamenti fiorentini definiscono l’Università come luogo non solo della formazione e della ricerca, ma anche dell’impegno civile. Hanno dato il patrocinio all’iniziativa la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Corte d’Appello di Firenze, l’Ordine degli Avvocati di Firenze, la Scuola Superiore della Magistratura (struttura territoriale di Firenze). Hanno collaborato la Fondazione per la formazione forense dell’Ordine degli avvocati di Firenze – Scuola forense, la Camera penale di Firenze.

E’ pronta la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Empoli e, a primavera, accoglierà i primi nove pazienti. E slittata di qualche mese l’apertura (l’attivazione era prevista nel mese di dicembre), per motivi indipendenti dalla volontà aziendale che, attraverso l’area tecnica empolese, ha comunque realizzato nei tempi previsti i lavori di trasformazione dell’ex casa circondariale in struttura residenziale. Tutti i lavori sono stati collaudati e nel contempo stanno già arrivando anche i primi arredi per allestire la prima area abitativa al piano primo di nove posti adibita a funzioni terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative, gestite dal dipartimento di salute mentale dell’AziendaIl progetto ha previsto la realizzazione dell’intervento in due fasi: l’attuale, ormai terminata, che ha riguardato il piano primo e con la quale sono stati effettuati lavori strutturali ed impiantistici per accogliere i primi nove pazienti; la seconda fase sarà invece avviata a struttura funzionante e riguarderà due aree abitative poste al piano terra destinate ad ospitare 3 donne e otto uomini per portare la struttura alla sua massima capienza (20 posti in totale).

Redazione Nove da Firenze