Cannabis, Canapa o Marijuana: produrla in casa, istruzioni e curiosità

L'erba illegale potrebbe essere un Made in Italy a filiera corta, rappresenta invece una costosissima importazione


Se la usi per curarti la paghi, a patto che non la prescriva un medico per specifiche patologie, oppure se ci troviamo in Toscana, non la prescriva uno specialista per qualsiasi tipo di patologia facendo da apripista alla ricetta medica del medico di famiglia che a quel punto può prescriverla con rimborso.
Se la usi per fumarla, detto "uso ludico", la paghi. Perché pagarla? Questa la domanda che però nasconde, dietro la qualifica impropria di "coltivatore in proprio" l'aspetto pratico dell'averne a disposizione tanta da poterla vendere.

In Italia non si può, è illegale: sono numerose le operazioni dei Carabinieri e della Polizia di Stato dettagliatamente verbalizzate dai militari di zona. Sentenze in materia si sono alternate tra giudici che hanno ritenuto la coltivazione casalinga non perseguibile ed altri che l'hanno dichiarata un reato punibile con la misura detentiva.
A Cagliari una Sentenza che fa scuola. Un produttore casalingo che ha dichiarato di aver coltivato piantine per uso esclusivamente personale, non attrezzato per la cessione a terzi, è stato assolto dal Tribunale, poi la Cassazione annulla con rinvio la Sentenza di primo grado e lo condanna a 6 mesi di carcere e 1400 euro di multa. A luglio 2014, la Corte d'Appello ne dichiara nuovamente l'innocenza.
L'orientamento sarebbe quello di assolvere il coltivatore che ha pochissime piantine con basso contenuto di principio attivo (Thc), a patto che non vi sia cessione, però sono sempre applicabili le misure amministrative come "la sospensione della patente, del porto d'armi, del passaporto, del permesso di soggiorno e del diritto di conseguirlo per il cittadino extracomunitario".

Ci sono casi limite e vere e propri attacchi d'arte: si va da chi ha trasformato l'armadio della nonna in una serra con gran sfoggio di doti artigianali a chi ha allestito stipetti votivi, c'è chi l'ha piantata in camera da letto, chi nell'orto tra i pomodori e le canne di bambù, fino alla coppia che la coltiva in giardino o il commerciante che ha sfruttato il retrobottega, per arrotondare.

Sono 71,5 milioni i cittadini europei che consumano regolarmente cannabis, a dichiararlo la CEE (Comunità Economica Europea), ma il dato è del 2010, anno in cui il libro-manuale edito da Stampa Alternativa a firma del Luther Cannabis, collettivo di esperti e ricercatori con l’obiettivo di divulgare una corretta e rigorosa informazione nei confronti della pianta più perseguitata della storia, ha suscitato un animato dibattito. Oggi si può ancora acquistare on line ed è un Best Seller.
Il testo accompagnava il coltivatore diretto, passo dopo passo, attraverso una dettagliata sequenza fotografica a colori e didascalie, nella coltivazione indoor, a casa propria in modo "ecologico ed economico".

Ma nel 2015, al tempo di "Internet ha una risposta per ogni domanda", trovare indicazioni sulla coltivazione non è poi così difficile. Siti occulti, link criptati, linguaggi indecifrabili? Su Coltivare-Marijuana, uno dei primi risultati per Google, c'è già tutto con foto ed indicazioni pratiche da seguire.

Con o senza terra? Su Coltivare la Marijuana in modo Idroponico è spiegato: "Esistono molti benefici nel coltivare le proprie piante al chiuso in un sistema senza terra, come un mix di fibra di cocco e perlite (che offre grande aerazione e drenaggio). Nessuno di questi sistemi attira gli insetti, e poiché le radici hanno un accesso migliore ad acqua e ossigeno, le tue piante crescono molto più velocemente e offrono un raccolto più abbondante rispetto alla coltivazione nel terreno. Inoltre, le piante producono di più e crescono più velocemente quando ottengono le sostanze nutrienti dall'acqua (idroponicamente) invece di filtrarle dal suolo". Illustrazioni accompagnano il lettore dalla ricerca del materiale necessario previo acquisto per negozi o shopping on line, sino alla raccolta e conservazione.

Una scienza esatta. Oltre a spiegare quanto sia importante scegliere i semi giusti e preoccuparsi della qualità del terreno, con termini scientifici vengono approfondite tematiche come le lunghezze d'onda della luce: "Lo spettro di luce ha un’ampiezza che va dall’ultravioletto all’infrarosso. Tutte le piante, comprese quelle di marijuana, non usano tutte le lunghezze d’onda per la fotosintesi" un ragionamento che porta alla scelta della migliore lampadina sul mercato.
Ma esistono anche consigli utili per ridurre il consumo di energia oppure gli incidenti ad esempio: "Dal momento che nel vostro armadio per la coltivazione non avete molto spazio, magari sarebbe opportuno munirsi di un sistema di raffreddamento, cosi da poter far crescere le piante vicino alla lampada senza bruciarle".

Katia Moscano per Aduc ha affrontato proprio il tema del consumo energetico: l'illuminazione costa.
E' possibile verificare la coltivazione illegale di cannabis attraverso la lettura del contatore? Sì, ma non lo fa nessuno. Perché? "Al Manchee, portavoce di Hydro One la piu' grande compagnia dell'Ontario, che fornisce l'elettricità a piu' di 1 milione di persone ha dichiarato: Se le bollette sono pagate non e' una questione di furto alla compagnia. Non vogliamo essere coinvolti in questioni legali e non siamo la polizia. Blair Peberdy, portavoce di Toronto Hydro ha detto: Una forte diminuzione dei consumi porta al sospetto che qualcuno abbia manomesso i contatori, ma il contrario non insospettisce".
Il Kit può costare poco invece. "Coltivare la marijuana domestica non è costoso - spiega ADUC - un kit comprendente luci ad alta intensità, come quelle usate per illuminare le autostrade, un trasformatore e un ventilatore, costa 214 euro".

Ma sempre su internet esistono numerose offerte "lancio" in cui il Kit è addirittura gratuito con l'invito a provare l'effetto che fa e, per evitare iniziali imbarazzi, a diversificare la produzione mettendo le piantine a dimora con i pomodori oppure altri ortaggi.

In Italia è nuovamente in corso il dibattito sulla legalizzazione, sostenuto da sempre maggiori voci. Un Paese che la produceva in grande quantità, e poi ha iniziato a comprarla altrove. Un Paese "ipocrita" per alcuni e "proibizionista" a ragion veduta per altri.
Un Paese in fin dei conti ironico che dopo tanti anni potrebbe anche tornare ad ascoltare il grande Massimo Ranieri senza doppi sensi e senza illudersi su quale sia "L'erba di casa mia".

Il paradosso è quella piccola e rigogliosa produzione casalinga, cresciuta nell'ombra e già ben avviata su tutto il territorio attraverso "seminari on line" che, nel caso di liberalizzazione, troverebbe già coltivatori specializzati ed esperti, seppur in erba.

Massimo Ranieri - "ERBA DI CASA MIA"

Antonio Lenoci