Calciomercato, quale utilità: Fiorentina regina d’Europa

​Il calciomercato è terminato da circa un mese ed è già tempo dei primi bilanci. 


Il calciomercato è terminato da circa un mese ed è già tempo dei primi bilanci. Se in Italia si sono disputate appena cinque partite ufficiali, più per chi è in Europa l’unica oltre confine, in altri campionati si può tracciare una linea già più chiara di quello che è stato l’impatto dei vari investimenti in sede di mercato sulle formazioni schierate fino ad oggi.

ITALIANE: STORIE OPPOSTE

Uno studio accurato del CIES, riassunto in una infografica dal sito di scommesse bwin, rileva quanto la situazione europea, nonostante le valanghe di milioni versate nelle casse dei club, non sia direttamente proporzionale al minutaggio poi riservato ai nuovi acquisti.

In particolare, in Italia vi è una situazione chiaramente agli antipodi e che coinvolge due club in particolare, Fiorentina e Milan. Se queste due sono oggettivamente le squadre che più hanno cambiato fra le 20 della Serie A, è curioso notare come il loro approccio verso i nuovi acquisti sia diametralmente opposto.

Basti pensare che la viola è la squadra in tutta Europa e considerando tutti i principali campionati che più minutaggio ha riservato ai suoi nuovi giocatori: da Ribery a Boateng, passando per Castrovilli e Dalbert ma non solo. Nessuno come la squadra di Montella che, a fronte di un calendario molto difficile nelle prime 4 in cui ha affrontato le prime 3 della scorsa stagione, è tornata alla vittoria in casa contro la Sampdoria dopo 8 mesi dall’ultimo successo in A.

Il Milan invece, con il nuovo tecnico Gianpaolo, non sembra credere molto nei nuovi arrivi: alcuni non hanno mai visto il campo come Duarte e Krunic, altri hanno praticamente debuttato nel derby ed è il caso di Leao e Theo Hernandez, mentre per il miglior giocatore eletto in Coppa d’Africa, Bennacer, solo un match da titolare in casa contro il Brescia.

INGLESI CONSERVATORI

In Europa le squadre inglese sembrano essere le più conservative, in particolare le due finaliste di Champions Tottenham e Liverpool. D’altronde, come cambiare una squadra che è arrivata così in alto? Gli Spurs avevano destato scalpore per essere arrivati sino all’ultimo atto della Champions senza fare un solo acquisto nell’intera stagione passata, sia in estate che durante la sessione invernale di gennaio. A dimostrare come la correlazione fra nuovi giocatori e risultati non sia assolutamente collegata. Lo stesso City di Guardiola è in Premier League la squadra che meno spazio concede ai nuovi arrivi, compreso Cancelo giunto dalla Juve in cambio di Danilo.

L’ECCEZIONE

Troviamo in Spagna poi il caso eccezionale caratterizzato dall’Athletic di Bilbao. La società è un unicum nel panorama non solo spagnolo, ma europeo. In squadra militano solo giocatori baschi, di origine basca o proveniente da vivai di origine basca: una scelta forte, ma caratterizzante di quello che è l’unico club spagnolo mai retrocesso in seconda divisione iberica, con Real Madrid e Barcellona. Un qualcosa di simile avveniva in Italia, col Piacenza, che sino ai primi anni del nuovo millennio aveva avuto in rosa solamente giocatori italiani. 

Redazione Nove da Firenze