Bolletta dell'Acqua a Firenze: perdite, investimenti e rincari

“Perdiamo quasi mille bottiglie d’acqua potabile ogni secondo” accusa l'opposizione


Torna sotto i riflettori la rete idrica del capoluogo toscano, il consigliere Giacomo Trombi accusa così l'amministrazione locale “Inaccettabile il danno causato dalla malagestione di Publiacqua, in termini di acqua perduta e di rincari in bolletta che ci aspettano".
La polemica si riaccende sui dati forniti in merito all'acqua che esce dal "circuito chiuso" e dunque risulta nel contesto una perdita di materia prima fuoriuscita durante il tragitto. Investimenti sul rinnovo della rete e rincari in bolletta, questi i due aspetti che suscitano discussione.

 La rete gestita da Publiacqua sarebbe un colabrodo, "mentre la cittadinanza paga profumatamente, le perdite si susseguono a volumi mostruosi: le stime, confermate dall’amministrazione comunale, si attestano su 23 milioni di metri cubi di acqua l’anno. È come se ogni secondo venissero perse 972 bottiglie di vino - quelle da 0.75 per intendersi - piene d’acqua potabile, acqua buona" sottolinea Trombi.

 I conti sarebbero nella media nazionale, ma gli sprechi? "Con le bollette che la nostra cittadinanza corrisponde a Publiacqua, l’amministrazione comunale di Firenze permette che il gestore del nostro acquedotto lasci andare perduta una quantità inaccettabile di acqua potabile. Inutile fare confronti, contestualizzare: poco importa se la cifra è in linea con i dati italiani: questo spreco immane è uno spregio all'umanità".

L’amministrazione parla di un piano nazionale del regolatore nazionale ARERA che prevede, dal 2018, miglioramenti annuali del 5% a km a seguito di investimenti che secondo Trombi "verosimilmente andranno, almeno parzialmente, a pesare ancora una volta in bolletta".
Palazzo Vecchio spiega che "Sono previste penali in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi" ma l'opposizione non si fida "Saremo i primi a chiedere conto di questi investimenti, di quanto ci costeranno, se saranno stati raggiunti gli obiettivi e, in caso di penali, a vigilare affinché non vengano pagate, come sempre, dalla cittadinanza, invece di andare a prenderli dagli utili che la nostra acqua, anche quella che va perduta, garantisce ai soci di Publiacqua".

La sinistra all'opposizione rappresentata in Consiglio comunale dai consiglieri Trombi, Grassi e Verdi propone di "Tornare ad una gestione pubblica dell’acqua, abbandonare la logica del profitto e tornare a parlare di servizi essenziali, che vanno garantiti alla cittadinanza, senza sprechi e senza utili per nessuno".

Redazione Nove da Firenze