Biscotto glassato al Vin Santo, regalo pratese per Papa Francesco

I pasticceri pratesi creano un biscotto speciale per celebrare la visita di Papa Francesco. Sarà protagonista alla rassegna del 14 e 15 novembre a palazzo Buonamici


PRATO - La visita di un Papa è un evento storico e deve essere ricordata in modo speciale. Per questo la squadra dei biscottieri e pasticceri di Prato, eredi creativi di una tradizione locale secolare, hanno deciso di mettere a punto la ricetta di un nuovo biscotto che sarà dedicato a Papa Francesco e alla sua visita del 10 novembre in Toscana. La prelibatezza sarà la protagonista di Un filo dolce, rassegna della pasticceria e della biscotteria pratese in programma per il 14 e il 15 novembre a palazzo Buonamici.

Promossa da Confartigianato Imprese con l'assessorato alle Politiche economiche del Comune di Prato e con la Provincia, la rassegna è organizzata dal Consorzio di valorizzazione e tutela del biscotto di Prato.

Questa mattina nei suggestivi spazi museali di Palazzo Pretorio l'iniziativa è stata presentata dall'assessore alle Politiche economiche del Comune di Prato Daniela Toccafondi, dalla consigliera provinciale Paola Tassi, dal presidente di Confartigianato Imprese Andrea Belli, dal presidente del Consorzio di valorizzazione e tutela del Biscotto di Prato Francesco Pandolfini e dal presidente del Consorzio pasticceri pratesi Massimo Peruzzi. Presenti anche molti altri maestri pasticceri e biscottieri, da Paolo Sacchetti a Tiziana Falorni, da Massimo Ciolini aSamuele Simoni a Simone Vettori.

I pasticceri hanno spiegato che il biscotto ideato e realizzato appositamente per celebrare la visita del Papa è nato dall'idea di coniugare tradizione, innovazione e omaggio al Pontefice. E' ricoperto da una glassa bianca aromatizzata al Vin Santo di Carmignano. Un matrimonio perfetto fra la vocazione vinicola del Montalbano, la copertura degli Zuccherini della Val di Bisenzio e il Biscotto di Prato. Si tratta di una novità assoluta, che richiama il candore della veste papale accostato al giallo della pasta del biscotto, per ricreare i colori dello stemma vaticano. I pasticceri hanno così voluto unire la sapiente tradizione maturata nel tempo con l'innovativa creatività che caratterizza un segmento artigianale di vera eccellenza, composto da un gruppo di abili professionisti che costituiscono un punto di riferimento nel panorama italiano della pasticceria.

Un filo dolce è un'iniziativa creata dalla Provincia nella quale il Comune di Prato si è impegnato e crede moltissimo – ha esordito Daniela Toccafondi – Siamo di fronte a uno dei settori d'eccellenza della produzione pratese, protagonista anche all'Expo. Prato è infatti fra i quattro territori scelti per rappresentare la buona alimentazione e ieri il primo acquisto all'apertura del mercato a Cascina Triulza è stato proprio un pacco di biscotti”.

“Siamo alla terza edizione di Un filo dolce, ma non vi nascondo che spero di esserci alla presentazione della decima e oltre – ha aggiunto Andrea Belli – La vetrina della passione e della creatività dei nostri artigiani è entusiasmante e la donazione all'Emporio un impegno certamente non banale”. Anche la consigliera Paola Tassi ha ricordato che “attorno all'Emporio ruotano una serie di iniziative di solidarietà pensate per lasciare un segno tangibile della visita del Papa, come il progetto Adotta una famiglia”.

I biscotti di Prato sono famosi nel mondo e hanno sempre viaggiato insieme ai tessuti più belli prodotti dalle industrie del territorio. Quindi cosa meglio di un biscotto – si sono detti i pasticceri - può rappresentare l'identità e il saper fare pratese. Il Biscotto di Prato (che nel resto della Toscana viene chiamato cantuccio) è il re della variegata produzione locale e vanta oggi oltre cento varianti golose.

A Un filo dolce come di consueto visitatori e turisti troveranno degustazioni, assaggi, show cooking e tante novità per il Natale. Giunta alla terza edizione la kermesse è pronta nuovamente a trasformare gli eccezionali prodotti di pasticcerie e forni in un viaggio sensoriale alla scoperta di sapori e profumi. Confermato anche in questa edizione il legame con il mondo della solidarietà e quindi il contributo per le degustazioni (5 euro) che è destinato all'Emporio della Solidarietà della Caritas.

Tradizione e innovazione sono il filo rosso anche della collaborazione con la mostra in corso aPalazzo Pretorio Synchronicity. Chi presenterà all'ingresso di Un filo dolce il biglietto del Museo di Palazzo Pretorio avrà in regalo una piccola confezione di biscotti dedicati al Papa. Chi invece parteciperà alle visite guidate del Museo (ore 17) il 14 e 15 novembre, avrà, oltre alla confezione regalo, la pergamena con la ricetta del biscotto papale.

La prima ricetta documentata del Biscotto di Prato si trova in un manoscritto di Amadio Baldanzi, noto personaggio pratese vissuto nel Settecento. Il testo è ancora conservato nell’Archivio di Stato pratese. Da qui inizia la vicenda storica dei biscotti di mandorle. Oggi il segmento della produzione di biscotti a Prato comprende un panorama variegato di produttori e rivenditori e un ampio assortimento di tipologie. Cioccolato, agrumi, le tradizionali mandorle, i fichi, e una varietà tale di ingredienti e di ricette consentono ai laboratori artigianali una produzione complessiva di circa cinquecento varianti fra Biscotti di Prato tradizionali, innovativi, Brutti Boni, Zuccherini, Amaretti e tanti altri. Ogni anno sono circa cinquemila i quintali che piccoli produttori e forni artigianali realizzano, riannodando una consuetudine che affonda le radici nel passato e che nel tempo ha saputo rinnovarsi valorizzando al tempo stesso la qualità del prodotto.

Redazione Nove da Firenze