​Bella Firenze: la mossa giusta sul gioco sbagliato

Qualsiasi mossa risulta sbagliata. Anche dopo il mega blitz di via Palazzuolo e la guerra ai Minimarket ci sono polemiche e discussioni


Era il 1982, l'Italia di Giancarlo Antognoni vinceva il Mondiale e Firenze entrava nella prestigiosa lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco. Oggi i Social sono un archivio impressionante di cartoline del degrado: dai bisogni fisiologici in primo piano agli atti osceni in luogo pubblico, dai rifiuti che traboccano ai margini delle strade agli accampamenti e bivacchi tra ponti storici e piazze rinomate.
L'immagine della "Camera con vista" viene ogni giorno compromessa, come l'acqua piovana nel terreno si insinua tra le crepe della memoria un rivolo di dispiacere, e dall'altra parte del mondo qualcuno inizia a commentare "Quando l'ho visitata io non era così".

Guardare solo al "degrado" però può essere un errore. A quantificare il livello di pregio ci sono anche la mobilità, l'offerta ricettiva, l'assistenza ai turisti e la corretta esposizione di ciò che viene loro offerto.
Nel capoluogo toscano la Stazione centrale è ingabbiata, le biglietterie sono transennate, gli autisti Ataf vengono aggrediti ed i passeggeri si lamentano quotidianamente dei disservizi. Muoversi è complicato, fatta eccezione per il tronco di Tramvia Firenze-Scandicci il servizio pubblico che comprende taxi-ferrovie-autobus rischia il collasso ogni volta che piove. L'ombra della rendita si abbatte sul sistema degli affitti a nero, sedicenti B&B e grandi Alberghi si contendono turisti in regime di concorrenza sleale. La maggior parte delle attività commerciali chiude tra le 19 e le 20 ed un Museo o una Biblioteca aperti sino alle 24 sono un caso eccezionale.
Chi siamo? Vogliamo parcheggiare in periferia o nel centro storico? Abbiamo trovato una città sotto piazza della Signoria e l'abbiamo ricoperta, scaviamo sotto Palazzo Vecchio e lasciamo morire Sant'Orsola, ampliamo l'aeroporto ed aspettiamo la Stazione dell'Alta Velocità, ma se si allaga un sottopasso si blocca tutto. Vogliamo la ruota panoramica alle Cascine come a Londra, il mercatino antiquario in ghisa come a Parigi, la Loggia di Isozaki, il Centro Congressi internazionale, lo Stadio della Juventus, il Teatro dell'Opera con tre eventi in contemporanea di musica lirica, pop e rock? 

Ci sarebbero dei "difetti di gestione" dietro il messaggio recapitato dall'Unesco alla culla della cultura italiana. Nessun allarme secondo Palazzo Vecchio, un vero e proprio fulmine scagliato su Firenze secondo le opposizioni.

Cristina Scaletti, ex assessore regionale ed oggi consigliera di Palazzo Vecchio ha anticipato tutti quando a giugno 2015 ha chiesto: "Quali sono le azioni che l'amministrazione mette in campo per mantenere l'identità, la storia e il decoro del centro storico in linea con i dettami dell'Unesco?. Quanto accaduto nelle ultime ore appare quasi una risposta esauriente e tardiva al quesito.

La legge 77 del 20 febbraio 2006 detta le "Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale" ovvero il Piano di Gestione per i siti Unesco ai fini della loro conservazione, valorizzazione e salvaguardia.All'articolo 3 troviamo "Per assicurare la conservazione dei siti italiani UNESCO e creare le condizioni per la loro valorizzazione sono approvati appositi piani di gestione" che definiscono le priorità di intervento e le relative modalità attuative, nonché le azioni esperibili per reperire le risorse pubbliche e private necessarie.

"Ai fini di una gestione compatibile dei siti e di un corretto rapporto tra flussi turistici e servizi culturali offerti - prosegue la normativa - sono previsti interventi volti allo studio delle specifiche problematiche culturali, artistiche, storiche, ambientali, scientifiche e tecniche relative ai siti, ivi compresa l'elaborazione dei piani di gestione; alla predisposizione di servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico, nonché servizi di pulizia, raccolta rifiuti, controllo e sicurezza; alla realizzazione, in zone contigue ai siti, di aree di sosta e sistemi di mobilità, purché funzionali ai siti medesimi; alla diffusione e alla valorizzazione della conoscenza dei siti nell'ambito delle istituzioni scolastiche, anche attraverso il sostegno ai viaggi di istruzione e alle attività culturali delle scuole".

Comprendere quale gioco abbiamo davanti, prima di fare una qualsiasi mossa, potrebbe essere un buon punto di partenza. 

Antonio Lenoci