Batterio killer: il caso New Delhi in Toscana approda in Parlamento

Stefano Mugnai, vicecapogruppo alla Camera di FI, ha presentato un'interrogazione chiedendo l'intervento del ministro Speranza. Da mercoledì sul sito Ars aggiornamenti sui dati


(DIRE) Firenze, 9 set. - Il vicecapogruppo alla Camera di Forza Italia, Stefano Mugnai, chiede al neoministro della Salute, Roberto Speranza, qual è lo stato di diffusione negli ospedali del batterio killer in Toscana denominato New Delhi e quali iniziative intenda mettere in atto il governo per contenere "il rischio infettivo". Domande contenute in una interrogazione formalizzata oggi. All'origine il caso del batterio resistente agli antibiotici che è stato rintracciato in 546 portatori sani e che ha colpito sinora 64 pazienti, 17 dei quali sono deceduti. Meta' delle infezioni, ricostruisce il documento presentato da Mugnai, è stata riscontrata all'ospedale pisano di Cisanello. "La minaccia di contaminazione - aggiunge l'esponente forzista - e quindi di epidemia, si potrebbe ridurre, non solo attraverso un uso di farmaci appropriati in pazienti positivi, ma soprattutto attraverso una operazione di precauzione e prevenzione, attraverso idonei indumenti di protezione e quindi la sorveglianza microbiologica rappresenta il primo filtro di contenimento delle infezioni".

La diffusione del super batterio, in effetti, può avvenire anche con contatto diretto o indiretto con il paziente, l'ambiente e i dispositivi contaminati. Sul caso si è espresso a giugno l'istituto superiore di sanità, divulgando una valutazione del rischio di propagazione in Toscana di batteri gram-negativi resistenti ai farmaci utilizzati per curare le infezioni gravi causate da micro organismi antibiotico resistenti. (Cap/ Dire)

Per rispondere alla necessità di fornire una comunicazione corretta e che contribuisca ad una percezione adeguata del fenomeno, da mercoledì 11 settembre sul sito dell'Ars verranno pubblicati aggiornamenti settimanali dei dati del monitoraggio sulla presenza del batterio New Delhi negli ospedali toscani (monitoraggio che viene già effettuato da diversi mesi). E da lunedì 16 verrà progressivamente esteso il passaggio dalla diagnostica tradizionale al test molecolare, per accelerare i tempi di screening. Sono alcune delle decisioni emerse dall'incontro che si è tenuto stamani in assessorato, dove il direttore Carlo Tomassini ha convocato, assieme a due rappresentanti dell'unità di crisi, le direzioni generali e sanitarie di tutte le Aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie e l'Ars. Questi gli impegni assunti nel corso dell'incontro.

Monitoraggio settimanale pubblicato sul sito dell'Ars. Da mercoledì 11 settembre, sul sito dell'Ars, l'Agenzia Regionale di Sanità (www.ars.toscana.it) verrà pubblicato settimanalmente il monitoraggio, già avviato dal maggio scorso, sulla presenza del batterio New Delhi nei pazienti degli ospedali toscani. Verranno pubblicati, per presidio ospedaliero, i dati sull'isolamento del batterio nel sangue dei pazienti, il numero di test di screening positivi, la percentuale dei decessi nei pazienti in cui è stato isolato il batterio.

Screening con test molecolare. Per far fronte all'incremento di test microbiologici dovuto alle misure straordinarie di sorveglianza, le direzioni aziendali hanno concordato di accelerare i tempi del passaggio al test molecolare, il cosiddetto quick test. Entro breve, lo screening con la diagnostica tradizionale per l'identificazione dei pazienti colonizzati verrà progressivamente sostituito dal test molecolare, che garantisce una maggiore rapidità nella risposta, che passerà dai due giorni della diagnostica tradizionale alle 2-6 ore, facendo così ridurre il carico organizzativo per l'isolamento dei pazienti in attesa della risposta.

Case di cura private. Con Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) è stato concordato che anche le case di cura private si impegneranno e si attrezzeranno per prevenzione e screening. il 16 si terrà la riunione, già programmata, per fare il punto della situazione con tutte le Case di cura.

Rsa (Residenze sanitarie assistenziali). Come indicato chiaramente nel decreto regionale del 26 luglio, non è tecnicamente proponibile un test d'ingresso per tutti i pazienti che entrano nelle Rsa. Si farà invece lo screening per chi arriva in Rsa dall'ospedale, e per chi dall'ospedale entra in Rsa.

Misure di prevenzione. In tutti gli ospedali toscani verrà assicurato l'impegno di tutte le pratiche cliniche già previste dal decreto del 26 luglio: attenzione all'igiene delle mani anche con l'uso del gel idroalcolico e salviette, igienizzanti alla clorexidina, presidi di barriera come mascherine e guanti e isolamento da contatto, tutto quanto è in grado di prevenire la diffusione del batterio.

Redazione Nove da Firenze