Volterra dopo il crollo e con le mura in bilico si pensa anche ai turisti

Sarà varato nelle prossime settimane il “Progetto accoglienza” in attesa di liberare piazza Martiri della Libertà e il parcheggio La Dogana. Lavori in somma urgenza per consentire il transito veicolare


TOSCANA — Sarà varato nelle prossime settimane il “Progetto accoglienza” in attesa di liberare piazza Martiri della Libertà e il parcheggio La Dogana. E’ quanto al vaglio dall’Amministrazione comunale di Volterra che sta studiando, in accordo con albergatori e strutture ricettive un unico progetto sostenibile di accoglienza dei turisti alle porte della città in attesa dei lavori di risistemazione dopo il crollo dei giorni scorsi.

«Stiamo valutando varie ipotesi – spiega l’assessore ai lavori pubblici Paolo Moschi - e ciò comporterà uno sforzo da parte di tutti. A breve faremo un incontro con gli albergatori e attività ricettive. Dobbiamo pensare all’accoglienza quotidiana ma anche alle gite scolastiche, che in questi giorni arriveranno a Volterra. Dobbiamo continuare a dare e offrire servizi». Gli autobus, in particolare, potrebbero essere parcheggiati alla stazione, e da lì, attraverso un servizio navetta realizzato insieme alle attività coinvolte i turisti sarebbero condotti in centro città. «Il lavoro è complesso – aggiunge Moschi - ma l'obiettivo è chiaro. Convocheremo le associazioni di categoria, per studiare insieme, i primi giorni della prossima settimana, le migliori risposte da dare. Faremo di tutto per riaprire la Viabilità in Piazza Martiri, anche parziale, almeno prima della Pasqua. I lavori sono già iniziati, ma l'operazione è grande e gravosa e in questi casi è difficile fare previsioni esatti».

Con quattro milioni disponibili (tre della Regione e uno del governo) e spendibili subito, in base all'ordinanza che disciplina le somme urgenze, le mura di Volterra, crollate in due punti, saranno rimesse in sicurezza. E in tempi brevissimi, prima della stagione estiva, perché l'ordinanza che andrà tra breve in vigore è stato inserito un articolo che accelera notevolmente le procedure. E' quanto concordato oggi a Firenze nel corso dell'incontro organizzato dal presidente Enrico Rossi per "accordare i suoni" di questo straordinario intervento che ha l'obiettivo di salvare la città da un dissesto sempre più preoccupante. Con il presidente Rossi c'erano il capo della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli giunto appositamente da Roma, il sindaco Marco Buselli, gli assessori regionali Vittorio Bugli e Sara Nocentini, esponenti dell'Università di Firenze, della Soprintendenza di Pisa e Livorno e numerosi tecnici degli enti interessati.

Quando saranno disponibili anche gli altri due milioni promessi dal governo (per un totale complessivo di circa 6 milioni) saranno realizzati i lavori di rifacimento vero e proprio delle mura. Inoltre sono previsti un monitoraggio del movimento attuale delle mura e dei versanti (in cui è coinvolta anche l'Università di Firenze) e rilievi e indagini per la verifica strutturale e idrodinamica delle mura (a cui contribuirà la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra) I dati raccolti consentiranno di individuare le misure più idonee per la tutela e la conservazione delle mura e dell'abitato. "E' importante fare il monitoraggio – ha commentato il presidente Rossi - ma chiedo che si costruisca un protocollo di intesa che coinvolga anche gestori delle reti dei servizi, come l'acqua, le fognature. Dobbiamo dotarci di una mappa che ci permetta di individuare le cause dei crolli, avere un quadro conoscitivo completo e fare un vero masterplan del consolidamento della rocca. Nel protocollo ciascuno di impegnerà per la propria parte. Anche i privati vanno richiamati alle loro responsabilità, ad esempio per la manutenzione delle parti di mura che gli appartengono".

L'intervento di somma urgenza già avviato realizzerà il consolidamento statico degli edifici e la stabilizzazione del versante per evitare crolli e smottamenti. Costo stimato: 1,5 milioni di euro. La ricostruzione delle mura medievali costerà 600 mila euro

Secondo crollo. Piazza Martiri della libertà, 3 marzo 2014. L'intervento di somma urgenza in corso di attivazione prevede la bonifica e la pulizia del crollo e il recupero e lo stoccaggio temporaneo delle mura crollate. Costo stimato 500 mila euro. Un altro intervento prevede la stabilizzazione del versante per evitare ulteriori crolli e smottamenti. Costo stimato 1,8 milioni. La ricostruzione delle mura settecentesche costerà 1 milione. Il costo totale stimato di tutti gli interventi (monitoraggi compresi) ammonta quindi a 5 milioni e 900 mila euro. Tutti gli intervenuti hanno concordato sulla necessità di fare preso e di utilizzare le risorse disponibili per realizzare un lavoro complesso ma anche completo. Un ulteriore intervento che probabilmente sarà previsto sempre in questa fase riguarda un tratto delle mura etrusche danneggiate in località Torricella, dove è necessario stendere reti anticaduta per proteggere alcune abitazioni e riparare i conci espulsi (costo stimato 300 mila euro).

Il Governo destini una parte dei fondi dell’8 per mille a Volterra e sostenga la candidatura della città toscana a Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO”. E’ questo l’appello lanciato dalle parlamentari toscane di SEL on. Marisa Nicchi e sen. Alessia Petraglia in seguito all'ennesimo crollo delle antiche mura di Volterra.
“E' necessaria una reazione vigorosa e concreta da parte del Governo – ha detto Nicchi nel suo intervento alla Camera – ma i fondi stanziati finora sono insufficienti. E’ necessario reperire altri finanziamenti per questa emergenza nazionale e per tale scopo si potrebbero utilizzare le risorse provenienti dall’8 per mille, oltre a quelle della Cassa Depositi e prestiti”. “La bellezza - ha proseguito la deputata – tanto di monumenti o di resti archeologici quanto d'un paesaggio modellato da contadini e artisti, la stiamo uccidendo con l'incuria, il cemento, i cambiamenti climatici, il disinteresse, la mercificazione. E mentre l’Italia vince l’Oscar e si celebra la bellezza del Paese in tutto il mondo, vanno in rovina monumenti, giacimenti archeologici, paesaggi modellati dalla sapienza e dalla fatica dei contadini”. Sulla stessa lunghezza d'onda anche la senatrice Alessia Petraglia, che a Palazzo Madama ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Ambiente e della Cultura appellandosi affinché il Governo sostenga gli Enti locali “nel reperimento – si legge nel testo – delle risorse non solo per fronteggiare l'emergenza, ma anche per finanziare un Piano straordinario per la salvaguardia preventiva di Volterra dal dissesto idrogeologico”. “Il precedente Ministro della Cultura – osserva Petraglia – ha sostenuto che lo Stato ha il dovere di tutelare questo patrimonio, uno dei grandi tesori del Paese e dell'Umanità. Al nuovo ministro chiediamo di confermare confermare questo impegno e di spendersi per sostenere la candidatura di Volterra a Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO”.

Il dissesto grava anche su altre località toscane, una di queste è Marradi, altro esempio di architettura storica. Era stata indicata dall’Amministrazione comunale marradese come priorità l’intervento sulla frana di Rugginara con la sistemazione e il consolidamento del tratto di viabilità sulla Strada Regionale 302. Priorità che aveva sposato anche l'Amministrazione provinciale qualche settimana fa durante la conferenza stampa tenutasi a Palazzo Medici Riccardi per sollecitare la Regione Toscana per la messa in sicurezza di tutto il tratto, con la realizzazione di opere antierosione al fiume Lamone. La scorsa settimana l'annuncio della Regione con lo stanziamento di 500.000 euro per l'intervento. E’ molto soddisfatto il sindaco di Marradi Tommaso Triberti: “E’ un intervento prioritario per Marradi, per questa Amministrazione, sul quale ci siamo mossi da subito - sottolinea -. Lo stanziamento da parte della Regione di 500.000 euro consente di dare una risposta definitiva al problema della viabilità danneggiata dalla frana e così metterla completamente in sicurezza, invece che andare avanti a toppe. Per questo - prosegue - ringrazio la giunta regionale e in particolare l’assessore Ceccarelli per l’attenzione e la risposta rapida ad un problema importante. Ora - osserva - l’esigenza è quella di fare presto e su questo mi auguro e sono convinto che troveremo la Provincia, l’ente che deve progettare e definire l'intervento, impegnata per dare gambe a questo intervento”.

La strada di Rosano riaprirà il 14 marzo. I lavori eseguiti in regime di “somma urgenza” dalla Provincia di Firenze hanno evidenziato la necessità di movimentare un maggior volume di terra rispetto a quanto inizialmente ipotizzato. Nel corso delle operazioni di rimozione del terreno i tecnici della provincia si sono resi conto che per garantire il transito dei veicoli nella massima sicurezza occorreva intervenire in modo più approfondito sul fronte della frana che si estende lungo circa 80 metri di strada per un’altezza di 50 metri. Per questo motivo i lavori di sbancamento sono proseguiti oltre la data ipotetica di riapertura della Sp 34, inizialmente prevista per il 28 febbraio scorso. “Dobbiamo ringraziare la ditta impegnata nei lavori di ripristino che in queste settimane non ha mai interrotto l’attività di cantiere nonostante le numerose difficoltà, comprese quelle create dalle piogge continue – ha commentato il presidente della Provincia, Andrea Barducci - L’intervento che abbiamo avviato nel tratto di strada compreso nel comune di Bagno a Ripoli, ha richiesto un impegno finanziario di quasi 500 mila euro da parte della Provincia di Firenze. Grazie alle procedure di somma urgenza che abbiamo subito avviato siamo potuti intervenire in modo tempestivo collaborando proficuamente con i comuni di Pontassieve e Fiesole e così, nonostante le grosse difficoltà che abbiamo dovuto superare, tra qualche giorno potremo mettere fine ai disagi che i cittadini della zona devono quotidianamente sopportare”.

La strada statale 63 `del Valico del Cerreto` è stata riaperta al traffico in corrispondenza del tratto precedentemente chiuso per consentire l`esecuzione di alcuni lavori urgenti di ripristino, avviati in seguito a un movimento franoso all`altezza del km 24,300, in località Pieve San Paolo, tra Fivizzano (km 16,5) e il valico del Cerreto (km 35,7), in provincia di Massa e Carrara. La circolazione è al momento regolata a senso unico alternato con semaforo, al fine di permettere il completamento delle lavorazioni attualmente in corso. Permane inoltre il divieto di transito ai mezzi pesanti con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate.

Redazione Nove da Firenze