Regali di Natale, gli effetti collaterali: garanzia e diritto di recesso

Capita spesso che dopo la mattina del Natale ci si accorga che qualche regalo non funzioni bene o sia rotto, oppure si desideri cambiarlo. Il ritorno al negozio, pero', spesso risulta infruttuoso


FIRENZE — Capita spesso che dopo la mattina del Natale ci si accorga che qualche regalo non funzioni bene o sia rotto, oppure si desideri cambiarlo. Il ritorno al negozio, pero', spesso risulta infruttuoso (non si cambia nulla, mandi il telefonino a riparare al centro assistenza, ecc.).
Allora, vediamo quali sono i diritti del consumatore per quanto riguarda la garanzia (nel caso in cui il prodotto non funzioni come dovrebbe) ed il diritto di recesso (cosiddetto diritto di ripensamento).
Se un bene e' guasto o non corrisponde a cio' che e' descritto sulla confezione, ci si potra' avvalere di una di queste forme di garanzia:

1. Garanzia legale a carico del venditore.
Il venditore, a sua scelta, dovra' riparare o sostituire il bene entro "tempi congrui", da pattuire insieme al consumatore. Se la riparazione o la sostituzione non fossero possibili, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Questa garanzia e' valida 2 anni, ma dopo 6 mesi dall'acquisto si deve dimostrare al venditore che il guasto e' dovuto a difetti originari (o di fabbricazione), e non all'uso che si e' fatto del bene. Inoltre, il difetto deve essere segnalato al venditore entro 2 mesi da quando lo si è scoperto.
2. Garanzia del produttore.
Questa e' una garanzia contrattuale, e per sapere cio' che ci e' dovuto dal produttore e/o centro di assistenza, si dovra' leggere attentamente il contratto di garanzia acquistato insieme al bene (di solito, lo si trova all'interno della confezione).

Se invece si vuole esercitare il diritto di recesso (o ripensamento), la legge distingue tra i seguenti casi:
1. Per gli acquisti fatti in negozio, la legge non prevede alcun diritto di recesso. In altre parole, una volta acquistato il bene, non si puo' pretendere che il venditore lo cambi a meno che non ci fosse un accordo in tal senso (alcuni negozi permettono infatti la possibilità di sostituire il bene o restituirlo in cambio di un buono acquisto, etc.).
2. Per gli acquisti fatti a distanza (via Internet, telefono, ecc.) o fuori dai locali commerciali (per posta, a domicilio, negli alberghi, ecc.), la legge da' diritto al recesso entro 10 giorni lavorativi dal giorno in si e’ fatto l’acquisto oppure dal giorno in cui si riceve il bene. Solitamente, le modalita' di recesso sono previste nel contratto di acquisto. Per sicurezza, e' comunque consigliabile esercitare il recesso con una lettera raccomandata a/r ed eventualmente rispedire il bene tramite assicurata.

Qualora il produttore o il venditore si rifiutino di fare cio' che dovrebbero, sara' necessario richiedere il dovuto tramite una lettera raccomandata a/r di messa in mora. Eventualmente, si dovra' ricorrere al giudice di pace per ottenere il dovuto e denunciare l'accaduto all'Autorità garante della concorrenza e del mercato.


A cura di Aduc


Regali ad amici e parenti, cene e pranzi di Natale: secondo un’indagine svolta da 62days.com gli italiani anche quest’anno non hanno esitato a festeggiare il Natale in maniera tradizionale. In media, gli intervistati hanno infatti dichiarato di aver acquistato 12 regali per parenti ed amici, per un valore medio di 19,40€, nonostante le difficoltà economiche. Questa cifra va a sommarsi alle spese per imbandire le tavole delle feste.

Per le spese natalizie il 27% del campione ha inoltre dichiarato l’intenzione di fare ricorso alle carte di credito, per non gravare sulla liquidità di fine anno.

Gli Italiani, tuttavia, confermano la propria intraprendenza nel tentativo di valorizzare i piccoli tesori che spesso si nascondono in fondo agli armadi: dal 2010 ad oggi solo in Italia sono state richieste a 62days.com valutazioni di oltre 20.000 articoli, con un’offerta media per oggetto pari a 450€. Una piccola miniera d’oro potenzialmente a disposizione delle famiglie italiane: la collana di una zia, vecchi ciondoli, penne di valore accumulate in una scatola insieme a gemelli ricevuti in dono e mai indossati o, addirittura, a un anello di fidanzamento del precedente matrimonio.
Di seguito una “top ten” dei “tesori” nascosti di cui recentemente gli Italiani hanno richiesto quotazione a 62days.com:
1. Anelli di fidanzamento da matrimoni precedenti: sono sempre di più le vendite di questo tipo di oggetti ricevuti da ex fidanzati
2. Orecchini d’oro pendenti in stile anni ’80
3. Orologi d’epoca ricevuti in eredità
4. Ingombranti specchiere appartenute alla camera da letto della nonna, ormai divenute inusuali e difficili da abbinare con l’arredamento moderno
5. Vecchie sedie di inizio ‘900
6. Servizio di posate d’argento anni ‘40
7. Penne “vintage” Mont Blanc e Parkers
8. Monete commemorative, d’oro o argento
9. Spille d’oro “animalier” con rubini e zaffiri
10. Pala raffigurante Madonna con bambino di fine ‘800

Ron Korczak, fondatore di 62days.com, ha commentato: “Gli italiani dimostrano di saper reagire concretamente all’attuale periodo di difficoltà economica. l’Italia, infatti, è al primo posto in Europa per la rivendita di oggetti personali di valore, secondo i nostri dati”.
“La resistenza a separarsi dagli oggetti è un fenomeno dei nostri giorni, prosegue Korczak. “Tuttavia, nei momenti in cui si fa fatica a gestire il bilancio famigliare, mettere da parte le emozioni può consentire di affrontare più serenamente le spese correnti”.

Redazione Nove da Firenze