Le storie dei cinesi di Prato diventano un libro

Scritto in lingua cinese racconta la fatica ma anche il successo. Diverse interviste a pratesi e spazio anche ai cinesi cattolici


IMMIGRATI — PRATO– Tante storie, di fatica ma anche successo, per raccontare i cinesi che vivono a Prato. Uno spaccato che diventa quasi un'epopea dell'emigrazione cinese. Questa mattina, nella sede della Provincia, è stato presentato “I Cinesi di Prato”, un libro che racconta la vita quotidiana e le storie particolari di alcuni cinesi che hanno scelto di vivere e lavorare nella città toscana. Duecentocinquantamila caratteri e 203 foto ne descrivono l'arrivo a Prato alla fine degli anni ‘80, l’alternarsi dei loro successi, i sogni e i cambiamenti nella loro vita. A presentarlo, nel corso di una conferenza stampa, l'autrice Hong Li Ping, con il presidente della Provincia di Prato, Lamberto Gestri, e il console Ji Gang. Lungo i dieci capitoli che compongono il volume si trovano testimonianze, interviste e racconti che affrontano situazioni e vissuti diversi. Ci sono le storie di imprenditori di successo come Deng Ke He, Zhang Li e Xu Qiu Lin, il loro percorso da operai a personaggi influenti della comunità cinese; ci sono le 'seconde generazioni', gli studenti universitari che hanno concluso il ciclo di studi in Italia, il confronto generazionale fra anziani e bambini. C'è spazio per l'operaio Yang Zhencheng, per la modellista Yu Feng, per la sarta Yin e il pasticcere Li. Ma c'è anche un intero capitolo dedicato alle religioni dei cinesi dove trovano ampo spazio – inaspettatamente, accanto ai buddisti - le associazioni dei cattolici cinesi e don Francesco, giovane sacerdote cinese della Chiesa cattolica pratese. Il volume adesso verrà distribuito dalle associazioni dei cinesi di Prato.

Per il presidente Gestri “la pubblicazione del volume costituisce una nuova opportunità di conoscenza e scambio reciproco, uno strumento di dialogo”. “Mi auguro – afferma – che adesso venga tradotto in italiano”.

L'idea di scrivere “I Cinesi di Prato” - è stato raccontato stamani - prende corpo nel settembre del 2012 quando l'autrice, Hong Li Ping, è in città per una visita ai parenti. “Nel corso del viaggio - come dice lei stessa - ho incontrato molti amici cinesi di Prato e italiani. Mi sono commossa per la ricchezza delle loro storie e ho voluto approfondire la conoscenza.” E' iniziata così la raccolta del materiale e l'incontro con nuovi 'cinesi di Prato'. L'autrice – originaria di Wenzhou - ha raccolto biografie, momenti di vita quotidiana, i successi così come le sconfitte, le gioie e i dolori, il passato e il presente, cercando di fare emergere un ritratto reale dei suoi connazionali.

Quello che ne esce è un racconto estremamente vitale del mondo dei cinesi di Prato a cui si aggiunge il punto di vista degli italiani. A loro è dedicato il penultimo capitolo che riporta le interviste a Gianmarco Piacenti, esperto restauratore di oggetti d’arte, Andrea Cavicchi, presidente di Confindustria Prato, Lamberto Gestri, presidente della Provincia di Prato, dello scrittore Edoardo Nesi e Giancarlo Maffei, ex assessore provinciale.

Ma non mancano le sottolineature critiche. Il libro si sofferma anche sui problemi sorti in seguito dell’aumento esponenziale della presenza orientale e dei risvolti sociali di questa crescita, legati in particolare a una debole coscienza civile e una mancanza di conoscenza del sistema legale italiano da parte dei nuovi arrivati. Difficoltà che si sommano a quelle date dalla mancata conoscenza dell'italiano e dalle differenze culturali. Il testo offre anche una soluzione al problema attraverso l’integrazione. “E’ necessario che i cinesi di Prato e i locali – afferma l'autrice - abbiano uno scambio su quali siano l’ideale del vivere, le abitudini e i costumi gli uni degli altri per arrivare ad una conoscenza e comprensione reciproca.”

Hong Li Ping è stata direttrice del Dipartimento della Cultura della Prefettura di LiShui (Provincia del Zhejiang), assessore alla Cultura, vice-direttrice del Teatro dell’Opera di ShaoXing (Provincia del Zhejiang) e, prima di ritirarsi in pensione, è stata ricercatrice dell'assessorato alla Cultura della stessa Provincia.

Redazione Nove da Firenze