“Mille e una donna” Festa internazionale della ceramica di Montelupo

L’edizione 2013 ruoterà intorno alla cultura al femminile fra Oriente e Occidente


ARTIGIANATO — La donna fra oriente e occidente: il progetto MILLE E UNA DONNA si ispira a Shéhérazade, che grazie alla sua arte oratoria ha saputo creare storie, mondi e figure. Attraverso incontri, seminari, rassegne cinematografiche si vuole indagare il ruolo centrale della creatività femminile nei diversi settori dell’espressività artistica.

«Vogliamo lasciar parlare le donne per comprendere come leggono il mondo, lo spazio e il tempo, come vivono il rapporto con la natura, l’ambiente, l’altro da sé. Siamo interessati ad indagare la sensibilità e il punto di vista femminile messi alla prova della complessità del presente, considerata nell’ottica europea ma anche in quella mediorientale e nordafricana», spiega la curatrice della rassegna Marilena Pasquali.

Il progetto è iniziato nel mese di aprile con due appuntamenti che hanno registrato l’interesse del pubblico e prosegue in occasione della Festa Internazionale della ceramica. Il tema dell’arte al femminile e del dialogo fra Oriente e Occidente costituisce il nucleo della XXI edizione.

Tre gli appuntamenti previsti nel segno di Mille e una Donna.

Sabato 15 giugno alle ore 17.30 presso il Museo della Ceramica sarà inaugurata l’esposizione Omaggio a Nedda Guidi, a cura di Marilena Pasquali.

«Nell’ambito del progetto “Mille e una Donna” abbiamo deciso di dedicare una mostra-omaggio a Nedda Guidi per diversi motivi. In primo luogo, perché Nedda fin dai primi anni Sessanta ha individuato il mezzo ceramico come strumento preferito – anzi, unico – di espressione, divenendo in quarant’anni di lavoro una vera e propria maestra per tutti coloro che alla ceramica si interessano e si rivolgono come linguaggio privilegiato.

Seguita e apprezzata da numerosi critici, la scultrice umbra può esser considerata, a buon diritto, come la decana di un intero ambito di ricerca. Eppure, nonostante la coralità dei giudizi positivi e nonostante la presenza di sue opere in alcune rassegne di rilievo, negli ultimi tempi la sua immagine pare essersi appannata, forse perchè, a causa dell’età più che rispettabile, da circa dieci anni non lavora più. Ecco allora un altro ottimo motivo per riproporne l’opera, attraverso l’esposizione di pochi ma selezionati pezzi che possano scandire l’intero suo percorso espressivo, dai Fogli della metà degli anni Sessanta alle Costellazioni nate intorno al 2000.
Non va dimenticato il suo costante impegno teorico e didattico, volto non solo a approfondire le basi conoscitive del fare arte ceramica, con tutto il corredo di sperimentazioni tecniche e di esperienze linguistiche che questo comporta, ma anche alla diffusione di un linguaggio tra i affascinanti che si offrono alla scultura.
E, in ultimo, va detto che il valore aggiunto di Nedda è quello di essere donna e di aver sempre promosso le ragioni e difeso la presenza delle donne artiste, oggi come ieri, ponendosi come esempio concreto e positivo per quelle che, dopo di lei e in anni meno impervi, si sono avviate sulla strada dell’arte», spiega Marilena Pasquali

Dal 21 al 23 giugno, sempre presso il Museo della Ceramica avrà luogo un simposio di artiste provenienti dall’Algeria.

Nel ricco panorama dell'artigianato algerino la ceramica gode di una posizione di privilegio e di una storia antica. Vi sono attestazioni di un'arte artigianale ceramica autoctona, ad opera femminile, risalente addirittura al II millennio a.C.

Le algerine hanno continuato a lavorare e decorare bellissimi oggetti soprattutto per uso domestico. Indissolubilmente legata alla figura femminile, l'arte della ceramica viene rappresentata durante la Festa della ceramica da due donne, impegnate come artiste e come trasmettitrici del sapere artigiano alle giovani generazioni: Hassiba Boussalem e Yamina Teboudi, accompagnate da Maria Paola Palladino, studiosa e oggi titolare della galleria TIZIRI e presidentessa dell’Associazione JAWHARA.

VENERDI 21 GIUGNO alle ore 19,00 le artigiane ceramiste arrivate a Montelupo dall'Algeria si presenteranno in un incontro che si terrà presso il Museo della Ceramica, l’iniziativa è curata da Anna Vanzan della Società Italiana delle Storiche (www.societadellestoriche.it).

Infine, sabato 22 giugno alle ore 21.30 salirà sul palco di Piazza Vittorio Veneto la giovane israeliana Mor Karbasi. Lo stile di Mor deve molto alle sue radici familiari; suo padre è ebreo di origini persiane e sua madre di origini sefardite. I poemi liturgici marocchini (piyutum) e la ballate andaluse che sua madre era solita cantare rappresentano per Mor la principale fonte di ispirazione. Con le sue esibizioni in ladino, spagnolo ed ebreo, il suo primo lavoro “The Beauty and the Sea” si è guadagnato molte recensioni positive in tutta Europa..

Da non perdere, prima del concerto, l'aperitivo con l'artista, che avrà luogo nella hall del Museo della Ceramica alle 19:30.

«Le donne sono portatrici di cambiamento, per loro stessa natura. Un cambiamento che acquista un valore speciale quando passa attraverso il saper fare, l’arte in tutte le sue molteplici espressioni. Credo che le artiste che abbiamo invitato a Montelupo abbiano molto da comunicare, spunti e suggestioni da trasmetterci e sono felice che questo scambio avvenga proprio in occasione della Festa della ceramica. Abbiamo introdotto tanti cambiamenti negli ultimi anni, ma ritengo che la scelta di creare occasioni in cui l’arte è mezzo di confronto fra i popoli sia fondamentale anche per il nostro futuro. Non solo. Negli ultimi anni le donne sono spesso vittime di atti violenti: una situazione che a mio avviso discende anche da uno svilimento del ruolo femminile nella società. Sono convinta che la reazione passi anche e soprattutto attraverso una rivalutazione delle donne in quanto motore di un cambiamento positivo», afferma il sindaco di Montelupo Fiorentino, Rossana Mori.

Redazione Nove da Firenze