Vigile urbano e professore svelano il mistero del crocifisso

Il mistero del Crocifisso conteso tra Beato Angelico e Paolo Uccello portato alla luce da due giovani fiorentini


ARTE —
Il mistero del Crocifisso conteso tra Beato Angelico e Paolo Uccello portato alla luce da due giovani fiorentini, Matteo Poggi e Leonardo Bucciardini, uno vigile urbano e l’altro un insegnante di lettere. Convengo domani 1 marzo alle ore 16 nella Sala delle Miniature a Palazzo Vecchio a cura dell’Associazione Navicellai.

Due giovani studiosi fiorentini, Matteo Poggi e Leonardo Bucciardini, letterati e ricercatori “dilettanti”, nel senso proprio del termine, “per diletto”, ossia per il gusto genuino della ricerca storica, annunceranno domani pubblicamente che sono in grado di dimostrare come un opera lignea, Il Crocifisso fra i Santi Nicola e Francesco della Compagnia di San Niccolò del Ceppo in via dei Pandolfini a Firenze sia opera di Paolo Uccello e non del Beato Angelico, come fino ad oggi si era pensato.

I due, nella vita normale Vigile Urbano (Poggi, 41 anni) e Professore di Lettere, (Bucciantini, 40 anni) lanciano una sfida agli storici, pronti al confronto, forti degli abbondanti studi e di vari pareri sfociati nel saggio “San Niccolò del Ceppo: l'enigma insoluto”, dove si ricostruisce come si è arrivati alla scoperta.

I due giovani studiosi, forti che l’attuale sistema induce spesso i Critici a errori talvolta anche grossolani, come il recente caso del Crocifisso portatile di Michelangelo dimostra, senza dimenticare il clamoroso caso delle teste di Modigliani negli anni 80, per la quale autentica attribuzione si spesero le più prestigiose firme, salvo poi ricredersi rispetto alla confessione dei giovani autori livornesi, oggi, in virtù di successive ricerche, sono in grado di affermare che l'opera in questione è storicamente di Paolo Uccello e non del Beato Angelico.

Domani l’annuncio ufficiale dello svelamento in Palazzo Vecchio alle ore 16.

“Se poi – sottolineano i due scopritori - gli addetti ai lavori continueranno a pensare che il Crocifisso sia opera di Beato Angelico, vorrà dire che esisteranno due verità, una storica e una artistica, e che nel mondo dell'Arte vivificano le convergenze parallele care alla nostra Prima Repubblica”.

Redazione Nove da Firenze