Gioele Dix a Firenze con “Nascosto dove c'è più luce”

Venerdì 11 e sabato 12 gennaio ore 21.00. L'attore e regista torna alla scrittura teatrale con un testo che parla di realtà e di sogni, di responsabilità e disimpegno, di emozioni del passato e di progetti per il futuro.


TEATRO — “Nascosto dove c’è più luce”, in scena al Teatro Puccini domani e dopodomani, è uno spettacolo in cui il flusso ininterrotto dei pensieri del protagonista, l'eclettico Gioele Dix, si trasforma a vista nel copione di una commedia.
Un diario di annotazioni e memorie, in bilico fra verità romanzate e bugie più che plausibili. Cronache esilaranti e amare, in perenne altalena fra riso e pianto, fra minuzie e massimi sistemi.

Dopo tre anni di fortunata tournée con il suo antologico “Dixplay” e due felici esperienze come regista, in “Oblivion Show 2.0” e “Sogno di una notte di mezza estate”, Gioele Dix si propone per la stagione teatrale 2012/2013 con un suo spettacolo nuovo di zecca: “Nascosto dove c’è più luce”.
Addormentatosi sulla scena del suo spettacolo, un comico si sveglia di soprassalto nel bel mezzo di un movimentato incubo e si ritrova catapultato in uno strano luogo, a cavallo fra immaginazione e realtà. Lo accoglie un etereo angelo custode con il compito di guidarlo nel transito fra vita terrena e aldilà.
Convinto di essere immerso in un sogno soltanto un po’ più stravagante del solito, il protagonista scopre che in quel curioso sito fra le nuvole è custodita la “memoria esterna” della sua esistenza.

Come temeva (ma almeno in parte si augurava) tutto è stato archiviato e tutto ha un peso: le azioni, i pensieri, persino le intenzioni.
Fra comiche sospensioni e attese senza inquietudine, l’attore fa un bilancio delle sue imprese, racconta i suoi punti deboli e interroga l’angelo sulla sorte che lo attende.
Ma quando sarà finalmente pronto per affrontare serenamente il proprio destino, un incidente dagli inattesi risvolti cambierà a sorpresa i suoi piani.
La scena concretamente astratta di Francesca Pedrotti, le musiche e i suoni “celestiali” di Savino Cesario e l’elegante disegno luci di Carlo Signorini contribuiscono al nuovo progetto teatrale di Gioele Dix, nato dalla convinzione che l’illusione comica possa essere ancora, senza vergogna, l’ospitale casa di appuntamenti fra spirito e materia.


A.Lazzeri

Redazione Nove da Firenze