Videomusic: All night long Incontro, Party & Memorabilia

Appuntamento martedì 28 agosto dalle ore 17 – ingresso libero presso Le Murate


VIDEO — E’ nata e se n’è andata sulle note della stessa canzone, “All night Long” di Lionel Richie. Nel mezzo diciassette anni di clip, concerti, sketch, sport ma anche letteratura, nightclubbing, culture giovanili e tanto, tanto altro... Videomusic è stata la prima tv musicale europea e l’unica emittente nazionale che abbia mai avuto sede in Toscana, prima a Castelvecchio Pascoli, successivamente a Firenze.


A oltre dieci anni dalla chiusura, Firenze la ricorda con un incontro in programma martedì 28 agosto al plesso delle Murate (dalle ore 17 - piazza delle Murate, ingresso da via dell’Agnolo e da via Ghibellina) a cui partecipano molti protagonisti di quella gloriosa esperienza mediatica.


Volti noti come Clive Griffiths, Clare Ann Matz, Mixo, Gianfranco Monti, Larry, Elisa Satta, i producer e registi Fabiana Catalini e Massimo Bertolaccini... E Giacomo Ghirardi, che con la tesi “Videomusic: una storia italiana. Identità e strategia della prima televisione musicale europea” si è laureato in Scienze Politiche.


E soprattutto, tante immagini. Videoclip, spezzoni, rarità, dietro le quinte, memorabilia per rivivere il colorato e variegato mondo di Videomusic. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta, dalle ore 17, su videomusicfansite.it, intoscana.it e sul canale digitale Mondo Channel. E ancora, dalle 20,30 dj-set insieme a Lucille, Clive e agli ospiti dell’iniziativa.

Videomusic nacque tra il 1 e il 2 aprile del 1984. Il primo videoclip ad andare in onda fu “All night long” di Lionel Richie. Un brano in perfetto stile anni ’80 che esprimeva bene la voglia di stare insieme, di tutti coloro che si accingevano a confrontarsi con questa avventura. Se si dovesse rappresentare graficamente videomusic, l’ideale sarebbe il ricorrere a modelli infantili. E sotto scriverci, sempre con calligrafia da bambino, “The fool on the hill”, (il pazzo della collina) tanto per citare un brano dei Beatles.

Quella collina era il Ciocco, una struttura alberghiera in provincia di Lucca, che per oltre un decennio fu abitata da avventurieri e musicanti di ogni tipo alla ricerca di… chissà cosa. Quel luogo ebbe la forza di attirare a sé parecchi pazzi disposti a lasciare il mondo pur di realizzare un comune progetto.

“Decentrata”, ma con grandi antenne, Videomusic è stata la prima televisione musicale in Europa. Claudio De Tommasi, Clive Griffiths, Rick Hutton, Clare Ann Matz, Johnny Parker, Elisa Satta, pur parlando, agendo e scherzando da uno schermo, diventarono i volti con cui piangere e/o ridere di un artista amato, con cui saltare insieme ad un concerto. Tramite loro i ragazzi vivevano i suoni di un tempo comune. La musica infatti venne utilizzata non per uscire dal reale ma per esplorare il mondo che stava attorno.
E pensare che per un certo periodo, ovvero dopo l’acquisto da parte della famiglia Marcucci di Super Channel, una televisione via cavo che trasmetteva da Londra; quella collina sperduta tra i monti si è ritrovata a produrre trasmissioni in lingua inglese che venivano viste dalla Penisola Iberica alla Russia.
Con l’entrata negli anni ’90, la lista dei “pazzi della collina” aumentò. Passarono tra gli altri: Marco Baldini, Mixo, Monti e Lorenzini, Lorenzo Scoles, questo concise anche con la vendita dell’emittente dalla famiglia Marcucci a Cecchi Gori e la trasformazione in Tmc2; trasmetteva ormai dalla raggiungibilissima sede di Firenze.

Ben pochi, dalle colonne dei giornali, alzarono la voce per fermare questo processo. Sia per il trasferimento (che era anche una trasformazione) di Videomusic a Firenze, sia per la sua definitiva scomparsa, quando ormai era chiara la china che tutta la faccenda aveva preso.
Come in tutte le favole, a mezzanotte del 30 aprile 2001, nel palazzo del principe viola l’incantesimo svanì. La collina tornò ad essere un centro congressi, i VJ tornarono a fare i DJ, e cosi via.
Videomusic lascia alle sue spalle una svolta epocale per quanto riguarda la comunicazione, infatti, lo scorso florido decennio della musica italiana deve molto allo spazio che gli artisti anno sempre trovato sul palinsesto di Videomusic.

Inoltre quel telecomando puntato su Videomusic ha permesso a tutti coloro che esternamente (videomaker, produttori, ecc) lavoravano sui videoclip, di sviluppare in Italia professioni che prima non esistevano. Questa semplice cosa, col tempo, ha permesso la diffusione del videoclip “made in Italy”, un prodotto oggi esportato anche oltre i confini nazionali.


Redazione Nove da Firenze