Cinese ucciso a coltellate nel capannone industriale

Milone: "Necessaria una stretta contro il sistema organizzato di illegalità"


PRATO — E’ stato ucciso con diversi colpi di arma da taglio, forse nella giornata di ieri. Non sembrano esserci molti dubbi sulle cause della morte di un cinese di 53 anni che è stato trovato all’esterno di alcuni capannoni industriali alla periferia di Prato. Sul corpo del giovane orientale sono stati trovati fendenti sia sull'addome che sul collo.

In merito a ciò, l'assessore alla Sicurezza, Aldo Milone, dichiara quanto segue:

"Purtroppo le cronache rigistrano l'ennesimo omicidio di un cittadino cinese in un capannone. E come ripeto da mesi ciò di cui veniamo a conoscenza è solo una minima parte di quanto accade all'interno di questa comunità, soprattutto negli ambienti di lavoro. Ma mentre la sinistra pratese continua a criticare i controlli nei capannoni, la giunta Cenni, con il prezioso contributo del gruppo interforze stoicamente va avanti proprio per cercare di porre fine a questo "sottobosco" composto dalle più svariate forme di illegalità. E su questo fronte è necessaria una stretta.

Non mi sorprende che alla fine il movente che ha portato anche a questo omicidio sia sempre lo stesso: il denaro. A questo punto voglio chiedere al consigliere dell'Idv Aurelio Donzella, che qualche giorno fa mi invitava a smettere di "prendermela con i cinesi", cosa ha da dire su questa vicenda. E il consigliere Donzella non è il solo a pensarla così, anzi credo che sia in buona compagnia. Basta ricordarsi la proposta dell'ex presidente della provincia Massimo Logli, responsabile immigrazione del Pd, il quale ritiene inutili i controlli e ha affermato che per risolvere il problema sarebbe stato sufficiente aprire un ufficio del consolato cinese in città.

Devo constatare purtroppo che invece di un'unità di intenti tra maggioranza e opposizione per combattere questo fenomeno, come avviene in altri paesi del mondo, persistono divisioni e prese di posizione del tutto ideologiche e questo non può che favorire chi ha interesse a continuare ad alimentare questo sistema organizzato di illegalità, costituito da soggetti che per il "dio denaro" sono disposti a sacrificare vite umane.

A tal proposito basta ricordare l'ultimo episodio avvenuto in un pronto moda del macrolotto Uno, dove è stato trovato il cadavere di un operaio cinese che ha attirato l'attenzione sulla sua presenza solo perchè era già in avanzato stato di decomposizione".

Redazione Nove da Firenze