Ataf e obblighi di servizio: "Il presidente Barducci chiarisca"

Cgil toscana: Ataf taglia 270 dipendenti, le bugie del Comune di Firenze, per nulla tenero Daniele Quiriconi in un intervento pubblicato su "1° maggio"


TRASPORTO PUBBLICO — La privatizzazione di Ataf. "Inizia la gara con 270 posti di lavoro in esubero da subito a tavolino”, ironizza Rifondazione comunista che, con i consiglieri provinciali Andrea Calò e Lorenzo Verdi, chiede che "vengano argomentati i motivi che hanno portato il Presidente a minacciare, attraverso la stampa , di non firmare più gli obblighi di servizio". La Provincia di Firenze, dicono Calò e Verdi, "pretenda il rispetto della LR42/98 nelle sue clausole sociali. Chiediamo al Presidente della Provincia e della Regione Toscana qual è la sostenibilità politica dall’attuale linea di condotta sulla privatizzazione". Presentata in Provincia una domanda d'attualità.

“Leggendo sui giornali riguardo all’annunciato esubero di 270 autisti in ATAF che dai piani alti di Palazzo Vecchio, qualcuno avrebbe chiosato, riferendosi ai dipendenti, ‘si arrangino, non ci hanno ascoltato quando chiedevamo 10 minuti di lavoro in più e ora sono affari loro’ ci preoccupa profondamente – affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – Ma le preoccupazioni non si fermano qui: oggi in Consiglio la maggioranza ha approvato un atto che chiede di inserire la clausola sociale e il mantenimento dei livelli occupazionali, con quale scopo ? Quello di pulirsi la coscienza o di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati ? Infatti la gara non solo si è già conclusa ma è stata già aggiudicata alla cordata di riferimento alle Ferrovie dello Stato.”

“La Giunta non ha smentito le parole riportate dalla stampa che troviamo profondamente offensive nei confronti dei dipendenti di ATAF ma ha anche detto che comprende il privato che nella riorganizzazione non può escludere che si possano attivare degli esuberi del personale impiegato attualmente.”

“Se il PD e la maggioranza era così interessata alla tutela dei livelli occupazionali perché hanno respinto la nostra proposta di inserire la clausola sociale nel bando di gara quando questo era possibile e avrebbe prodotto un risultato effettivo: quello di salvaguardare il personale. – concludono – Confermiamo che la decisione di privatizzare l’azienda è stata un errore e come avevamo detto fin da subito questa operazione si sarebbe scaricato sui dipendenti: non abbiamo mai creduto al Presidente di ATAF, al Sindaco, agli Assessori e ai colleghi Consiglieri che affermavano che non ci sarebbero stati problemi sul piano lavorativo e che non ci sarebbero stati esuberi: adesso non possiamo che condividere la richiesta dell’RSU di chiedere a ciascuno di assumersi le proprie responsabilità di quanto potrà accadere ai dipendenti dell’azienda ATAF.”



Va giù duro Daniele Quiriconi, segretario regionale con delega al TPL in un intervento scritto e pubblicato su '1° Maggio', news letter settimanale della confederazione.

“Da un anno e mezzo”, scrive, “le organizzazioni sindacali contestano le scelte dell'amministrazione comunale rispetto alla decisione, alle modalità e ai tempi con cui si è deciso di privatizzare ATAF. Il sindaco e il Presidente dell'azienda, sostenuti improvvidamente, sia pure con alcuni distinguo, dalla maggioranza dei sindaci e dei partiti, dopo una grancassa sul risanamento dell'azienda sbandierata con sommo sprezzo del ridicolo, a gara per la “svendita” conclusa, sostengono l'affare per la città e l'inevitabilità per il nuovo gestore di certe scelte.

Ma non è tutto per il segretario che aggiunge: “Di più, dopo aver smentito sé stessi e dichiarato che l'azienda è al collasso, rimproverano i lavoratori di non aver voluto accogliere la proposta del sindaco di 10 minuti di lavoro in più. Ma chi ve li fa i conti? Il mago Zurlì? Sono paragonabili in termini di costo i 2 provvedimenti? E tutti quegli esponenti del centrosinistra fiorentino che ( una ponderosa rassegna stampa lo testimonia) hanno spergiurato non ci sarebbero stati licenziamenti e che il sindacato faceva terrorismo non pensano sia utile rimettere il proprio mandato?
O chiedere scusa? O fare qualche proposta per evitare il peggio? Però per favore, evitate di dire sciocchezze come quella sulle casse integrazioni straordinarie o su strumenti inaccessibili per i lavoratori del trasporto pubblico locale”.

Rivendica Quiriconi, nel suo intervento per '1° Maggio' la bontà dell'accordo regionale sul TPL: ogni tanto qualcuno si lamenta perchè la CGIL per partito preso se la prende col comune capoluogo e sostiene “ a prescindere” la regione; però la gara regionale del trasporto pubblico, che sarà bandita dopo un accordo sindacale faticoso raggiunto con un negoziato rigoroso che ha portato più soldi, più servizi e clausola sociale col rispetto dei diritti contrattuali e dei posti di lavoro è un metodo, ATAF un altro.
“Si può parlare di merito per favore?”, questa la chiusura dell'intervento, Forse è anche un'idea diversa di paese, di civiltà delle relazioni, di capacità di ascolto delle altrui ragioni, contro il vacuo e arrogante senso di onnipotenza dei decisionisti dell'ultim'ora e delle Thatcher da strapaese”.


Infine, qui di seguito il comunicato della Rappresentanza Sindacale Unitaria Ataf:
“Leggendo Repubblica veniamo a sapere che, di fronte al rischio di veder persi quasi trecento posti di lavoro, il sindaco di Scandicci Gheri pare se ne sia uscito con questa perla di saggezza “Che ci fosse troppo personale si sapeva”. Dai piani alti di Palazzo Vecchio, qualcuno avrebbe chiosato “Si arrangino, non ci hanno ascoltato quando chiedevamo 10 minuti di lavoro in più [sapendo di mentire n.d.r.]e ora sono affari loro”. Se fosse vero, sarebbe estremamente grave.

L' ATAF è un prodotto della politica, e la sua struttura organizzativa rispecchia un certo modo di amministrare la città e la Regione: i responsabili del dissesto finanziario dell'azienda non devono essere cercati fra i lavoratori, ma fra chi li ha amministrati in tutti questi anni. Che senso ha dire che si sapeva del troppo personale? Chi si è occupato delle assunzioni, forse gli autisti? Chi sta al volante deve pagare per gli errori di politici da quattro soldi che non hanno saputo gestire il trasporto pubblico in una città piccola come Firenze? Ma stiamo scherzando? E che senso ha continuare a mentire con la favola dei 10 minuti in più di lavoro? Anche un bambino di quinta elementare capirebbe che un piccolo sacrificio come quello non può assolutamente equivalere al risparmio di denaro che si ottiene con 270 licenziamenti. I lavoratori si sono opposti a questa baggianata perché sapevano dell'assoluta inutilità di tale provvedimento, non certo per fare un dispetto al Sindaco Renzi. Questa RSU ha tentato in ogni modo di fargli capire quale fosse il reale stato in cui versava l'Azienda, ma niente da fare: la risposta era sempre la solita “va tutto bene, il bilancio è in pareggio”

Questa amministrazione comunale, o sarebbe meglio dire Matteo Renzi, va da tempo vantandosi di aver trasformato ATAF da un carrozzone mangia soldi, in un' Azienda sana e produttiva. Peccato che d'ora in avanti con questo progetto ATAF si sia trasformata in un'azienda immobiliare: il trasporto pubblico lo farà un privato.

Con la vendita di ATAF il futuro candidato premier ha dimostrato tutta la sua incapacità nel gestire problemi seri: fare politica per il trasporto pubblico avrebbe significato privilegiare il trasporto pubblico, rendendolo efficiente per l'utenza e redditizio per l'Azienda. L'aumento della velocità commerciale dei mezzi, il controllo della sosta e della rimozione, la costruzione di “veri” parcheggi scambiatori, l'integrazione ferro-gomma, una progettazione delle linee adeguata alle esigenze della città: questi sono i problemi che Renzi avrebbe dovuto risolvere, altro che vendere il trasporto pubblico per lavarsene le mani.

Non aver inserito la clausola sociale all'interno del bando di vendita è una gravissima responsabilità politica, che rischia di creare 270 disoccupati dall'oggi al domani, alla faccia dei vari consiglieri comunali che fino a pochi giorni fa hanno continuato a rassicurare tutti che non ci sarebbero stati esuberi. Avranno a suo tempo pensato alle conseguenze sociali di una simile scelta? Noi speriamo proprio di sì, augurandoci che gli illustri politici si siano attrezzati ad ospitare in casa loro per i pasti quasi trecento futuri disoccupati .

Come RSU chiediamo le dimissioni immediate di questi ameni amministratori; meno mettono le mani nella cosa pubblica, meno danni fanno”.

Redazione Nove da Firenze