Restauratori toscani per mettere in sicurezza i beni culturali danneggiati

La lista già inviata in Emilia Romagna alle autorità competenti. I restauratori toscani sono pronti ad ‘adottare’ la basilica di San Biagio a Cento


TERREMOTO —
Prosegue l'impegno dei restauratori della CNA Toscana per offrire il proprio apporto professionale e solidaristico per la quantificazione dei danni e la messa in sicurezza delle opere e dei beni culturali danneggiati dal sisma dell'Emilia Romagna.

CNA Toscana ha infatti inviato ai colleghi emiliani e alle autorità preposte alla messa in sicurezza dei beni culturali danneggiati dal sisma un primo elenco di restauratori toscani disponibili a far parte da subito di squadre di pronto intervento per valutare la stima dei danni e intervenire sui beni artistici per salvaguardare questi beni preziosi.

Una prima lista di 10 nominativi di restauratori toscani, capeggiata dal maestro Andrea Fedeli di Firenze, Presidente CNA Artistico e Tradizionale Toscana, è stata inviata stamani. Ne fanno parte ben 6 donne, con un'età media inferiore a 50 anni. Le specializzazioni dei restauratori presenti nella lista CNA Toscana sono affresco, dipinti murali e materiali lapidei, ma non mancano gli esperti in restauro dei materiali lignei, di ceramiche e stucco, di pietre dure, di tessuti, di cuoio per poltrone e sedie, ecc.

I restauratori della CNA Toscana, ben sapendo che la decisione spetta alle Soprintendenze locali e alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna, hanno comunque già manifestato ai colleghi emiliani la disponibilità immediata ad 'adottare' il restauro della basilica di San Biagio a Cento (FE), in via Ugo Bassi, un bene culturale datato 1045. La chiesa danneggiata dal sisma è ricca di opere d'arte di Guercino, Provenzali, Cesi e Gennari. San Biagio è anche, insieme a San Michele, uno dei due patroni delle terre del Centese.

Questo è un esempio di opera sulla quale i restauratori della CNA Toscana potrebbero intervenire, ma la parola finale spetterà alle Soprintendenze e alla Direzione Regionale per i Beni Culturali che, di concerto con le altre autorità scientifiche e istituzionali, dovranno stabilire come-dove-quando saranno effettuati i primi interventi sul campo.

“i nostri restauratori - afferma Franco Vichi, Coordinatore CNA Artistico Toscana - sono pronti a partire, aspettano di essere chiamati. Oggi serve tempestività e professionalità, due qualità di cui i restauratori toscani sono senza dubbio in possesso. In una situazione così difficile e drammatica, quale è quella delle zone terremotate, confidiamo di non rimanere intrappolati, come spesso succede nel nostro paese, nelle lentezza della burocrazia, poiché qui occorre far presto e soprattutto agire!”

I restauratori abilitati in Italia sono oltre 5300, di questi solo una parte ha i requisiti per poter intervenire sui beni culturali (la stima è intorno al 25%). In Toscana esiste un numero importante di restauratori (400 circa), diplomati all'Opificio delle Pietre Dure, alle Accademie di Belle Arti e con esperienze decennali sui beni tutelati dalle Soprintendenze, che possono dare un grosso contributo alla messa in sicurezza e al ripristino dei beni in questione.

Redazione Nove da Firenze