Ataf, Bonaccorsi non vuole passare per il ''Grande Fratello''

I Cobas hanno presentato due esposti alla Procura della Repubblica e all'Ispettorato del Lavoro per presunte violazioni dei diritti dei lavoratori che sarebbero state commesse dall'azienda attraverso il sistema Avm


OCCHIO ELETTRONICO —
I Cobas hanno presentato due esposti alla Procura della Repubblica e all'Ispettorato del Lavoro per presunte violazioni dei diritti dei lavoratori che sarebbero state commesse dall'azienda attraverso il sistema Avm.
Il sistema informativo basato su dispositivi AVM per la localizzazione automatica ed il monitoraggio dei veicoli sulla rete serve per gestire la regolarità delle linee e le informazioni all'utenza: attraverso la rete di comunicazione, permette alla sala radio l’acquisizione delle informazioni dai sistemi di bordo, in base alle quali è possibile monitorare l'esercizio, regolarizzare il servizio e dialogare con paline e pannelli informativi
per la trasmissione dei tempi di attesa dei mezzi in arrivo alle fermate.

"Ma quale Grande Fratello? I Cobas vogliono farci spegnere le paline informative, vogliono tornare ad un' azienda che se ne infischia dei diritti dei passeggeri e dei cittadini". Così il presidente di Ataf, Filippo Bonaccorsi"Abbiamo messo al centro di tutta l’azione di rinnovamento di Ataf il cittadino passeggero, mentre i Cobas rimangono fermi sulla lotta dura a tutte le novità, dai passeggini sui bus all’aumento dei verificatori per combattere i portoghesi. Ora tocca al sistema Avm, a cui va il merito degli straordinari miglioramenti di Ataf sulla puntualità e regolarità del servizio. Boicottare l'impiego delle tecnologie avanzate significa imporre ai passeggeri un servizio di cattiva qualità. Mi auguro che i Cobas di Ataf non vogliano riportare il servizio di trasporto pubblico fiorentino ai livelli di trenta anni fa solo per scontrarsi con l'azienda sulla base di presupposti inesistenti”.

“Faccio un appello a tutti i sindacati che hanno a cuore l’azienda, i nostri passeggeri e i cittadini, affinché pongano fine a questa assurda situazione e firmino l’accordo, come è già accaduto in altre aziende pubbliche toscane", conclude Bonaccorsi.

Una recente delibera del garante della privacy (ottobre 2011) impone infatti alle aziende di sottoscrivere accordi specifici con le rappresentanze sindacali per l'uso dell'Avm: nonostante i ripetuti inviti di Ataf, i sindacati si sono sempre rifiutati di firmare, al contrario di quanto accaduto in altre aziende toscane.

Redazione Nove da Firenze