Smog, De Zordo e Grassi chiedono ed ottengono la verifica delle centraline

Approvata la mozione all'unanimità in Commissione Ambiente


INQUINAMENTO — Le centraline di "fondo" di Boboli e Bassi, che misurano il livello del Pm10 nell'aria e su cui ci si basa per i provvedimenti antismog in città, dovranno essere verificate e valutate per la loro rappresentatività rispetto all'esposizione al Pm10 dei cittadini di Firenze.

Lo chiede una mozione, approvata all'unanimità dalla Commissione Ambiente di Palazzo Vecchio, che impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi presso la Provincia e soprattutto la Regione Toscana perchè "sia completato urgentemente il processo di valutazione" delle centraline collocate nel territorio regionale e quindi anche di Firenze.
Oggi infatti le centraline assunte come riferimento per la misura del livello di Pm10 in città sono posizionate una dentro il giardino di Boboli e l'altra in un cortile con giardino di viale Bassi, mentre la terza centralina di “fondo” dell’area fiorentina è invece collocata nel territorio di Scandicci. Secondo la legislazione regionale, le centraline di fondo devono servire a "valutare l'esposizione agli inquinanti nelle aree urbane dove vive e lavora la maggior parte della popolazione", rispecchiando così la qualità dell’aria della città e del territorio di Firenze e facendo da riferimento per l’attivazione dei provvedimenti antismog.

"Fino a un anno fa le centraline di riferimento per il Pm10 erano di tipo “urbana-traffico” e poste in viale Gramsci e in via Ponte alle Mosse, dove il Pm10 supera più frequentemente i valori limite e le soglie di allarme, mentre dal 2011 le centraline di riferimento sono diventate quelle di tipo “urbana-fondo” e collocate appunto nei gardini di Boboli e di viale Bassi e a Scandicci. Ed è stato verificato che nelle centraline di "fondo" il Pm10 misurato risulta in genere 3-5 volte minore di quelle di "traffico". Non a caso associazioni ambientaliste hanno più volte posto in dubbio la rappresentatività delle centraline di Boboli e di Bassi, proponendone una diversa collocazione nel territorio cittadino.
Già mettendo a confronto gli ultimi dati disponibili di Arpat degli anni 2008, 2009 e 2010 si può notare che a Gramsci i giorni di superamento del Pm10 sono stati rispettivamente 98, 88 e 65, a Ponte alle Mosse 88, 82 e 66, mentre a Bassi 33, 23 e 13 e a Boboli 19, 13 e 10 e invece a Scandicci 48, 49 e 38 giorni di superamento.

Chiediamo quindi al Comune di attivarsi presso la Regione Toscana e la Provincia di Firenze perché si valuti se le stazioni di “fondo” di Boboli e Bassi corrispondano effettivamente a zone in cui si possa "valutare l'esposizione agli inquinanti nelle aree urbane dove vive e lavora la maggior parte della popolazione", e se non sia invece necessaria una loro diversa collocazione in aree maggiormente corrispondenti alla definizione normativa, al fine di poter descrivere la qualità dell'aria nel territorio fiorentino e applicare quelle norme che salvaguardano la salute della popolazione. Che deve essere uno degli impegni primari di chi governa un teritorio".

Redazione Nove da Firenze