Italia ce la puoi fare: lo scrivono i giovani più promettenti

Lunedì la presentazione all’ObiHall di Firenze con Enzo Cheli e Jacopo Morelli


LIBRI — Firenze, 25 novembre 2011– Un grido di speranza, un appello contro il pessimismo, una serie di proposte concrete per superare i tempi di crisi. Tutto questo in Italia ce la puoi fare (Mauro Pagliai Editore, 288 pp., euro 14), il libro a cura di Dario Nardella e Marco Bani che sarà presentato lunedì 28 novembre alle 18.00 a Firenze nel Ridotto del Teatro ObiHall (Lungarno Aldo Moro, 3). All’incontro, moderato da Alberto Severi, giornalista RAI, interverranno Enzo Cheli, presidente del Gabinetto Vieusseux, Jacopo Morelli, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e saranno presenti i curatori e l’editore.

Italia ce la puoi fare scatta una fotografia del nostro paese attraverso 15 brevi storie, apprezzate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per “per l’apporto di fantasia e per l’ispirazione fiduciosa”, che affrontano altrettanti grandi temi di attualità, dalla politica all’ambiente, dalla lotta alla droga alla questione dei diritti umani. Gli autori dei racconti sono giovani con diverse sensibilità culturali e politiche, già affermati in vari settori della vita pubblica: amministratori, imprenditori, sociologi, dirigenti, economisti che avanzano idee e progetti credibili su come cambiare il paese. Nel libro ogni problematica è letta attraverso la duplice lente della narrazione e dell’analisi sociale e politica, alternando così il registro narrativo con parti saggistiche, che utilizzano informazioni e dati aggiornati.

I vari capitoli, introdotti da una lettera di Napolitano, dalla prefazione di Enzo Cheli e da una nota dei curatori, hanno per autori Tobia Zevi, Ilaria Malinverni (in collaborazione con Valentina Mazzoni), Marco Bani, Walter Mazzucco, Lorenzo Vignali, David Ragazzoni, Gaia Checcucci, Luca Turcheria, Ivano Russo, Nicola Centrone, Jacopo Morelli, Alessandro Portinaro, Andrea Di Benedetto, Dinora Mambrini, Silvia Rigacci (in collaborazione con Fernanda Faini), mentre le conclusioni sono affidate a Dario Nardella.

Redazione Nove da Firenze