“Bar Sport”, si tifa con Bisio ed Amendola

Personaggi, gag, sfide e rivalità nella provincia bolognese degli anni Settanta

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 novembre 2011 21:15
“Bar Sport”, si tifa con Bisio ed Amendola

“Bar Sport” delude le aspettative di chi aveva amato l'omonimo libro di Stefano Benni, pubblicato nel 1976. Il libro descriveva in modo surreale la realtà dei bar italiani, soprattutto quelli di provincia. Faceva emergere un microcosmo di personaggi che erano i classici tipi da bar di un 'Italia che non c'è più . Il film chiamato ad affrontare sulle indicazioni del libro di Benni uno dei “topos” della commedia all'italiana, non sembra del tutto riuscito. Nonostante l'impiego di ottimi attori quali Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Teo Teocoli , Antonio Catania , Angela Finocchiaro e Claudio Amendola il film è abbastanza statico.

Eppure il film è sostanzialmente fedele al libro: ci sono i personaggi di Benni. C'è Onassis il barista, c'è il tuttologo Eros detto il tennico, C'è il playboy Renzo, ci sono le signore del bar, c'è il flipper, il telefono a gettoni e la proverbiale Luisona, la decana delle paste condannata a un’esposizione perenne in attesa del suo consumatore. Il Bar Sport è soprattutto un crocevia di vite e di personaggi, tra racconti, sfide, amori e rivalità. Manca nel film la resa di quel piglio surrealistico che aveva reso indimenticabile il libro di Benni.

L'impresa di fare della struttura frammentata del libro il soggetto per un film si misura con la necessità di utilizzare un linguaggio realistico e iperbolico, per disegnare personaggi per gesti versi caricaturali ed evocare un susseguirsi di situazioni paradossali e davvero surreali. Il film è una commedia moderatamente divertente e anche evitando paragoni col libro ,cui si ispira, non è opera del tutto riuscita. La narrazione è lenta , le gag fanno appena sorridere e il film assomiglia troppo a uno spettacolo televisivo.

Spesso quando c'è una trasposizione letteraria in un film, il risultato è vario. Talvolta, per così dire, vince il film, altre volte vince il libro. In questo caso il risultato è nettamente a favore del libro di Benni. Quando Luciano Salce diresse “Fantozzi” la qualità del film e l'uso intelligente di un umorismo surreale, non soltanto non tradiva lo spirito del libro di Paolo Villaggio, ma in qualche maniera ne era , per così, dire complementare. Il film “Bar Sport”, curato nei particolari, con una perfetta ambientazione riferita ,come nel libro, agli anni Settanta, emerge sicuramente, grazie alla regia di Massimo Martelli rispetto alle consuete banali commedie che puntano sulla comicità più volgare, ma non riesce del tutto a decollare.

Alessandro Lazzeri

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